BARRIERE NON TARIFFARIE

Restrizioni di natura non tariffaria applicate al fine di regolamentare le importazioni. Prima dell’Uruguay round le regole del GATT si concentravano prevalentemente su questioni concernenti tariffe e prezzi. L’attenuazione dell’incidenza delle barriere non tariffarie al commercio è stata oggetto di discussione e di trattativa durante i negoziati dell’Uruguay Round. In questa occasione sono state estese le regole del GATT fino a coprire le barriere non tariffarie. Tali regole riguardano anche leggi e barriere concernenti la tutela dei consumatori per ciò che riguarda standard alimentari e sanitari, tassazione, politiche di investimento ed altre leggi nazionali che hanno un impatto sul commercio. In sintesi le barriere non tariffarie possono distinguersi in quelle che sfuggono alla regolamentazione WTO e quelle che invece la sfruttano a proprio vantaggio. Nella prima categoria ricadono quei provvedimenti, facilmente identificabili, di restrizione all’export operati da partner commerciali, come p.e. gli accordi volontari di restrizione all’export (Voluntary Export Restraints-VER), le quote all’import, le concessioni non automatiche di licenze all’importazione e i contingentamenti, i dazi variabili ed altri provvedimenti, mentre la seconda comprende misure come p.e. l’imposizione di dazi anti-sussidi, di dazi antidumping, di bande di prezzo delle importazioni. Nell’ambito della CE l’abolizione delle barriere non tariffarie agli scambi intra-comunitari di beni e di servizi rappresenta il principale strumento per l’attuazione del programma di completamento del mercato interno europeo da realizzarsi entro la fine del 1992. Le barriere non tariffarie, delle quali è prevista l’abolizione, sono state raggruppate in tre grandi tipologie: barriere fisiche, barriere tecniche e barriere fiscali. La loro rimozione permetterà, grazie ad un più intenso e pronto sfruttamento delle economie di scala, di ottenere consistenti riduzioni sia nei costi di produzione, che, conseguentemente, nei prezzi finali di vendita all’interno del mercato unico europeo, a tutto beneficio dei consumatori e dei produttori europei, i quali vedranno accrescere la competitività internazionale dell’industria europea.