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CONTO DI PAGAMENTO

Il conto di pagamento è un nuovo tipo di contratto introdotto nell’Unione Europea dalla direttiva 2007/64/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno (la c.d. Payment Service Directive – PSD). Il conto di pagamento è definito come "un conto detenuto a nome di uno o più utenti di servizi di pagamento che è utilizzato per l’esecuzione delle operazioni di pagamento". Spetta ai prestatori di servizi di pagamento la tenuta di questa nuova tipologia di conto. Al riguardo si ricorda l’introduzione tra tali organismi di una nuova figura di intermediario specializzato introdotto sempre dalla PSD denominato Istituto di Pagamento. Presenta le caratteristiche strutturali di un conto corrente ordinario ai sensi dall’art. 1823 e ss. c.c., ma non è da confondersi con esso in quanto i crediti reciproci del correntista sono "inesigibili e indisponibili fino alla chiusura del conto" mentre nel conto di pagamento il saldo è disponibile al pari di quanto accade nel conto corrente bancario ex art. 1852 c.c.. Va precisato tuttavia che il conto bancario non è riservato al solo servizio di pagamento ma anche alla gestione del risparmio, vi è dunque una differenza netta con i conti di pagamento, dal momento che l’art. 16 § 2 della PSD dispone che "gli istituti di pagamento, nella prestazione di uno o più dei servizi di pagamento elencati nell’allegato, possono detenere soltanto conti di pagamento utilizzati esclusivamente per le operazioni di pagamento; i fondi che gli istituti di pagamento ricevono da parte degli utenti di servizi di pagamento in vista della prestazione di servizi di pagamento non costituiscono depositi o altri fondi rimborsabili ai sensi dell’articolo 5 della direttiva 2006/48/CE, né moneta elettronica ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 2000/46/CE". Il legislatore comunitario, laddove precisa che i conti sono utilizzati esclusivamente per le operazioni di pagamento, evidenzia non solo la differenza tra le due tipologie di contratto ma anche la differenza tra gli Istituti di Pagamento e gli enti creditizi poiché è previsto sempre dalla stessa direttiva che "la ricezione di fondi connessa alla prestazione di servizi di pagamento non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico". In presenza di un conto di pagamento è prevista ai sensi dell’art. 4, n. 12, direttiva n. 2007/64 la presenza del c.d. contratto quadro, definito agli artt. 40 e ss. come "un contratto di servizi di pagamento che disciplina la futura esecuzione delle operazioni di pagamento individuali e successive". Infatti, un conto di pagamento contiene un programma per l’esecuzione di future operazioni di pagamento che potrebbero non essere ancora individuate e lasciate alla futura determinazione del cliente. Non sono infine previsti tassi di interesse e i fondi depositati sul conto possono essere utilizzate per effettuare qualsiasi forma di pagamento a prescindere dall’impresa che offre il servizio di pagamento. 

Bibliografia

Mancini M., Perassi M. (2008), Il nuovo quadro normativo comunitario dei servizi di pagamento. Prime riflessioni, Quaderni di Ricerca Giuridica della Consulenza Legale Banca d’Italia , Numero 63, Dicembre 2008.

Redattore: Bianca GIANNINI

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