TRASCRIZIONE

. Forma di pubblicità (v. pubblicità) prevista per gli atti e le sentenze relativi ai beni immobili se ed ai mobili registrati. La sua funzione ha consiste nel regolare il conflitto tra titolari di diritti incompatibili, p.e. o, tra acquirenti dello stesso bene dal medesimo soggetto. Mentre, infatti, una analoga situazione di conflitto, con riguardo ai beni mobili, è risolta sulla base del possesso in buona fede (integra- to n dalla presenza di un titolo d’acquisto a idoneo: art. 1153 c.c.), in campo immobiliare, invece, la preferenza è accordata a colui che per primo ha trascritto il proprio titolo (anche se, per avventura, e questo presenti una data successiva rispetto a quello di chi non ha assolto tempestivamente l’onere pubblicitario). La predisposizione di una pubblicità dei trasferimenti immobiliari, comunque, serve anche a consentire, a chi si accinga all’acquisto di un diritto, di verificarne l’effettiva esistenza in capo al dante causa e, conseguentemente, di tranquillizzarsi in ordine all’inesistenza di pretese accampate da terzi. A tale scopo soccorre il principio della continuità delle trascrizioni. Chi acquista, infatti, non è protetto dalla trascrizione del proprio atto se non verifica (o non provvede a garantire) l’esistenza di una serie ininterrotta di trascrizioni che, dal proprio autore, risalga fino al primo proprietario del bene (art. 2650 c.c.). La trascrizione sostanzia una ipotesi di pubblicità dichiarativa; essa può essere richiesta soltanto in forza di un atto pubblico, di una scrittura privata (autenticata o riconosciuta giudiziariamente) o di una sentenza. La trascrizione si esegue presentando, unitamente al titolo (in originale od in copia autenticata), una nota in doppio originale contenente le indicazioni specificate dalla legge (art. 2659 c.c.). Se il compimento di queste formalità costituisce un onere per il privato, esso integra un obbligo per il notaio (o per altro pubblico ufficiale) che abbia ricevuto od autenticato l’atto.