TITOLI SOTTILI

1. Titoli poco liquidi per i quali, a partire dal 19.5.1997 con il “Progetto titoli sottili”, Borsa Italiana spa ha proceduto a segmentare il listino per incrementarne volume, frequenza degli scambi e significatività dei prezzi. I criteri adottati per identificare l’elenco di titoli sottili erano il controvalore medio giornaliero, la capitalizzazione, il rapporto di turnover rispetto al flottante (rapporto tra il numero di azioni scambiate e il numero di azioni costituenti il flottante), il market touch (media dei differenziali denaro-lettera presenti sul book di negoziazione) e il flottante. Borsa Italiana spa provvedeva, con cadenza almeno annuale, a predisporre l’elenco degli strumenti finanziari sottili; al primo elenco, composto da cento titoli, sono seguiti vari aggiornamenti. In considerazione delle specificità proprie dei titoli caratterizzati da differenti livelli di liquidità, erano stabiliti orari di negoziazione differenti rispetto agli altri titoli del listino di Borsa: l’asta di apertura era posticipata ed era ridotta la durata della fase di negoziazione. Era stata introdotta inoltre la figura dello specialista, scelto dall’emittente, che svolgeva un’attività di sostegno alla liquidità del titolo attraverso una presenza continuativa sulbook di negoziazione per un quantitativo minimo giornaliero ed entro un differenzia- le massimo dei prezzi denaro-lettera. Per garantire un flusso continuativo di informazioni, lo specialista si impegnava a pubblicare, periodicamentee in occasione di specifici eventi societari, analisi economico-finanziarie utili per una valutazione corretta dell’investimento.

2. Dal 2.4.2001 Borsa Italiana spa ha introdotto una nuova segmentazione del mercato, basata sulla capitalizzazione degli strumenti azionari quotati che ha eliminato la precedente categoria dei titoli sottili. La nuova segmentazione ripartisce le azioni in blue chips, STAR e “altri titoli”. Questi ultimi hanno una capitalizzazione inferiore a una soglia stabilita e sono ripartititi in due classi, classe 1 e classe 2, secondo la loro liquidità, misurata in termini di frequenza e controvalore medio giornaliero degli scambi. Restano la riduzione di un’ora delle negoziazioni (con chiusura alle 16,40, invece che alle 17,40 delle blue chips e delle STAR) per la classe 1, il prolungamento di un’ora e mezzo per la fase di pre-asta e la riduzione della negoziazione continua a 5 ore e 25 minuti (contro le quasi otto ore assegnate ai segmenti blue chips e STAR), sempre per la classe 1. Gli strumenti della classe 2 sono negoziati con la sola modalità dell’asta di apertura in un orario ridotto.