TRUFFA

Delitto fraudolento contro il patrimonio, consistente nell’indurre in errore, per mezzo di artifizi o raggiri, il soggetto passivo del reato al fine di procurare, per sé o altri, un profitto ingiusto con danno della persona offesa. Elementi oggettivi di questa figura criminosa sono, anzitutto, gli artifizio i raggiri, cioè le macchinazioni poste in essere dal truffatore, dirette a far apparire come diversa dal vero la realtà e a convincere fraudolentemente il soggetto passivo a tenere un determinato comportamento, positivo o negativo. Occorre poi l’induzione in errore (come falsa rappresentazione della realtà) del soggetto passivo, in conseguenza della quale la persona ingannata compie una disposizione patrimoniale che genera il danno.Lo scopo perseguito dall’agente è quello di procurare, a sé o ad altri, un profitto ingiusto, cioè illegittimo, che nel contempo crei al soggetto passivo una perdita patrimoniale derivante dall’inganno perpetrato dal truffatore. Sotto il pro-filo soggettivo, il reato è, ovviamente in quanto fraudolento, doloso e si consuma con la realizzazione del profitto; è configurabile il tentativo. La sanzione prevista è quella della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da lire centomila a due milioni e il reato è punibile a querela della persona offesa. La procedibilità, invece, è d’ufficio quando il delitto sia aggravato da una qualsiasi circostanza aggravante o da uno di quelle specifiche di questo reato indicate i nn. 1 e 2 del comma 2, art. 640 c.p.