TRIBUTI, MODALITÀ DI APPLICAZIONE

Modalità di commisurazione dei tributi che consente di distinguere tra tributi fissi, graduali, proporzionali e progressivi. In specie, il tributo fisso è stabilito dalla legge in misura invariabile ovvero determinato in relazione a parametri prestabiliti (peso, volume, potenza ecc.): è il sistema più semplice di commisurazione poiché richiede calcoli elementari. Tipico ambito odierno di applicazione del tributo fisso è la tassa. Nella maggior parte dei casi e nelle imposte più importanti il presupposto è però rappresentato da un fatto variabile nella sua consistenza: il tributo deve quindi essere stabilito applicando un parametro (tasso o aliquota che può essere a sua volta proporzionale, progressiva o regressiva) a una quantità variabile di volta in volta (base imponibile). L’imposta proporzionale si ha quando l’aliquota varia in proporzione costante con il variare della base imponibile.L’imposta graduale si ha quando l’aliquota varia non continuamente ma in ragione di quantità prestabilite della base imponibile. Nell’imposta progressiva l’aliquota aumenta con il crescere della base imponibile. La progressività può essere continua, nel senso che l’aliquota cresce continuamente al crescere della base imponibile in ragione di una formula matematica che esprime il tasso di progressività: in questo caso a seconda di come è costruita tale formula può verificarsi che oltre un certo livello di base imponibile la progressività dell’aliquota prelevi il cento per cento o anche di più dell’incremento e quindi peggiori la situazione del contribuente rispetto a chi possieda una base imponibile inferiore.Questo inconveniente è eliminato dalla progressività a scaglioni in cui l’aumento dell’aliquota avviene con riguardo ai singoli scaglioni mentre essa resta proporzionale all’interno dello scaglione: gli scaglioni precedenti non sono mai messi in discussione quale che sia l’aliquota dello scaglione successivo. Sempre con riguardo alle modalità applicative dei tributi si possono distinguere imposte istantanee e periodiche tenendo conto della durata del presupposto nel tempo. Le imposte istantanee sono quelle il cui presupposto si realizza con ilcompimento di un unico atto o fatto: sono di regola tutte le imposte indirette, compresa l’IVA, i cui adempimenti applicativi sono peraltro riferiti al periodo mensile, trimestrale o annuale in cui le singole operazioni sono state registrate. Le imposte dirette sono periodiche, in quanto il possesso di un reddito o di un patrimonio dura nel tempo e rende dunque necessario frazionareil periodo di possesso al fine di applicare l’imposta. La legge crea così il periodo d’imposta, che coincide di regola con l’anno solare o con l’esercizio sociale, e fa corrispondere a ogni periodo una obbligazione tributaria autonoma salvi alcuni collegamenti come il riporto a nuovo delle perdite e dei crediti d’imposta.