nuovissima Enciclopedia di banca, borsa e finanza

Lettera selezionata: N

  • ALFRED NOBEL, PRIZE IN ECONOMIA

    Ogni anno, dal 1901, il Premio Nobel è stato assegnato per la fisica, chimica, psicologia o medicina, letteratura e per la pace. Il Premio è un riconoscimento internazionale amministrato dalla Fondazione Nobel di Stoccolma, Svezia. Nel 1968 la Sveriges Riksbank ha istituito il premio anche per la scienza economica, che si chiama Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences in memoria di Alfred Nobel, fondatore del premio. Ogni premio consiste in una medaglia e in denaro. Il premio è finanziato dalle donazioni ricevute dalla Fondazione Nobel nel 1968 e da quelle della Sveriges Riksbank elargite in occasione del 300° anniversario della banca. Il premio viene conferito dalla Accademia Reale delle Scienze svedese con gli stessi principi degli altri premi, conferiti dal 1901.

    I vincitori del Nobel in economia finora sono stati:
    2013
    Eugene F. Fama, Lars Peter Hansen, Robert J. Shiller
    2012
    Alvin E. Rith, Lloyd S. Shapley
    2011
    Thomas J. Sargent, Christopher A. Sims
    2010
    Peter A. Diamond, Dale T. Mortensen, Christopher A. Pissarides
    2009
    Elinor Ostrom, Oliver E. Williamson
    2008
    Paul Krugman
    2007
    Leonid Hurwicz, Eric S. Maskin, Roger B. Myerson
    2006
    Edmund S. Phelps
    2005
    Robert J. Aumann, Thomas C. Schelling
    2004
    Finn E. Kydland, Edward C. Prescott
    2003
    Robert F. Engle III, Clive W.J. Granger
    2002
    Daniel Kahneman, Vernon L. Smith
    2001
    George A. Akerlof, A. Michael Spence, Joseph E. Stiglitz
    2000
    James J. Heckman, Daniel L. McFadden
    1999
    Robert A. Mundell
    1998
    Amartya Sen
    1997
    Robert C. Merton, Myron S. Scholes
    1996
    James A. Mirrlees, William Vickrey
    1995
    Robert E. Lucas Jr.
    1994
    John C. Harsanyi, John F. Nash Jr., Reinhard Selten
    1993
    Robert W. Fogel, Douglass C. North
    1992
    Gary S. Becker
    1991
    Ronald H. Coase
    1990
    Harry M. Markowitz, Merton H. Miller, William F. Sharpe
    1989
    Trygve Haavelmo
    1988
    Maurice Allais
    1987
    Robert M. Solow
    1986
    James M. Buchanan Jr.
    1985
    Franco Modigliani
    1984
    Richard Stone
    1983
    Gerard Debreu
    1982
    George J. Stigler
    1981
    James Tobin
    1980
    Lawrence R. Klein
    1979
    Theodore W. Schultz, Sir Arthur Lewis
    1978
    Herbert A. Simon
    1977
    Bertil Ohlin, James E. Meade
    1976
    Milton Friedman
    1975
    Leonid Vitaliyevich Kantorovich, Tjalling C. Koopmans
    1974
    Gunnar Myrdal, Friedrich August von Hayek
    1973
    Wassily Leontief
    1972
    John R. Hicks, Kenneth J. Arrow
    1971
    Simon Kuznets
    1970
    Paul A. Samuelson
    1969
    Ragnar Frisch, Jan Tinbergen

    Link: http://nobelprize.org/nobel_prizes/economics/laureates/


    Redattore: Chiara Oldani
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  • NADB

