OPERAZIONI FUORI BILANCIO

Note anche come operazioni off-balance sheet. Categoria di operazioni bancarie caratterizzate dal fatto di non originare variazioni nella provvistao negli impieghi di fondi (se non a scadenza ed eventualmente) e di essere contabilizzate fra i conti d’ordine, pur concorrendo alla formazione del reddito d’esercizio e alla configurazione dei rischi caratteristi dell’attività bancaria. Sono classificate dalla Banca d’Italia nelle Istruzioni (Tit. IV, cap. 2.5) in due specie generali: a) garanzie e impegni (v. credito di firma; loan committments); b) contratti derivati finanziari (p.e. futures e opzioni). Le operazioni fuori bilancio sono computate per la determinazione dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato e vanno ponderate calcolando per ciascuna l’ammontare dell’“equivalente creditizio”. Questo si ottiene moltiplicando il valore nominale delle singole operazioni per un fattore di conversione che tiene conto della probabilità che, a frontedell’operazione, si determini un’esposizione creditizia per cassa di cui viene stimata l’entità. Rientrano nel computo anche le operazioni fuori bilancio di copertura, cioè quelle effettuate, secondo le Istruzioni della Banca d’Italia, per proteggere dal rischio di avverse variazioni dei tassi di interesse, dei tassi di cambio o dei prezzi di mercato il valore di singole attività o passività in bilancio o fuori bilancio o di insiemi di attività o di passività in bilancio o “fuori bilancio”. Un’operazione fuori bilancio è considerata di copertura quando: a) c’è l’intento della banca di porre in essere tale copertura; b) è elevata la correlazione tra le caratteristiche tecnico-finanziarie (scadenza, tasso di interesse, ecc.) delle attività/passività coperte e quelle del contratto di copertura; c) le condizioni previste ai due punti precedenti risultano documentate da evidenze interne della banca.