BANCA POPOLARE

Società cooperativa per azioni a responsabilità limitata avente per oggetto sociale l’esercizio dell’attività bancaria.

Con la Riforma delle Banche Popolari e di Credito Cooperativo avviata dal 2015 devono assumere la forma giuridica di Società per Azioni qualora abbiano un attivo superiore agli 8 miliardi di euro.

Il MEF riporta che la riforma delle banche popolari apre ad una modernizzazione del sistema finanziario italiano e lo fa modificando in più punti il Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (TUB). La riforma, accolta favorevolmente della BCE, coinvolge la forma giuridica e la governance degli istituti e introduce limiti dimensionali per l'adozione della forma di banca popolare, con l'obbligo di trasformazione in società per azioni delle banche popolari con attivo superiore a 8 miliardi di euro; prevede la disciplina delle vicende straordinarie societarie (trasformazioni e fusioni) con lo scopo di introdurre una disciplina uniforme per tutte le banche popolari, sottraendo agli statuti la determinazione delle maggioranze previste per tali vicende societarie; l'introduzione della possibilità di emettere strumenti finanziari con specifici diritti patrimoniali e di voto; l'allentamento dei vincoli sulla nomina degli organi di governo societario, con l'attribuzione di maggiori poteri agli organi assembleari; l'introduzione di limiti al voto capitario, consentendo agli atti costitutivi di attribuire ai soci persone giuridiche più di un voto. Lo stesso decreto legge prevede importanti novità anche per le banche popolari più piccole, al fine di incentivare la partecipazione degli azionisti e rendere più attrattive tali banche per gli investitori istituzionali.

AssoPopolari afferma che Governance cooperativa, particolare attenzione ai soci e al territorio, impegno socialesono gli elementi tramite cui si esprime l’identità cooperativa e la mutualità non prevalente, che in quanto tale non comporta né ha mai comportato agevolazioni fiscali, da sempre connaturata alle Banche Popolari.

Da sempre attive nell’incentivare lo sviluppo del territorio e la crescita delle comunità di riferimento, le Banche Popolari adottano un modello di business incentrato sulla costruzione di rapporti stretti e duraturi con PMI e famiglie – il relationship banking – che ha favorito il continuo allargamento della propria base sociale, l’espansione delle attività e, conseguentemente, il rafforzamento costante dell’immagine della Categoria.

I mutamenti avvenuti nell’ultimo decennio all’interno del Sistema bancario hanno influito profondamente anche sul contesto evolutivo delle Banche Popolari. Le realtà più grandi della Categoria hanno acquisito il controllo di altre Popolari e di banche locali esterne, dando luogo a gruppi bancari di rilievo nazionale.

Questo processo di crescita e innovazione non ha però in alcun modo intaccato le caratteristiche tipiche del modello tradizionale di banca popolare cooperativa:

  • relazioni solide e durature con la clientela;
  • forte propensione al sostegno delle PMI;
  • grande attenzione ai bisogni di servizi finanziari delle famiglie;
  • profondo impegno sociale per le comunità locali.

Le Banche Popolari contano nel 2018 oltre un milione di soci e più di dodici milioni di clienti. Le dipendenze delle Banche Popolari rappresentano oltre il 28% degli di sportelli bancari in Italia, con una distribuzione capillare sul territorio ed una concentrazione maggiore nelle aree in cui si registra un’alta presenza di piccole e medie imprese. La quota di mercato dell’intermediato si approssima al 25%.

 

Assonebb 2018