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RIPARTO

Distribuzione, parziale o totale, tra i creditori, delle somme ricavate nelle procedure esecutive sia concorsuali che individuali. Il curatore, nel fallimento, o il commissario giudiziale,nel concordato preventivo con cessione dei beni, e nella liquidazione coatta amministrativa, una volta che sia stato realizzato l’attivo con la liquidazione dei beni, predispone un progetto di distribuzione del ricavato secondo un ordine preferenziale: spese di procedura edebiti contratti per la amministrazione del patrimonio (che vengono anche chiamati crediti in prededuzione); crediti ammessi allo stato passivo con diritto di prelazione sulle cose vendute secondo l’ordine assegnato dalla legge; crediti chirografari in proporzione dell’ammontare di ciascuno. Il riparto finale ha luogo dopo il compimento della liquidazione e previa approvazione del rendiconto del curatore. Il progetto di riparto viene depositato in cancelleria dopo essere stato esaminato dal giudice delegato, il quale, tenuto conto delle osservazioni dei creditori, lo rende esecutivo. Nella liquidazione coatta amministrativa, il commissario liquidatore, prima dell’ultimo riparto, deve sottoporre il bilancio finale di liquidazione e il piano stesso all’autorità di vigilanza; quest’ultima ne autorizza il deposito in cancelleria e liquida il compenso al commissario. La G.U. ed eventualmente i giornali designati danno notizia dell’avvenuto deposito; entro venti giorni dalla pubblicazione nella G.U., chi ha interesse può proporre ricorso al tribunale, muovendo le proprie contestazioni. Nell’espropriazione forzata si ha riparto allorché l’attivo (p.e. il bene sottoposto ad esecuzione) viene convertito in danaro (vendita forzata) per essere poi distribuito tenuta presente la massa passiva (spese processuali, crediti privilegiati, ipotecari, chirografari ecc.). I vari creditori possono concordare tra loro un progetto amichevole di distribuzione; se invece sorgono controversie, il giudice dell’esecuzione, che sia competente per valore, assume la veste di istruttore e dà inizio al processo di cognizione che si inserisce come incidente nel processo esecutivo: in caso contrario rimette le parti dinanzi al giudice competente, fissando un termine per la riassunzione. Una disciplina del riparto è contenuta anche negli artt. 67 e 68 del d.lg. 8.7.1999 n. 270 (“Nuova disciplina dell’amministrazio- ne delle grandi imprese in stato di insolvenza”).A norma dell’art. 67 citato, il commissario straordinario deve procedere a riparti parziali,che hanno luogo secondo quanto disposto dagli artt. 110-117 l. fall. Al riguardo, egli, ogni quattro mesi, presenta al giudice delegato un prospetto delle somme disponibili ed un progetto di ripartizione delle stesse, corredato del parere del comitato di sorveglianza. A questi riparti parziali non si deve procedere quando sia stata autorizzata l’esecuzione di un programma di ristrutturazione. In tale eventualità, infatti, è consentita solo l’eventuale distribuzione, nel rispetto delle cause legittime di prelazione, degli acconti di cui all’art. 68. Infine, alla chiusura della procedura, dopo l’approvazione del conto della gestione e la liquidazione del compenso al commissario straordinario, avrà luogo il riparto finale, secondo la stessa disciplina che vale nel fallimento.



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