COMITATO EURO

Nome abbreviato del Comitato di indirizzo e coordinamento per l’attuazione dell’euro. L’istituzione di struttura nazionale di orientamento (pilotage in fr.; for supervising in ingl.) che riunisca tutti gli operatori coinvolti (governo, banca centrale, settore privato, consumatori) per concertare e coordinare le innovazioni procedurali e tecniche per il passaggio alla moneta unica era raccomandata già dal Libro Verde sulle misure pratiche per l’introduzione della moneta unica pubblicato dalla Commissione europea nel maggio 1995. Il Comitato euro italiano è stato istituito con d.m. Tesoro 12.9.1996, in seguito a una direttiva della Presidenza del Consiglio (d.p.c.m. 27.6.1996, che lo denominava “Comitato di indirizzo strategico”). Il Comitato è stato riorganizzato dalla l. 17.12.1997 n. 433 (art. 14), che gli ha attribuito i compiti di indirizzo e di coordinamento in materia di attuazione della moneta unica europea nel sistema economico e nell’ordinamento nazionale ed è destinato a operare, non oltre i sei mesi successivi alla cessazione del corso legale della lira, quale organismo straordinario presso il Ministero dell’economia e delle finanze. L’organizzazione e il funzionamento sono state fissate con il regolamento approvato con d.p.r. 8.7.1998 n. 268, che lo ha reso operativo. L’organizzazione è di tipo burocratico-amministrativa accentrata (a differenza delle analoghe strutture costituite negli altri Paesi dell’UEM). Gli altri Paesi della Comunità europea hanno istituito le strutture centrali e locali già fin dal 1995 (Germania, Austria) o dal 1996 (Francia, Belgio, Spagna, Lussemburgo, Olanda, Finlandia). Il Comitato promuove, programma e attua a livello nazionale, con potere di fornire direttive e indirizzi generali, le iniziative per il passaggio alla moneta unica, comprese attività di studio, di formazione e di informazione al pubblico; formula proposte al Ministro dell’economia e delle finanze; fornisce assistenza, informazioni e consulenza giuridica anche attraverso la soluzione di quesiti che vengono sottoposti al suo esame, a tutti i soggetti interessati all’attuazione dell’euro; verifica lo stato del processo di attuazione della moneta unica e i risultati conseguiti; acquisisce i dati e gli elementi necessari per riferire semestralmente alle competenti commissioni parlamentari. Il Comitato è composto da 24-30 membri (scelti tra le amministrazioni pubbliche statali, o comunque a rilievo nazionale, organizzazioni e associazioni di enti locali, associazioni imprenditoriali e di categoria, sindacati, rappresentanti indicati dalla Consulta dei consumatori) oltre al Presidente (che è un Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle finanze). Presidente e componenti sono nominati dal Ministro dell’economia e delle finanze. All’interno del Comitato è costituito un esecutivo (che dà attuazione alle decisioni del Comitato, decide le spese per acquisto di beni e servizi ecc., conferisce incarichi di studio e di ricerca e di collaborazione a esterno ecc.) una segreteria generale e si divide in tre sottocomitati settoriali (Pubblica amministrazione, Finanza, Imprese) e da gruppi di lavoro tematici per l’approfondimento delle questioni giuridiche e informatiche e per il coordinamento dei processi comunicativi e formativi sull’euro. Il sottocomitato Finanza ha redatto lo Schema Nazionale di Piazza (3a ed. maggio 1998), il sottocomitato Pubblica amministrazione il Piano per l’adozione dell’euro nelle Amministrazioni Pubbliche (aprile 1998). Al Comitato euro fanno capo con funzioni di raccordo i Comitati provinciali (v. comitato provinciale per l’euro).