NOTA DEL CURATORE DEL DIZIONARIO DI BANCA E BORSA DEL 2005

Il Nuovo Dizionario di Banca Borsa e Finanza, pubblicato dallo IeBB a fine ottobre 2002, è oggi riproposto con nuovo nome, rinnovato, ampliato nei lemmi, ristrutturato nelle sue parti, edito a cura di Milano Finanza. Al pari della precedente edizione, anche questa è stata pensata come uno strumento di consultazione e di aggiornamento su questioni di banca, borsa e finanza, un mondo che dal 1970 ha subito trasformazioni profonde, giustamente definite una rivoluzione dal prof. De Rosa nel suo saggio. 
In Italia, il grosso dei mutamenti è avvenuto a partire dal 1991, in ritardo rispetto all’evoluzione dei maggiori Paesi. Nel decennio concluso con l’inizio del Duemila sono mutate le istituzioni del credito e della finanza, innovando la regolamentazione, la vigilanza, le forme giuridiche degli intermediari (semplificate e ormai solo di diritto privato), di cui però si sono moltiplicate le specie (non solo banche e agenti di cambio, ma Sim, Sgr, Sicav, Svp, società di gestione dei mercati regolamentati ecc.). È cambiata la politica economica, specie quella monetaria. Abbiamo perso la sovranità monetaria e i centri di molte decisioni cruciali si sono spostati nelle sedi della Comunità (di cui nessuna è in Italia), in mano a burocrazie e a circoli politici per i quali le necessità e gli interessi del nostro Paese non sono affatto i principali.
 
Negli anni ‘90, al contrario di quanto è avvenuto in Francia e in Germania, in Italia sono state quasi del tutto privatizzate le imprese pubbliche e si è verificato un forte processo di concentrazione bancaria e di penetrazione di capitale estero nell’unico settore, quello del credito, che aveva conservato per 60 anni un’impronta quasi del tutto nazionale. Sempre in Italia, dalla specializzazione funzionale e temporale si è passati di colpo alla banca universale e l’offerta dei prodotti, come nei Paesi più progrediti, si è arricchita di una grande e multiforme varietà in continua evoluzione. Le tecnologie di rilevazione, elaborazione e trasmissione dei dati e i pc collegati in rete hanno cambiato radicalmente il modo di fare e di gestire banca, borsa e finanza, per i clienti e per i manager. Chi, entrato in banca negli anni 50-60 e uscitone verso il 1980, dovesse tornare oggi dietro uno sportello, o nel back office, o ai piani superiori della direzione, non troverebbe quasi niente del lavoro di un tempo.
 
Credito e finanza sono solo una parte di un mondo pervaso dalla globalizzazione tecnologica e politica. L’ict, matrimonio tra software, computer, telefono e satellite, fattore della globalizzazione tecnologica, ha cambiato le tecniche di produzione, l’organizzazione del lavoro, la struttura delle organizzazioni e anche le strategie militari, ha rafforzato i poteri di controllo e di decisione del top management ed è un potente strumento di diffusione e di unificazione delle culture. Non sappiamo che cosa ci riserverà in futuro, ma il poco che già è stato realizzato fa conoscere tutto il grande potenziale di innovazione e di cambiamento sociale dell’ ict. Le organizzazioni internazionali sono il fattore della globalizzazione politica. Banca mondiale, Fmi, Wto, Oecd, Consiglio d’Europa, Unione europea stanno rimodellando le istituzioni e prendono decisioni importanti e limitative per imprese e politica interna degli Stati nazionali. Il Washington consensus, per fare un esempio, ha influenzato le economie dei Paesi dell’America Latina e ha espresso direttive fatte proprie, in buona parte, dalla politica dell’Unione europea per i Paesi dell’est ex comunisti e le repubbliche sorte dalla dissoluzione dell’Urss e, per certi versi, anche per gli Stati membri. Oggi la globalizzazione non è più un prodotto di imitazione, o di trattati internazionali liberamente stipulati senza perdita di sovranità e liberamente denunciabili, ma, in buona parte, opera di organizzazioni con poteri sovrannazionali dalle quali è quasi impossibile uscire e che tendono a omogeneizzare il diritto e a ridurre la sovranità economica e politica degli Stati. 
Riguardo al diritto, i giuristi sembrano non aver ancora riflettuto che nell’Unione europea si è formata una vasta legislazione sopranazionale che ha accelerato l’omologazione e ha portato in second’ordine quella degli Stati aderenti, modificandone la logica e gli istituti. Va, infine, ricordato un fenomeno nuovo: l’opera delle organizzazioni non governative, talvolta limitata all’attività di lobbying in rappresentanza di interessi particolari, ma ormai più spesso a promuovere progetti innovativi in campo politico, etico, ambientale ecc. e ad affiancare le organizzazioni governative e i governi che le hanno fatte proprie. È verosimile che le azioni in materia di lotta alla corruzione, di corporate governance, di difesa dei diritti civili, di tutela del consumatore, che la diffusione dei codici di comportamento e l’accettazione del concetto di corporate social responsibility avrebbero avuto minor successo, o nessun successo, senza il lavoro intellettuale e la propaganda di molte ong.
 
