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BANCA ANTONVENETA

Società costituita nel 1996, con la denominazione di Banca Antoniana-Popolare Veneta, in seguito alla fusione della Banca antoniana e della Banca popolare veneta, entrambe cooperative con sede in Padova. Nel settembre 2001 è stata trasformata in società per azioni assumendo il nome attuale. L’aggregazione di banche locali e l’incorporazione della Banca nazionale dell’agricoltura (2000) ha portato alla formazione del Gruppo Antonveneta. La quotazione alloMTA della Borsa di Milano è iniziata il 15.4.2002. Attualmente il Gruppo è composto da Banca Antonveneta (retail banking); Interbanca (corporate lending e merchant banking); Antonveneta ABN AMRO Bank, Antonveneta ABN AMRO sgr e AAA Investment Fund Ltd, (asset management e private banking), Antoniana Veneta Popolare Vita e Antoniana Veneta Popolare Assicurazioni (bancassurance). Si pone all’ottavo posto nella graduatoria Mediobanca 2003 per raccolta dei gruppi bancari italiani. 1. Banca antoniana. Risale alla Banca cattolica padovana, costituita nel 1893 per operare nel mondo contadino e artigiano secondo il motto “poco a tanti e tanto a nessuno”. Il nome è stato mutato in Banca antoniana nel 1906, in Banca antoniana di Padova e Trieste in seguito all’incorporazione della Banca Popolare Giuliana di Trieste nel 1970 e, da ultimo, ancora quella di Banca antoniana nel 1989. Inizialmente l’operatività era limitata ai soci e agli associati in partecipazione e solo negli anni Trenta è stata estesa al pubblico con l’adozione della formula della banca popolare. Lo crescita importante della Banca antoniana data dalla seconda metà degli anni Ottanta (parallelamente alla fioritura economica del Nord-est) con l’incorporazione di alcune banche popolari minori (Banca popolare di Codroipo nel 1991, Banca popolare di Gemona nel 1994) e l’acquisizione o l’apertura di sportelli in Milano, Bologna e altrove, la costituzione di una società di assicurazione e l’acquisizione totalitaria dal Monte dei Paschi di Siena del Credito lombardo (incorporato nel 1997). 2. Banca popolare veneta. È stata una delle prime banche popolari, costituita nel 1866 su iniziativa di Luigi Luzzatti col nome di Banca Mutua di Credito Popolare in Padova, rinominata Banca Cooperativa Popolare nel 1883, poi Banca cooperativa di Padova nel 1916. Nel secondo dopoguerra la Banca ha preso a espandersi e, in seguito alla fusione con altre banche popolari venete, mutando diverse volte il nome: Banca popolare di Treviso (nel 1950, in seguito alla fusione con la Banca omonima), Banca popolare di Padova Treviso e Rovigo (nel 1980, in seguito all’incorporazione della Banca popolare del Polesine), Banca popolare veneta (nel 1987, in seguito all’incorporazione della Banca popolare di Valdagno). Nel 1957 ha incorporato la Banca popolare di Motta e Livenza e nel 1982 la Banca popolare di Cavarzere. Nel 1995 ha assunto il controllo del Credito industriale sanmarinese S. A. 3. Gruppo Banca antoniana-Popolare veneta, Gruppo Antonveneta. Dopo la fusione del 1996 la nuova Banca ha acquisito la Banca popolare di Faenza, due banche popolari del Sud (Banca popolare di Palmi e Banca popolare di Polistena) fuse per costituire la Banca regionale calabrese, la Banca agricola etnea, la Banca popolare jonica e la Banca cattolica di Molfetta (1998), la Banca di credito popolare di Siracusa (1999), ha costituito la Nuova banca di credito di Trieste che ha rilevato le attività della Banca di credito di Trieste in liquidazione (1997), ha rilevato 55 sportelli dalla Banca di Roma e dalla Banca nazionale dell’agricoltura (1997), ha acquisito una partecipazione di oltre il 99,9% in Interbanca (1997-1998). Nel 1999 sono state incorporate la Banca regionale calabrese, la Banca agricola etnea, la Banca popolare di Faenza, la Nuova banca di credito di Trieste. Con decorrenza 1°.10.2000 ha incorporato la Banca nazionale dell’agricoltura, una delle tre grandiaziende ordinarie di credito (q.v.) fino agli anni Ottanta. La Banca nazionale dell’agricoltura era stata acquistata nel 1999 dalla Banca di Roma rilevandone il 50,32% delle azioni ordinarie e il 45,66%. Un 38,26% delle azioni ordinarie e un 41,45% di quelle privilegiate è stato poi acquisito con un’offerta pubblica di acquisto, portando così il possesso rispettivamente all’88,588% e all’87,11%. Nel 2001 sono state incorporate la Banca popolare jonica e la Banca cattolica di Molfetta.



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