Voci

torna all'elenco C



COLLEGIO SINDACALE NELLE BANCHE

La disciplina del collegio sindacale nelle banche, sino a pochi anni fa, era eterogenea. Se per le banche strutturate in forma di società per azioni la disciplina di riferimento era data, essenzialmente, dal codice civile e dal TUBC, per le banche pubbliche, e in particolare per le Casse di risparmio e i Monti di Pietà, era prevista una disciplina speciale, anche di tipo statutario. Il quadro, tuttavia, è mutato in ragione della pratica scomparsa della categoria della banca pubblica. La disciplina dettata dal codice civile in materia di società per azioni attribuisce al collegio sindacale il compito di controllare l’amministrazione della società, di vigilare sull’osservanza della legge e dell’atto costitutivo e di accertare la regolare tenuta della contabilità sociale (art. 2403). Sotto quest’ultimo profilo, peraltro, la situazione è cambiata con riguardo alle società quotate (v. ancora collegio sindacale). Per effetto della disciplina dettata dal TUF di competenze contabili del collegio può ancora parlarsi, allo stato, solo per le società bancarie con azioni non quotate su mercati regolamentati. Nelle quotate, il collegio non esercita competenze contabili mentre è investito del potere di vigilanza sulla corretta amministrazione della società, ossia vede concentrare le proprie mansioni nella sorveglianza sull’amministrazione, e sulla società in generale. La riforma operata dal TUF in ordine alla scissione fra compiti di sorveglianza e competenze contabili si applica, infatti, anche alle banche con azioni quotate (v. collegio sindacale). Riguardo ai compiti dei sindaci di aziende bancarie in via generale non sussistono apprezzabili differenze rispetto al modello comune. È certo che la maggiore complessità contabile dell’ente impone al collegio la conoscenza di una quantità di dati maggiore rispetto a quella normalmente richiesta per una società comune. Nel TUBC si rinvengono ulteriori norme che disciplinano i doveri dei sindaci bancari. L’art. 52 TUBC, nella sua formulazione originaria, dedicata alle comunicazioni del collegio sindacale, prevedeva che i verbali delle riunioni e degli accertamenti del collegio sindacale concernenti irregolarità nella gestione delle banche, ovvero violazioni delle norme che ne disciplinano l’attività fossero trasmessi in copia, entro dieci giorni dalla data dell’atto e a cura del presidente del collegio, alla Banca d’Italia. L’art. 211 del TUF ha modificato il contenuto dell’articolo, ora rubricato “comunicazioni del collegio sindacale e dei soggetti incaricati del controllo legale dei conti”. Secondo il nuovo testo, il collegio sindacale informa senza indugio la Banca d’Italia di tutti gli atti o fatti, di cui venga a conoscenza nell’esercizio dei propri compiti, che possano costituire una irregolarità nella gestione delle banche o una violazione delle norme disciplinanti l’attività bancaria (comma 1). Una norma di contenuto similare è posta dal comma 2 con riferimento alle società esercenti attività di revisione contabile presso le banche. Il collegio sindacale è quindi tenuto ad accertare il rispetto di tutte le regole che disciplinano l’esercizio dell’attività bancaria e, pertanto, espleta funzioni di vigilanza, dovendo tutelare la pluralità di interessi coinvolti ed interessati da tale attività. Si è osservato, in proposito, che la nuova formulazione dell’art. 52 TUBC accentua l’intensità di questa funzione di controllo, che non è più limitata alle oggettive irregolarità ma si estende alle situazioni di sospetta irregolarità (fumus). Comunque sia, l’obbligo di trasmissione è esteso anche al collegio sindacale della società finanziaria capogruppo (art. 61, comma 5). L’art. 136 vieta, inoltre, a coloro che svolgono funzioni di amministrazione e di controllo presso una banca di contrarre obbligazioni di qualsiasi natura ovvero di compiere atti di compravendita, direttamente o indirettamente, con la banca sottoposta alla loro sorveglianza senza la conforme ed unanime deliberazione degli organi di amministrazione e controllo (per questi ultimi è richiesto il parere favorevole di ciascun componente l’organo e quindi anche di chi risultava assente dalla riunione collegiale). La stessa disposizione si applica a coloro che, incaricati dell’amministrazione o del controllo di una banca facente parte di un gruppo, compiano operazioni di finanziamento con altra società o banca del gruppo stesso. In tal caso occorre la deliberazione degli organi della società o banca contraente, oltre che l’assenso della capogruppo. Nel caso di inosservanza di queste disposizioni, si applicano le sanzioni previste all’art. 2624, comma 1 c.c. Riguardo ai requisiti di professionalità ed onorabilità dei membri del collegio è da considerare la più recente disciplina in materia di revisori contabili. Il vigente TUBC, in ogni caso, prevede, all’art. 26, che i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso banche devono possedere i requisiti di professionalità ed onorabilità stabiliti con regolamento del Ministro del tesoro adottato, sentita la Banca d’Italia, ai sensi dell’art. 17, comma 3 della l. 23.8.1988, n. 400. Precisa, ulteriormente, che il difetto di tali requisiti determina la decadenza dall’ufficio; decadenza che sarà dichiarata dal consiglio di amministrazione entro trenta giorni dalla nomina, ovvero dalla conoscenza del difetto qualora esso sia sopravvenuto. In caso di inerzia dell’organo amministrativo, la decadenza sarà pronunciata dalla Banca d’Italia. Il medesimo regolamento ministeriale prevede, poi, le ipotesi di sospensione temporanea dalla carica oltre che la durata della sospensione stessa. Le recenti Istruzioni di Vigilanza emanate dalla Banca d’Italia con Circolare n. 229 del 21.4.1999 contengono un Titolo IV che è dedicato alla vigilanza regolamentare. Al suo interno, il capitolo 11 è rubricato al sistema dei controlli interni ed ai compiti del collegio sindacale nelle banche. Al paragrafo 1 del capitolo, in particolare, è detto che in materia di meccanismi di controllo delle società bancarie un ruolo fondamentale spetta al collegio sindacale. Per via della rilevanza dei suoi compiti, infatti, la legislazione bancaria ha predisposto un preciso collegamento funzionale tra l’attività del collegio e la funzione di vigilanza. La circolare predetta, oltre che alle norme del T.U.B.C. speci- ficamente dedicate ai poteri e alle funzioni dell’organo, rinvia: a) all’art. 13 della Direttiva 89/646/CEE del 5 dicembre 1989, relativo a “buona organizzazione amministrativa e contabile” e ad “adeguate procedure di controllo interno” degli enti creditizi; b) all’art. 5 della Direttiva 95/26/CEE del 29.6.1995, relativo a obblighi informativi dei soggetti incaricati della revisione legale dei conti; c) alla Deliberazione CICR del 2 agosto 1996, parimenti dedicata all’organizzazione amministrativa e contabile ed ai controlli interni.



Redattori e Collaboratori: as, mc