TITOLI DI SOLIDARIETÀ

Denominazione introdotta dall’art. 29 del d.lg. 4.12.1997 n. 460 (“Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”) per una nuova specie di raccolta di fondi da destinare al fi- nanziamento delle Onlus, rinviandone la regolamentazione (specificazione dei soggetti abilitati all’emissione, condizioni, limiti, compresi quelli massimi relativi ai tassi effettivamente praticati ecc.) a un decreto ministeriale. Il decreto (d.m. Tesoro 8.6.1999 n. 328) ha qualifi-cato i titoli di solidarietà come obbligazioni a tasso fisso non convertibili. Possono emettere questi titoli le banche e gli intermediari finanziari di cui all’art. 107 TUBC. Questi hanno l’obbligo di: a) destinare i fondi raccolti esclusivamente al finanziamento delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) o di intermediari bancari e finanziari, nella misura in cui tali fondi sono destinati, da parte di questi ultimi, al finanziamento di Onlus; b) tenere per i fondi raccolti gestione separata, dalla quale devono risultare in modo chiaro e trasparente tutte le entrate e le spese connesse ai fondi medesimi. Il limite massimo del tasso effettivamente praticato al momento dell’emissione dei titoli di solidarietà è stabilito in misura pari al rendimento lordo medio mensile delle obbligazioni emesse dalle banche (Rendiob). È previsto un beneficio fiscale per gli emittenti consistente nel poter computare come costofiscalmente deducibile dal reddito d’impresa la differenza tra il tasso effettivamente praticato per l’emissione dei “titoli di solidariet”à e il tasso di riferimento. Quest’ultimo è fissato dal d.m. 1999/328 pari al rendimento lordo medio mensile delle obbligazioni emesse dalle banche (Rendiob), comunicato mensilmente dalla Banca d’Italia, aumentato di un quinto. Per le obbligazioni emesse nei primi quindicigiorni del mese, si fa riferimento al Rendiob comunicato nel mese precedente.