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DOMICILIO FISCALE

Comune nel quale risulta domiciliato ai fini fiscali ciascun contribuente. In specie, l’art. 58, d.p.r. 29.9.1973 n. 600, ha stabilito che “agli effetti dell’applicazione delle imposte sui redditi ogni soggetto si intende domiciliato in un Comune dello Stato”. E precisamente le persone fisiche hanno il domicilio fiscale nel Comune nella cui anagrafe sono iscritte. La nozione in esame non coincide dunque con quella di diritto comune del domicilio come centro di interessi, e sede principale dei propri affari. La nozione tributaria si avvicina di più a quella di residenza di diritto comune. Per le persone fisiche non residenti, e cioè tanto gli italiani (anche se non iscritti presso l’anagrafe di un Comune italiano, ma che hanno in Italia il centro dei loro interessi e degli affari), quanto gli stranieri, il domicilio fiscale è stabilito nel Comune in cui si è prodotto il reddito o, se il reddito si è prodotto in più Comuni, nel Comune in cui si è prodotto il reddito più elevato. I cittadini italiani, però, che risiedono all’estero in forza di un rapporto di servizio con la pubblica amministrazione, hanno il domicilio nel Comune di ultima residenza nello Stato. La nozione civilistica di domicilio torna dunque a prevalere, anche rispetto agli effetti tributari, sia per il domicilio c.d. di servizio dei pubblici dipendenti, sia nelle ipotesi in cui il domicilio effettivo in Italia possa non coincidere con la residenza anagrafica, specie quando il soggetto passivo risiede all’estero. A seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale del c.d. cumulo dei redditi, oltre che della emanazione delle nuove norme tanto in materia civilistica che tributaria, sia la moglie che il marito possono avere domicili fiscali in Comuni diversi ed in tal caso il figlio minore, i cui redditi sono imputati per metà a ciascun genitore, dovrebbe avere il domicilio fiscale del genitore con il quale convive. I soggetti diversi dalle persone fisiche hanno il domicilio fiscale nel Comune in cui si trova la loro sede legale o, in mancanza, la sede amministrativa. In mancanza anche di quest’ultima, i soggetti hanno il proprio domicilio fiscale nel Comune ove è stabilita una sede secondaria (qualunque ne sia la denominazione), o una stabile organizzazione. In mancanza di ogni altro punto di riferimento, il domicilio è nel Comune in cui i soggetti esercitano prevalentemente la loro attività. Le anzidette norme sono inderogabili, da parte del soggetto passivo e della stessa amministrazione, a meno che quest’ultima non eserciti il potere riconosciutole dall’art. 59, d.p.r. 600/73, cit., per il quale, i competenti organi dell’amministrazione finanziaria con decreto motivato, possono stabilire il domicilio fiscale nel Comune ove il soggetto svolge in modo continuativo la principale attività, ovvero, per gli altri soggetti, il Comune dove è stabilita la sede amministrativa, anche se il Comune è situato in altra provincia, diversa da quella in cui il soggetto svolge l’attività principale. È tuttavia concesso al soggetto passivo, “quando concorrono particolari circostanze”, di chiedere il mutamento del domicilio fiscale in luogo diverso da quello che risulterebbe dall’art. 58 cit. Le variazioni di domicilio fiscale hanno effetto dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui si sono verificate. La nozione di domicilio fiscale è di particolare rilievo in quanto determina le competenze dei vari Uffici fiscali. Il domicilio fiscale non è applicabile a tutti i tributi, dato che rispetto a taluni di essi (imposta di successione, imposta di registro) prevalgono altri criteri e comunque mantengono il loro rilievo le nozioni generali di residenza, di domicilio o di sede legale o, in mancanza di sede effettiva, anche se divergono dal domicilio fiscale. Con effetto 1.1. 1999 i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto dell’Amministrazione finanziaria (cioè i soggetti che si considerano residenti nel territorio dello Stato, salvo prova contraria), hanno il domicilio fiscale nel comune di ultima residenza nello Stato.



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