TIER 1 CAPITAL (ENCICLOPEDIA)

Il Tier 1 Capital – o Patrimonio di base - è una grandezza, definita dal Comitato di Basilea, che identifica le principali componenti del capitale proprio di una banca. Rappresenta la quantità di capitale che consente di assorbire le perdite senza dover intaccare gli interessi dei depositanti; determina quindi la capacità di operare in condizioni di solvibilità. Esso è dato dal capitale sociale, dalle riserve indisponibili di bilancio e dagli utili non distribuiti agli azionisti e accumulati nel corso della vita della banca. La regolamentazione dettata dal Comitato di Basilea identifica il capitale delle Banche in 3 livelli (appunto Tier 1, 2 e 3), classificati per grado crescente di liquidità e decrescente di priorità nel rimborso agli azionisti. Tali livelli di capitale sono atti a garantire la copertura delle eventuali perdite finanziarie, il loro assorbimento e dunque la “permanenza in vita” dell’istituto. Il Tier 1, rispetto al Tier 2 e al Tier 3, è la componente del capitale di qualità più elevata perché garantisce i depositanti da eventuali perdite, siano esse occasionali o persistenti nel corso degli esercizi, nonché da eventuali situazioni di “bancarotta” e conseguente liquidazione del capitale dell’istituto. Il Tier 2 e Tier 3 (rispettivamente, il Patrimonio supplementare e le deduzioni patrimoniali) rappresentano, invece, voci di bilancio di natura non strettamente patrimoniale. Vengono sottoposti al controllo da parte delle autorità competenti perché fanno parte della componente “allargata” del capitale.

Il Tier 1 Capital cerca di superare la nozione strettamente contabile di patrimonio netto avvicinandosi invece a quella di valore attuale, in un dato istante, di tutti i flussi di cassa che la banca sarà in grado di generare nel corso della propria vita. Flussi di cassa e non utili di esercizio, appunto perché si tratta di una misura creata per monitorare la solvibilità, e non la profittabilità, del capitale. In questo senso il Tier 1 Capital identifica quello che sarebbe il fair value, o prezzo di equilibrio, della banca stessa considerata nella sua interezza una volta nettato il valore attuale del capitale di terzi dalle attività ponderate per il rischio (o RISK-WEIGHTED ASSETS (RWA)). E’ proprio a tale scopo, infatti, che il calcolo del Tier 1 Capital non considera al proprio interno alcune voci di bilancio che frequentemente “annacquano” il valore contabile della banca, quali ad esempio l’ammontare degli intangibile assets o attività immateriali, le perdite dell’esercizio in corso, o le azioni proprie detenute in portafoglio.

Rientrano nella nozione di Tier 1 Capital anche gli strumenti ibridi di patrimonializzazione, vale a dire tutte quelle passività irredimibili, altamente illiquide ed assimilabili al capitale proprio, per le quali l’emittente può sospendere il rimborso in caso di preventivo consenso della banca centrale. Ciò avviene quando si verificano particolari circostanze negative in grado di compromettere seriamente la solvibilità della banca, e cioè:

- Quando le perdite di bilancio determinano una diminuzione del capitale versato e delle riserve tale da farlo scendere al di sotto del livello minimo di capitale previsto per l’autorizzazione all'attività bancaria; in questo caso, le somme rivenienti dalle suddette passività e dagli interessi maturati possono essere utilizzate per far fronte alle perdite, al fine di consentire alla banca la continuazione dell’attività.

- Quando la gestione ha un andamento pesantemente negativo; in questo caso il diritto alla remunerazione dei creditori può essere sospeso nella misura necessaria a evitare o limitare il più possibile l’insorgere di perdite.

-  Quando la banca viene posta in liquidazione; in questo caso, il debito può essere rimborsato solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati.

Gli strumenti ibridi di patrimonializzazione devono avere, al fine dell’inclusione nel Tier 1 Capital, una durata pari o superiore a 10 anni.

Il Tier 1 Capital viene regolamentato ai fini della valutazione del grado di solvibilità della banca, attraverso il calcolo del Core Tier 1 ratio. Il calcolo è relativamente semplice: occorre infatti rapportare il Core Tier 1 (con un peso di strumenti ibridi di patrimonializzazione al proprio interno non superiore al 15%) alle attività ponderate per il rischio (RWA secondo i criteri di Basilea III). Il Core Tier 1 ratio valuta il grado di capitalizzazione della banca in rapporto agli assets di cui essa dispone, e alla luce del rischio che grava sulla banca stessa.

Un livello ottimale del Tier 1 Capital ratio dovrebbe essere pari all’8%, e Basilea II consiglia di essere almeno al 6%. Le banche che non soddisfano tale livello dell'indice vengono spesso chiamate dal mercato ad interventi di aumento di capitale per ristabilire un equilibrio tra fonti finanziarie ed impieghi che garantisca la persistente stabilità della banca nel tempo.