TRATTATO TRANSATLANTICO PER IL COMMERCIO E GLI INVESTIMENTI - TTIP (ENCICLOPEDIA)

Abstract

Il trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) o zona di libero scambio transatlantica (Transatlantic Free Trade Area - TAFTA), è un accordo commerciale di libero scambio tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America in fase di negoziazione segreta. I negoziati sono iniziati nel luglio 2013 e gli attori coinvolti sono i 50 stati degli Stati Uniti d’America e le 28 nazioni dell’Unione Europea, per un totale di circa 820 milioni di cittadini,  rappresentati ufficialmente al tavolo delle trattative, dalla Commissione Europea e dallo United States Trade Representative (USTR). Gli argomenti oggetto del trattato riguardano: l’accesso al mercato per i prodotti agricoli e industriali, gli appalti pubblici, gli investimenti, i dazi e barriere non tariffarie, i servizi, i diritti di proprietà intellettuale, lo sviluppo sostenibile, le piccole e medie imprese, la composizione delle controversie, la concorrenza, le imprese di proprietà statale. Parallelamente agli accordi per il TTTIP procedono anche gli analoghi accordi tra gli Usa e i Paesi del Pacifico, denominati Trans Pacific Partnership (TTP).

I temi trattati: Accesso al mercato, questioni normative, ostacoli non tariffari e norme globali

Nell’unico documento ufficiale diffuso dalla UE il 9 ottobre 2014 (direttive di negoziato per un accordo globale sugli scambi e sugli investimenti tra l'unione europea e gli stati uniti d'america denominato il partenariato transatlantico per gli scambi e gli investimenti) l’obiettivo dichiarato del TTIP è “aumentare gli scambi e gli investimenti tra l’UE e gli Stati Uniti realizzando il potenziale inutilizzato di un mercato veramente transatlantico, generando nuove opportunità economiche di creazione di posti di lavoro e di crescita mediante un maggiore accesso al mercato e una migliore compatibilità normativa e ponendo le basi per norme globali”.

Le questioni trattate nel documento e dai negoziatori sono molteplici e non prevedono semplicemente la riduzione di tariffe e dazi doganali (già relativamente basse e attualmente tra il 3-4%). Le tematiche oggetto di negoziazione riguardano infatti in particolare le barriere non tariffarie e la definizione di standard normativi comuni, regolamenti per la tutela della proprietà intellettuale, maggiore apertura agli investimenti esteri e agevolazioni per la partecipazione ad appalti pubblici.

In sintesi, l'accordo identifica quindi tre aspetti fondamentali quali: a) accesso al mercato, b) questioni normative e ostacoli non tariffari e c) norme.

a)       Accesso al mercato

Dazi doganali e altri requisiti relativi all'importazione e all'esportazione

L'obiettivo è sopprimere tutti i dazi sugli scambi bilaterali, con lo scopo comune di raggiungere una sostanziale eliminazione delle tariffe al momento dell'entrata in vigore dell'accordo e una graduale abolizione di tutte le tariffe, salvo quelle più sensibili, in un breve arco di tempo. Nel corso dei negoziati entrambe le Parti prenderanno in considerazione le opzioni per il trattamento dei prodotti più sensibili, inclusi i contingenti tariffari. All'entrata in vigore dell'accordo saranno aboliti tutti i dazi doganali, le tasse, gli altri oneri e le restrizioni quantitative o gli obblighi di autorizzazione sulle esportazioni verso l'altra Parte che non siano giustificati dalle eccezioni previste dall'accordo.  

Tutela degli investimenti

L'obiettivo dei negoziati sugli investimenti deve essere di negoziare disposizioni sulla liberalizzazione e sulla tutela degli investimenti, inclusi i settori di competenza mista quali gli investimenti di portafoglio e gli aspetti della proprietà e dell'esproprio, in base ai livelli più elevati di liberalizzazione e agli standard di tutela più alti che entrambe le Parti abbiano negoziato finora.

