TITOLO A TASSO VARIABILE

Le obbligazioni a tasso variabile sono uno strumento finanziario originatosi per far fronte all'elevata volatilità dell'interesse di mercato negli anni Ottanta e Novanta. Il tasso di interesse in questi titoli è legato ad un tasso di interesse di mercato (ad es. quello dei titoli di Stato), e viene rettificato periodicamente sulla base dell'andamento dei tassi di mercato. Sono titoli che vedono la presenza di cedole variabili. Il tasso di interesse corrisposto all'investitore può essere soggetto a variazioni a seconda dell'andamento di specifici parametri, opportunamente specificati all'atto di emissione del titolo (ad esempio, il tasso Euribor a 6 mesi, la media dei rendimenti di Titoli di Stato o altri parametri di natura monetaria o finanziaria). Ai suddetti parametri può essere aggiunto anche uno "spread" da parte dell'emittente.
In linea generale, in corrispondenza di un aumento del suddetto parametro di riferimento si produrrà un incremento del valore della cedola; diversamente, una sua diminuzione determinerà una riduzione del valore della cedola corrisposta all'investitore.
Ripetiamo che nelle obbligazioni a tasso variabile il tasso di interesse pagato al risparmiatore varia seguendo i tassi di mercato.
Esempio: obbligazione emessa il 01/01/2009 per 4 anni, che paga il tasso euribor 6 mesi – 0,40% (in genere la cedola è stabilita "in advance", ossia all’inizio del periodo cedolare sulla base del valore del parametro di indicizzazione):
01/01/2010 tasso euribor 2,20% interesse 2,20% - 0,40%= 1,80%
01/01/2011 tasso euribor 2,60% interesse 2,60% - 0,40%= 2,20%
01/01/2012 tasso euribor 2,70% interesse 2,70% - 0,40%= 2,30%
01/01/2013 tasso euribor 2,40% interesse 2,40% - 0,40%= 2,00%
Le obbligazioni a tasso variabile hanno duration pari a 0 (la duration è la durata finanziaria del titolo: indica come cambia il prezzo dell'obbligazione quando i tassi di mercato cambiano), quindi il loro prezzo di mercato non risente (o risente in modo solo marginale) della variazioni dei tassi di interesse (in quanto è la cedola ad adeguarsi alle nuove condizioni di mercato). Le obbligazioni a tasso variabile sono quindi meno rischiose delle obbligazioni a tasso fisso poichè non hanno il rischio di oscillazione dei tassi.
Calcolare precisamente il rendimento di questi titoli è impossibile prima che essi siano giunti a scadenza. Il rendimento dei titoli a tasso variabile si calcola esattamente allo stesso modo dei titoli a tasso fisso, cioè si cerca il tasso di attualizzazione che rende i flussi di cassa derivanti dalle cedole e dal rimborso del capitale a scadenza uguali al capitale. Il problema dei titoli a tasso variabile è che essendo le cedole variabili, non siamo in grado di determinare il loro ammontare se non alla fine della vita del titolo.
Redattore: Ugo TRENTA
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