TEORIA DEL RIMPIANTO

Abstract
Nella finanza comportamentale la teoria del rimpianto afferma che gli operatori economici, nell’effettuare delle scelte, cercano di limitare i rischi di un futuro rimpianto. Gli operatori cercano di mantenere la scelta anche in caso di perdite, con la speranza di ripresa.

La teoria del rimpianto (in inglese regret theory) gioca un ruolo rilevante all’interno della finanza comportamentale, in quanto cerca di fornire un’ulteriore interpretazione dei processi decisionali individuali in condizioni di incertezza.
La Regret Theory, formalizzata per la prima volta da Loomes e Sugden (1982) afferma che, quando gli investitori si trovano di fronte ad una scelta in una condizione d’incertezza, valutano e analizzano preventivamente le possibili conseguenze che tale scelta comporta. Gli individui sono consapevoli del fatto che se la loro decisione porterà a un esito positivo, proveranno soddisfazione (rejoicing), mentre nel caso contrario, saranno affetti dal rimpianto (regret) per aver compiuto tale scelta. Essi, dunque, al momento di prendere una decisione, preferiscono e cercano di limitare al massimo i rischi di un futuro rimpianto per evitare il dispiacere conseguente ad una scelta rivelatasi errata. Infatti, per gli individui, tale dispiacere risulta essere maggiore rispetto al rammarico che essi provano per non aver compiuto una determinata azione che avrebbe portato a risultati soddisfacenti (rimpianto da omissione). Inoltre, gli investitori cercano di difendere le proprie scelte e per evitare lo stress associato all’ammissione del proprio errore, mantengono la loro posizione in perdita con la speranza per una possibile ripresa.
Spesso gli individui si trovano in una situazione di conflitto mentale di fronte all’evidenza che una loro convinzione sia errata: questo fenomeno viene denominato dissonanza cognitiva. Mc Fadden (1999) spiega che in base alla teoria della dissonanza cognitiva, gli individui tendono a compiere un comportamento irrazionale per cercare di ridurre tale dissonanza. Inoltre, essi hanno la tendenza a cercare soltanto le informazioni riguardanti le opzioni prese in considerazione, evitando le nuove informazioni e a trascurare le possibili alternative che si sarebbero potute rivelare migliori, mantenendo le vecchie opinioni al fine di evitare il conflitto mentale.


Bibliografia
Loomes G., Sugden R. (1982). Regret Theory: An Alternative Theory of Rational Choise Under Uncertainty. The Economic Journal, Vol. 92, No. 368, pp.805-824. Royal Economic Society.
Mc Fadden D. (1999). Rationality for Economists? Journal of Risk and Uncertainty, vol. 19, no. 1-3, pp. 73-105.