Appalti pubblici

L'accordo è volto a rafforzare l'accesso reciproco ai mercati degli appalti pubblici a ogni livello amministrativo (nazionale, regionale e locale) e quello dei servizi pubblici, in modo da applicarsi alle attività pertinenti delle imprese operanti in tale campo e garantire un trattamento non meno favorevole di quello riconosciuto ai fornitori stabiliti in loco.

b)       Questioni normative e ostacoli non tariffari

L'accordo è volto a rimuovere gli inutili ostacoli agli scambi e agli investimenti, compresi gli ostacoli non tariffari esistenti, mediante meccanismi efficaci ed efficienti, raggiungendo un livello ambizioso di compatibilità normativa in materia di beni e servizi, anche mediante il riconoscimento reciproco, l'armonizzazione e il miglioramento della cooperazione tra autorità di regolamentazione. La compatibilità normativa, non deve pregiudicare il diritto di legiferare conformemente al livello di tutela della salute, della sicurezza, dei consumatori, del lavoro, dell'ambiente e della diversità culturale che ogni Parte ritiene appropriato o di realizzare in altro modo obiettivi normativi legittimi.

c)       Norme

Diritti di proprietà intellettuale

I negoziati mirano a prevedere una protezione rafforzata e il riconoscimento mediante l'accordo delle indicazioni geografiche dell'UE, basandosi sui TRIPS e integrandoli, affrontando inoltre il rapporto con la loro precedente utilizzazione sul mercato statunitense al fine di risolvere in modo soddisfacente i conflitti esistenti.

Commercio e sviluppo sostenibile

Si prenderanno in considerazione misure per facilitare e promuovere lo scambio di merci rispettose dell'ambiente e a basse emissioni di carbonio, beni, servizi e tecnologie caratterizzati da un uso efficiente dell'energia e delle risorse, anche tramite appalti pubblici verdi e un sostegno alle scelte di acquisto informate da parte dei consumatori. Nell'accordo saranno previsti meccanismi per promuovere condizioni di lavoro dignitose grazie all'efficace applicazione a livello nazionale delle norme fondamentali in materia di  lavoro dell'Organizzazione internazionale del lavoro(OIL).

Dogane e agevolazione degli scambi

L'accordo deve comprendere disposizioni volte ad agevolare gli scambi tra le Parti, garantendo nel contempo controlli efficaci e misure antifrode. A tal fine deve prevedere impegni su norme, prescrizioni, formalità e procedure applicate dalle Parti in materia di importazione, esportazione e transito.

Accordi commerciali settoriali

L'accordo deve riesaminare, ampliare e completare gli accordi commerciali settoriali esistenti.

Commercio e concorrenza

L'accordo deve mirare a stabilire disposizioni in materia di politica della concorrenza, tra cui disposizioni su antitrust, fusioni e aiuti di Stato. Inoltre l'accordo deve trattare la questione dei monopoli di stato, delle imprese di proprietà dello stato e delle imprese cui sono stati concessi diritti speciali o esclusivi.

Aspetti dell'energia e delle materie prime connessi al commercio

I negoziati devono mirare a garantire un contesto imprenditoriale aperto, trasparente e prevedibile in campo energetico e ad assicurare un accesso illimitato e sostenibile alle materie prime.

Piccole e medie imprese

L'accordo deve includere disposizioni sugli aspetti connessi al commercio che interessano le piccole e medie imprese.

Movimenti dei capitali e pagamenti

L'accordo deve contemplare disposizioni sulla liberalizzazione totale dei pagamenti correnti e dei movimenti di capitali, nonché una clausola di standstill.

