AUTARCHIA AMMINISTRATIVA

Nozione introdotta sul finire del secolo scorso nel diritto amministrativo italiano a ricalco della Selbstverwaltung tedesca, riduttiva rispetto alla nozione di autonomia, connessa invece al Selfgovernment anglosassone. Autonomia è di più corrente impiego negli ultimi decenni, sebbene in dottrina si distingue tra le due figure relazionando all’autonomia la possibilità di emanare norme giuridiche e all’autarchia la capacità di adottare provvedimenti amministrativi. In ogni caso, fino agli anni Cinquanta comuni e province, p.e., erano denominati dalla dottrina e dalla prassi amministrativistica enti autarchici, mentre successivamente è prevalsa la denominazione dell’art 128 Cost., che li definisce enti autonomi. L’autarchia si può definire come la capacità degli enti pubblici di amministrare i propri interessi attraverso una attività avente la stessa natura e gli stessi effetti della titolarità di pubbliche potestà. Essa è dunque una manifestazione di indipendenza dallo Stato consistente nella legittimazione a tenere comportamenti la cui efficacia è parificata a quella dei comportamenti dello Stato. Si può distinguere un decentramento autarchico, inteso come finalizzato al perseguimento di fini propri ed esclusivi dello Stato, at traverso enti distinti da esso ma strumentali rispetto allo Stato (Banca d’Italia, Istituto Centrale di Statistica) ed un policentrismo autarchico esteso viceversa a perseguire fini che, pur non essendo propri dello Stato, sono da questo considerati di rilevante interesse (fini complementari a quelli statali, perseguiti p.e. dall’ENEL, dagli istituti di credito di diritto pubblico). L’ente pubblico dispone di una autarchia la cui efficacia è dunque direttamente proporzionale all’estensione dell’ambito amministrativo: pressoché sprovvisti di autarchia sono difatti gli enti pubblici economici, la cui disciplina di attività è ricondotta per lo più al diritto privato. Tale asserto non può, tuttavia essere generalizzato poiché ad alcuni enti pubblici economici (p.e. l’ENEL) era già in passato attribuito il potere di adottare provvedimenti amministrativi. Più in generale si riconosce anche agli enti pubblici economici la potestà auto-organizzatoria e, secondo alcuni, di autotutela.