AREA UNICA DEI PAGAMENTI IN EURO (AUPE)

Nota comunemente come SEPA, dall’inglese Single Euro Payments Area, l’area unica dei pagamenti in euro è un progetto finalizzato ad estendere il processo d'integrazione europea ai pagamenti al dettaglio in euro effettuati con strumenti diversi dal contante, mediante la creazione di un mercato integrato dei servizi di pagamento, aperto a un'effettiva concorrenza e in cui non sussistono distinzioni fra pagamenti nazionali e transfrontalieri in euro. La SEPA nasce subito dopo l’introduzione dell’euro nel 2002 come un’iniziativa dell’industria bancaria europea dunque il suo organo di rappresentanza, il Consiglio europeo per i pagamenti (European Payments Council - EPC) è preposto alla sua realizzazione. Le istituzioni che si occupano di promuovere e sostenere la creazione della SEPA a livello comunitario sono la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione europea, oltre alle infrastrutture europee di compensazione e regolamento che elaborano i pagamenti SEPA in conformità alle regole stabilite dall'EPC. A livello nazionale la SEPA è sostenuta dalle Banche centrali nazionali dell’Eurosistema, da Comitati nazionali di migrazione alla SEPA cui partecipano rappresentanti dei consumatori, delle imprese, del commercio e delle pubbliche amministrazioni. In Italia nell'ambito dei suoi compiti di sorveglianza condivisa all'interno dell'Eurosistema, dà il suo contributo la Banca d'Italia che con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) presiede il Comitato nazionale di migrazione alla SEPA. Lo scopo principale della SEPA è quello di rendere possibile per tutti i cittadini europei di usufruire di un singolo conto bancario e di servizi di pagamento armonizzati in qualsiasi stato aderente all’area euro, trasformando i vari sistemi di pagamento al dettaglio dei singoli paesi in un unico sistema europeo in cui tutte le operazioni vengano considerate "domestiche" senza più distinzione fra pagamenti nazionali e transfrontalieri. Aderiscono al progetto 31 paesi europei: i 15 paesi della Unione europea che hanno già adottato l'euro come valuta nazionale (Austria, Belgio, Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna, Cipro e Malta); i 12 paesi della Unione europea che utilizzano una valuta diversa dall'euro ma che effettuano pagamenti in euro (Bulgaria, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Svezia, Ungheria); e infine Islanda,Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.
L’EPC, di concerto con la BCE, ha elaborato un piano programmatico 2004-2010 chiamato SEPA Roadmap per l’implementazione della SEPA che consiste in tre fasi. 

Fonte: www.abi.it

La prima tappa realizzata nel corso del 2005-2006 prevedeva l’elaborazione del progetto mediante la definizione e lo sviluppo di due schemi di pagamento elettronico di base per bonifici ed incassi, del quadro di riferimento per le carte di pagamento e quello per le infrastrutture di compensazione e regolamento. La seconda tappa ha visto la realizzazione del progetto mediante l’istituzione dei comitati nazionali di migrazione SEPA e il coordinamento degli altri organismi preposti alla realizzazione dell’iniziativa a livello nazionale (banche, gestori di infrastrutture, amministrazioni pubbliche, imprese e altri utenti). L’ultima fase iniziata nel 2007 di coesistenza e graduale migrazione ha rappresentato un periodo di transizione in cui gli utenti SEPA avevano a disposizione sia gli strumenti di pagamento nazionali che i nuovi strumenti SEPA. Va, infatti, precisato che sino al 2007 i mercati dei servizi di pagamento degli stati membri sono stati organizzati separatamente, su base nazionale presentando un quadro giuridico frammentato in 27 ordinamenti nazionali nonostante l’adozione di numerosi atti comunitari in quest’ambito. L’emanazione della direttiva 2007/64/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 novembre 2007 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno (Payment Services Directive - PSD) che ha disciplinato a livello comunitario l’accesso al mercato dei servizi di pagamento, la trasparenza delle condizioni per i servizi di pagamento e le condizioni relative alla prestazione dei servizi di pagamento rappresenta il maggiore impulso alla realizzazione della SEPA compiuto dall’introduzione dell’euro in quanto ne ha definito il quadro giuridico armonizzato di riferimento. La SEPA è stata successivamente avviata in via ufficiale il 28 gennaio 2008 con l'introduzione dello strumento di pagamento SEPA per i bonifici mentre il quadro di riferimento SEPA per le carte di pagamento è entrato in vigore dal 1° gennaio 2008 e il sistema degli addebiti diretti SEPA è operante dal 2 novembre 2009. La disponibilità di strumenti AUPE è stata solo il primo passo verso la creazione della SEPA in quanto il principale obiettivo stabilito dall’EPC è il completamento della fase di transizione entro la fine del 2010 mediante il passaggio a strumenti AUPE di una massa critica di pagamenti nazionali (bonifici, addebiti preautorizzati e pagamenti mediante carta). Tale obiettivo si è dimostrato difficile da realizzare se si considera che all'agosto 2009 soltanto il 4,5% del totale delle transazioni era stato effettuato mediante il formato dei bonifici SEPA1 si prevede che saranno attuate pertanto ulteriori iniziative per garantire un livello di servizio associato agli strumenti AUPE superiore o almeno pari a quello dei "vecchi" prodotti nazionali esistenti. 
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1Risoluzione del Parlamento europeo del 10 marzo 2010 sull'attuazione dell'Area unica dei pagamenti in euro (SEPA).
Link:
http://sepa.abi.it/welcome.asp?Page=2397&chardim=0&a=a&langid=1
http://www.bancaditalia.it/sispaga/sms/sepa
Redattore
: Bianca GIANNINI
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