APPALTO PUBBLICO

L’appalto pubblico è un contratto caratterizzato dal fatto che il committente è un ente pubblico, la proprietà del bene prodotto appartiene ad un ente pubblico el’opera o il servizio sono destinati a soddisfare un bisogno pubblico. Il contratto pur avendo natura privatistica, in quanto rientra nell’ambito dell’attività negoziale di diritto privato della P.A., si differenzia però dall’appalto di diritto civile in quanto il procedimento di formazione della volontà dell’ente committente è regolato dal diritto pubblico, con la sovrapposizione della legislazione comunitaria. Inoltre la scelta del contraente da parte del committente pubblico è vincolata a precise modalità di aggiudicazione. La legislazione comunitaria ha suddiviso il contratto di appalto pubblico in quattro settori: l’appalto di lavori pubblici, l’appalto pubblico di forniture, l’appalto pubblico di servizi e l’appalto pubblico nei settori esclusi (q.v.). Per ciascuno di questi settori la Comunità ha emanato direttive disciplinanti gli appalti di importo superiore una determinata soglia (contratti di rilevanza comunitaria), mentre i contratti inferiori a tale soglia (contratti infracomunitari) restano tuttora disciplinati da fonti normative nazionali e quelle comunitarie intervengono solo se specificamente richiamate dalla normativa nazionale, la quale peraltro specifica di volta in volta quali sono le amministrazioni aggiudicatrici (Stato e altre amministrazioni pubbliche) soggette alla stessa normativa comunitaria (cfr., p.e., il d.lg. 1992/358, art. 1, comma 3, in materia di appalti pubblici di forniture). Per le normative nazionale e comunitaria delle gare v. gare pubbliche.                                                                                                                                        
1.-Modalità di presentazione delle domande e di trasmissione degli inviti a presentare offerte
. Merita menzione anche la previsione contenuta nell’art. 6 del d.lg. 25.11.1999 n. 525 (il quale sostituisce il comma 5 dell’art. 18 del d.lg. 17.3.1995 n. 158) relativa alle modalità di presentazione delle domande e di trasmissione degli inviti a presentare offerte. Si rende infatti più flessibile il novero delle modalità di presentazione delle offerte, in quanto è rimessa all’autonomia di ciascun ente aggiudicatore la possibilità di consentire altre modalità di presentazione delle offerte (differenti da quelle stabilite per legge), a condizione tuttavia che tali offerte abbiano certi requisiti di completezza ovvero siano trattate in modo determinato ovvero secondo una determinata tempistica.                                                                                              
2.-Doveri degli enti aggiudicatari nei confronti dei partecipanti alla gara
. Si segnala, infine, la sostituzione dell’art. 27 del d.lg. 17.3.1995 n. 158, in materia di conservazione di atti, che comporta una serie di doveri cui sono tenuti gli enti aggiudicatari nei riguardi dei partecipanti alle gare. In particolare, il comma 3 reca importanti disposizioni utili a a) dare una compiuta illustrazione, a coloro che vi abbiano interesse, delle ragioni che hanno condotto all’esclusione dalla gara; b) rendere noto il nominativo dell’aggiudicatario; ai soggetti non aggiudicatari; c) comunicare le informazioni utili di contenere al minimo i tempi di introduzione di un’eventuale fase contenziosa. Il comma 4 dispone, infine, la possibilità dell’omissione di una serie di informazioni relative all’aggiudicazione dell’appalto se, p.e., le stesse possono essere in contrasto con le esigenze di privacy (d.lg. 25.11.1999 n. 525, art. 9).