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NAIRU

Acr. di: Non Accelerating Inflation Rate of Unemployment.

Lett.: tasso di disoccupazione che non accelera l’inflazione. È il più basso tasso di disoccupazione realizzabile senza stimolare la crescita dell’inflazione ed è sinonimo di tasso naturale di disoccupazione (natural rate of unemployment). NAIRU è il livello di disoccupazione che si determina quando tutti i mercati di un’economia sono in equilibrio e non c’è difetto di domanda aggregata. Il concetto di tasso naturale di disoccupazione è maturato negli anni Settanta in seguito al fallimento delle politiche economiche perseguite fino ad allora per mantenere il tasso di disoccupazione a livelli molto bassi ed è stato un argomento centrale della critica di Milton Friedman e dei monetaristi alle dottrine keynesiane allora imperanti. L’esperienza provava che l’economia tendeva verso un certo tasso di disoccupazione e che non era possibile abbassarlo durevolmente al di sotto di questo livello. Tutto ciò che le politiche keynesiane potevano ottenere era una sua riduzione nel breve periodo al di sotto del tasso naturale, ma a prezzo di una forte inflazione(donde l’inefficacia della politica economica attiva, concetto riassunto nel policy ineffectiveness theorem degli economisti neo classici). Per questo motivo il tasso naturale è stato denominato non-accelerating inflation rate of unemployment (NAIRU) e alcuni lo considerano equivalente al concetto di piena occupazione. Nonostante qualche difformità di pensiero e qualche opposizione, la rete di concetti attorno al NAIRU è oggi accettata dalla maggioranza degli economisti e la dottrina costruita attorno a esso guida le politiche economiche dei Governi dei Paesi occidentali. È diffusa convinzione, confortata da evidenze empiriche, che un mercato del lavoro rigido dissuade dalla costituzione di nuove imprese e dall’innovazione tecnologica, scoraggia la mobilità dei fattori verso i settori più dinamici ed eleva, quindi, il NAIRU. Questi, a sua volta, appare correlato negativamente con tasso di crescita della produttività del settore privato. Ciò spiega l’importanza acquistata in dottrina dal NAIRU (insieme al concetto di produttività totale dei fattori, o TFP, q.v.).

Stime del NAIRU

Le stime del NAIRU sono utilizzate come approssimazione del tasso di disoccupazione strutturale (structural rate of unamployment) dell’economia di un paese. La tabella che segue riporta i dati relativi al NAIRU nei paesi OCSE a partire dal 1986.


Fonte: OECD Economic Outlook 88, (2010)

In particolare la stima del totale nei paesi OCSE nel 2010 è pari al 6,4% mentre, nell’area euro il NAIRU è stimato aggirarsi intorno all’8% delle forze di lavoro con una tendenza all’aumento negli ultimi anni. Studi recenti dell’OCSE1, hanno evidenziato il ruolo fondamentale del processo di riforme strutturali nell’influenzare le dinamiche del NAIRU negli ultimo 20 anni. Più precisamente tali studi confermano che tra i generici indicatori di rigidità del mercato del lavoro e dei beni, il livello del cuneo fiscale, il rapporto tra il sussidio di disoccupazione percepito da un disoccupato (in media) e la media del salario ottenuto da un lavoratore occupato (average unemployment benefit replacement rate), la densità sindacale (la percentuale di lavoratori occupati iscritti al sindacato, in ingl. Union density) ed il livello di regolamentazione del mercato dei beni (è l’indicatore delle rigidità del mercato dei beni, in ingl. Product market regulation (PMR) cioè una variabile istituzionale che assume, secondo l’analisi OECD, un valore che va dallo 0 per mercato con un basso livello di regolamentazione, al 6 per un elevato livello di regolamentazione),sono I fattori che maggiormente incidono sul NAIRU. piuttosto che da istituzioni che regolano più nello specifico il mercato del lavoro (come la previsione di un minimo livello salariale).
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1Christian Gianella, Isabell Koske, Elena Rusticelli and Olivier Chatal (2009),What drives the NAIRU? Evidence from a panel of OECD countries, OECD Economics Department Working Paper no. 649.


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