Procedimento di Approvazione del Trattato a Livello Europeo

Generalmente l’avvio dei negoziati commerciali è preceduto da mesi di preparazione: consultazioni, valutazione dei potenziali effetti dell’accordo sugli operatori economici e i consumatori europei, colloqui  informali e formali tra la Commissione e il paese o la regione interessati per fissare i temi dell’accordo. Al termine di questi preparativi generali, la Commissione chiede l’autorizzazione al Consiglio dell’Unione europea (composto dai rappresentanti dei governi dell’UE) ad avviare i negoziati. Il Consiglio concorda gli obiettivi che la Commissione deve cercare di raggiungere. Nel corso del processo negoziale, che generalmente dura diversi anni, la Commissione informa regolarmente il Consiglio e il Parlamento europeo sui progressi compiuti. Una volta raggiunto un accordo, il Consiglio ne autorizza formalmente la firma. Il Parlamento europeo, grazie ai nuovi poteri conferitigli dal trattato di Lisbona, può accettare o respingere il testo, ma non può modificarlo.

Spetterà quindi ai rappresentanti dei cittadini, decidere in via definitiva se tale risultato rappresenti una soluzione valida per l’Europa e gli Stati Uniti.

Potenziali vantaggi

Ricerche indipendenti mostrano che  il TTIP potrebbe far aumentare:

- L'economia europea di  €120 miliardi;

- L'economia americana di €90 miliardi;

- L'economia del resto del mondo di €100 miliardi

Inoltre, la Commissione europea stima un beneficio medio dell’accordo di 545 euro per famiglia europea ed un incremento del PIL della Ue. Inoltre l’eliminazione dei dazi porterebbe ad un minore prezzo per il prodotto scambiato dai membri del TTIP e ad un acquisto di maggiori quantità dello stesso. Come ulteriore effetto si avrebbe un più elevato livello di produzione, di acquisti di beni strumentali e maggiori investimenti per sopperire alla maggiore domanda. Ciò, a sua volta, avrebbe effetti benefici su occupazione e reddito.

Obiezioni al Trattato

Le principali obiezioni al Trattato riguardano le seguenti tematiche: a) sicurezza alimentare, per via della possibilità della libera circolazione degli Ogm; b) acqua, energia e servizi pubblici, per via di un’eventuale privatizzazione; c) finanza e proprietà intellettuale, per l’impossibilità di controllo e disponibilità dei beni; d) libertà e democrazia, per l’eventuale impossibilità d’intervento dei governi regionali e il non controllo dei flussi di dati personali.

Inoltre un ulteriore problema riguarderebbe la cosiddetta clausola ISDS (meccanismo di risoluzione delle controversie tra investitore e stato). Quest’ultima prevede che se norme, standard e regolamenti nazionali o europei vigenti andassero a contrastare gli interessi degli investimenti delle imprese, i singoli Stati Nazionali dovrebbero affrontare corti di arbitrato. L’ISDS infatti rappresenta un insieme di regole volte a legiferare sui conflitti tra Stato e imprese, permettendo a queste ultime di scavalcare le giurisdizioni nazionali, rivolgendosi ai tribunali internazionali.

 

Bibliografia

COMMISSIONE EUROPEA (2014) Le politiche dell’Unione Europea: commercio, Commissione europea Direzione generale della Comunicazione Pubblicazioni (http://europa.eu/pol/pdf/flipbook/it/trade_it.pdf)

COMMISSIONE EUROPEA (2013) Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa,  Commissione europea Direzione generale della Comunicazione Pubblicazioni, Settembre (http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2013/october/tradoc_151796.pdf)

COMMISSIONE EUROPEA, Website (http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/about-ttip/index_it.htm)

CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA (2014) “Direttive di negoziato sul Partenariato transatlantico per gli scambi e gli investimenti tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America”, ST 11103/13, Bruxelles, 9 ottobre (http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-11103-2013-DCL-1/it/pdf)

GEORGE MONBIOT (2013) This transatlantic trade deal is a full-frontal assault on democracy, The Guardian, 4 novembre (http://www.theguardian.com/commentisfree/2013/nov/04/us-trade-deal-full-frontal-assault-on-democracy)

HOUSE OF LORDS GREAT BRITAIN (2013) The Transatlantic Trade and Investment Partnership, 14th Report  of Session 2013-2014

UNITED STATES MISSION TO EUROPEAN UNION, Website (http://useu.usmission.gov/ttip.html)

 

Redattore: Giovanni AVERSA