TITOLO DI STATO O GARANTITO DALLO STATO

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Valori mobiliari emessi dallo Stato e da enti pubblici a fronte di debiti contratti il cui rimborso è assistito da garanzia statale. La prima categoria costituisce i titoli di Stato, tra i quali hanno un particolare rilievo i buoni poliennali del Tesoro (BPT) , i certificati di credito del Tesoro (CCT), i Certificati del Tesoro Zero Coupon (CTZ) e i buoni ordinari del Tesoro (BOT). Questi ultimi hanno scadenza a 3, 6 e 12 mesi e costituiscono la componente principale del debito fluttuante dello Stato (v.debito pubblico). I titoli garantiti dallo Stato concernono soprattutto le obbligazioni contratte in passato da enti pubblici economici, dall’IRI e dalle finanziarie del gruppo, da istituti di credito industriale (IMI, Crediop, Isveimer, CIS, Irfis). In passato sia i titoli dello Stato che quelli garantiti dallo Stato godevano di privilegi fiscali. Gli interessi sui titoli dello Stato sono stati esenti da ogni imposta fino al 1986; con l’entrata in vigore il D.L.556/86 convertito nella legge 579/86 venne introdotta una ritenuta del 6,25% a titolo di imposta per le persone fisiche e a titolo di acconto per le persone giuridiche. Tale ritenuta è stata successivamente elevata alla soglia del 12,5% per i titoli di emissione successiva al 24 agosto 1987. Oggi è in vigore il sistema cd. sostitutivo che ha diviso dall'inizio del 1997 gli investitori in lordisti (S.p.A. e investitori esteri) che ricevono interessi senza imposte e nettisti (privati e fondi comuni) che ricevono interessi tassati in relazione al periodo di detenzione del titolo. Generalmente l'imposta viene pagata posticipatamente sia per le cedole che per il rimborso.

Redattore: Redazione, Bianca GIANNINI
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