BILANCIA DEI PAGAMENTI

Documento contabile relativo alle transazioni che intercorrono, durante un certo periodo, tra un paese o i suoi residenti con il resto del mondo (altri paesi, soggetti esteri, istituzioni internazionali ecc.). Viene redatto da organismi pubblici con criteri uniformi. Già nel 1922 l’assemblea della Società delle Nazioni aveva proposto la formulazione di un ordinamento sistematico e le istituzioni internazionali hanno continuato a lavorare in questo senso. Attualmente il documento di base è il Manuale della bilancia dei pagamenti, redatto dal FMI nella sua prima edizione nel 1948. In linea generale le transazioni sono distinte in due ampie categorie: le partite correnti e i movimenti di capitale. Tra le partite correnti rientrano le transazioni visibili (e cioè gli acquisti e le vendite di merci), che formano la bilancia commerciale, quelle invisibili, aventi per oggetto servizi (p.e. i premi di assicurazione, gli interessi e i dividendi di capitali investiti all’estero, i noli, i proventi del turismo ecc.) e i trasferimenti unilaterali (donazioni, rimesse di emigrati ecc.). I movimenti di capitali comprendono invece i trasferimenti di capitali a fini di investimento o a seguito di prestiti internazionali e relativi rimborsi o per contributi a fondo perduto di istituzioni internazionali. Il saldo di tutte queste voci determina la posizione (di eccedenza o di disavanzo) di un paese nei confronti dell’estero. Tutte le transazioni sono registrate mediante il metodo della partita doppia; pertanto la bilancia dei pagamenti presenta una situazione di permanente pareggio contabile. Secondo lo schema proposto dal FMI oltre che da numerosi studiosi, per determinare esattamente una situazione eccedentaria o deficitaria occorre quindi distinguere le transazioni autonome da quelle compensative. Per transazioni compensative si intendono quelle che, a differenza delle prime, comportano variazioni nelle riserve ufficiali o, in alcuni paesi, nella posizione netta sull’estero delle banche. Si tratta quindi di movimenti monetari effettuati dalle autorità responsabili per colmare uno squilibrio esistente nelle altre voci della bilancia dei pagamenti e conferire così stabilità al tasso di cambio, uguagliando la domanda e l’offerta di valuta. Le transazioni compensative misurano, in ultima analisi, le variazioni nelle riserve di liquidità internazionale (oro, valute estere, posizione verso FMI) e comprendono i prestiti internazionali a breve e a lunga scadenza (passività a breve e lungo termine). In Italia vengono compilate due bilance dei pagamenti: una, quella appena descritta, e definita bilancia dei pagamenti “economica” dalla Banca d’Italia; l’altra, di natura valutaria, dall’Ufficio Italiano dei Cambi (UIC). In quest’ultima gli scambi di merci e servizi vengono annotati all’atto del pagamento e senza alcuna considerazione per la causale del pagamento stesso: vengono esposti, cioè, incassi e versamenti effettuati realmente, quali risultano dalle relative operazioni bancarie e indipendentemente dal tempo in cui le merci attraversano la linea doganale (mentre la bilancia economica tiene invece conto solo di questo fattore, rilevato tramite i dati doganali dell’ISTAT).