Nella stesura del Dizionario si è mirato a rappresentare questo mondo in formazione evitando tanto la pura esposizione sommaria e nozionistica propria di un glossario, quanto l’esposizione atemporale del manuale specializzato. Si è voluto offrire un’opera utile anche a chi vuole avvicinarsi agli argomenti per studio o approfondimento culturale. L’opera è stata organizzata attorno al dizionario vero e proprio (oltre 4.600 voci) preceduto da quattro saggi specialistici e seguito dall’apparato di un indice analiticoalfabetico di più di 4.200 rinvii alle voci del dizionario. Ciò porta a 8.800 i concetti identificati e descritti. I rinvii contenuti nelle voci e l’indice analitico-alfabetico sono fatti per aiutare ad approfondire gli argomenti attraverso l’evidenziazione della rete di relazioni tra i concetti. L’uso di sigle e abbreviazioni in luogo dei corrispondenti lunghi nomi è apparso indispensabile per semplificare al lettore l’individuazione dei concetti. Un siglario di 1.850 termini aiuta nei momenti di dubbio. Fin dove possibile sono state utilizzate le informazioni disponibili a fine marzo 2005.
 
Ai Redattori e ai loro Collaboratori va il mio ringraziamento per il contributo intellettuale, la disponibilità e la pazienza dimostrata. Ripeto i ringraziamenti anche per coloro che mi hanno supportato con materiale, consigli, controllo di testi e altra assistenza; in particolare, l’Avvocato generale della Banca d’Italia Vincenzo Catapano, il Direttore generale dell’ABI prof. Giuseppe Zadra, il dr. Mario Cataldo dell’ABI, il dr. Fulvio Coltorti Responsabile dell’Ufficio Studi e il dr. Saverio Vinci, Co-head corporate banking di Mediobanca, tutti i loro collaboratori, il dr. Giorgio Rossi di Varese, gli uffici delle banche, gli uffici pubblici e le ambasciate italiane e straniere che hanno voluto rispondere ai miei quesiti. Un ringraziamento anche al prof. Francesco Poddighe dell’Università di Pisa per avermi assistito con consigli e suggerimenti nel lavoro di aggiornamento. In ogni caso la responsabilità resta la mia, per quanto mi compete. 
Come lo IeBB, il Dizionario ha una notevole storia, che risale agli inizi degli anni 80, quando ne è stata messa in cantiere la prima edizione. È doveroso ricordare cinque persone che hanno contribuito non solo al successo delle diverse edizioni ma anche alle fortune dell’Istituto dall’interno del Consiglio di amministrazione e del Comitato scientifico, maestri che, purtroppo, ci hanno lasciati: Franco Piga (Roma, 18 marzo 1927 - Cortina d’Ampezzo, 26 dicembre 1990), consigliere di Stato, più volte ministro, presidente della Consob, era stato l’ideatore dell’IeBB che aveva voluto senza fini di lucro, dedicato solo alla cultura e che ha governato, fino al 1990, a capo del Consiglio di amministrazione e del Comitato scientifico, incarichi da lui prediletti tra i tanti ricoperti. Pietro De Vecchis (Roma, settembre 1935 - 15 settembre 1997), componente del Comitato scientifico dell’IeBB, Avvocato generale della Banca d’Italia, padre di quei Quadernidi ricerca giuridici che onorano la nostra Banca Centrale, era stato un importante ispiratore delle riforme che hanno portato al Testo unico delle leggi bancarie e creditizie del 1993 e al Testo unico di finanza del 1998. Gian Franco Calabresi (Padova, 13 febbraio 1909 - Roma, 6 aprile 2002), componente del Comitato scientifico dell’IeBB, economista e giurista di formazione, era entrato nel 1929 all’Associazione Bancaria Italiana diventandone direttore e protagonista dal 1945 al 1979 e fondatore e direttore di Rivista bancaria. Francesco Parrillo (Fontegreca, Caserta, 18 gennaio 1912 - Roma, 26 marzo 2003), da presidente dell’IeBB dal 1990 al 2003 ne è stato infaticabile organizzatore di ogni iniziativa; la sua lunga vita operosa è stata un percorso di oltre 70 anni di produzione scientifica, di insegnamento, di partecipazione attiva a innumeri società, enti e associazioni nazionali e internazionali. Guido Ruta (Caserta, 15 aprile 1910 - Roma, 13 ottobre 2004), presidente del Comitato scientifico e presidente onorario dell’IeBB, era stato Avvocato generale della Banca d’Italia, commissario per la stesura della legge bancaria del 1936, del codice civile e della legge fallimentare del 1942, esperto italiano alla CEE e all’ONU per l’armonizzazione internazionale del diritto commerciale e bancario. Luigi De Rosa (Napoli, 26 gennaio 1922 - Burgos, 15 ottobre 2004), componente del Comitato scientifico dell’IeBB, linceo e membro di altre prestigiose associazioni e fondazioni, aveva insegnato in università italiane e alla Columbia di New York e aveva tenuto molti altri incarichi universitari; è rimasto attivo fino all’ultimo giorno dei suoi 82 anni e ha sempre ragionato e scritto senza condizionamenti e travisamenti ideologici, virtù che scarseggia negli storici italiani del XX secolo. Come chiunque altro abbia avuto la fortuna di conoscerli bene e di frequentarli abbastanza, anch’io ho molto imparato da questi uomini e ne ho sperimentato le grandi doti morali e intellettuali. Sit vobis terra levis.

Redattore: Gian Carlo LORASCHI
Assonebb 2005