    Acr. di: North American Development Bank-NADB; sp. Banco de Desarrollo de América del Norte-BDAN. Banca internazionale bilaterale di sviluppo costituita in base a un accordo tra il Mexico e gli USA del novembre 1993, sotto gli auspici della NAFTA e della NAAEC (North American Agreement on Environmental Cooperation). L’accordo prevedeva, oltre alla NADB, di costituire un’altra istituzione: la Border Environment Cooperation Commission- BECC (sp. Comisión de Cooperación Ecológica Fronteriza-COCEF) con sede a Ciudad Juarez (Chihuahua, México) con la missione di assistere le comunità locali e altri enti a sviluppare e a realizzare progetti di infrastrutture ambientali e a certificare i progetti per conto della NADB. La NADB ha sede a San Antonio (Texas), ha un capitale autorizzato di 3 miliardi di dollari USA, sottoscritto in parti uguali dai due Governi messicano e statunitense e ha per missione di finanziare progetti di infrastrutture ambientali relativi all’offerta di acqua potabile, al trattamento delle acque e dei rifiuti solidi urbani e posizionati nelle regioni di confine tra USA e Messico. L’organizzazione della Banca consiste in un Board of Directors di sei membri, tre per ogni Stato tra i quali è scelto il presidente che è alternativamente un rappresentante un anno di uno Stato e l’anno successivo dell’altro. Il Board accentra tutti i poteri della Banca, ne determina la politica, approva tutti i crediti. Ogni decisione richiede l’assenso di almeno due rappresentanti di ciascun Paese. Il management consiste di un Managing Director e di un suo Vice nominati dal Board.

  • NAFTA

    Acr. di: North American Free Trade Agreement (altre due denominazioni ufficiali sono: fr. Accord de libre-échange nordaméricain- ALÉNA; sp. Tratado de Libre Comercio de América del Norte-TLCAN; è nota anche come North American Free Trade Zone). Accordo di libero scambio nordamericano che coinvolge Stati Uniti, Canada e Messico. Siglato nell’estate del 1992 è entrato in vigore il 1° gennaio 1994. Con il NAFTA nasce la seconda maggiore area di libero scambio al mondo dopo lo spazio economico europeo che lega le economie di tre grandi paesi due dei quali, Stati Uniti e Canada, fortemente industrializzati ed uno, il Messico, relativamente povero anche se avviato verso una crescente modernizzazione. Nei suoi confronti è previsto un trattamento privilegiato e periodi di transizione maggiori in molti campi per rendere il processo di aggiustamento più graduale e per dare una maggiore protezione all’industria nazionale. Questa forma di integrazione regionale mira a liberalizzare all’interno dei paesi Membri la circolazione di bene e servizi, conservando l’autonomia dei singoli paesi per quanto riguarda i regimi tariffari e i rapporti con i paesi terzi. La liberalizzazione degli scambi è assicurata da una graduale riduzione delle barriere commerciali interne fino ad arrivare, nell’arco di dieci anni, ad un azzeramento totale di tali barriere, tranne qualche eccezione per i settori più sensibili. 1 principali obiettivi che stanno alla base della costituzione del NAFTA sono la promozione di una maggiore liberalizzazione in campo commerciale, la creazione di nuove norme per la regolamentazione del commercio di servizi e il miglioramento del clima per gli investimenti esteri. II trattato prevede anche una serie di misure volte a disciplinare alcune materie complementari al problema degli scambi internazionali quali la risoluzione delle dispute, l’antidumping (v. dumping), l’uso di sussidi e dazi compensativi e la protezione della proprietà intellettuale. Inoltre il NAFTA prevede anche delle regole di origine in base alle quali favorire la circolazione dei beni prodotti nei tre paesi Membri rispetto a quelli provenienti da paesi extra-area. Per aggiungere i suoi obiettivi strettamente commerciali il NAFTA si ispira ai due principi che costituiscono la base dell’accordo GATT quello del trattamento nazionale (I beni importanti non possono ricevere un trattamento meno favorevole di quello accordato ai prodotti nazionali) e quello della nazione più favorita (le importazioni da partner non possono ricevere un trattamento meno favorevole di quello riservato alle importazioni provenienti da altri paesi). L’accordo NAFTA, oltre alle regole generali per la liberalizzazione degli scambi, contiene anche delle disposizioni particolari relative ai settori agricolo, tessile, automobilistico ed energetico, ritenuti particolarmente sensibili e quindi passibili di regolamentazione specifica, soprattutto per andare incontro alle esigenze del Messico. Per i prodotti agricoli, Stati Uniti e Canada attueranno una liberalizzazione più veloce nei confronti dei prodotti messicani, mentre al Messico è stato concesso un tempo maggiore per accordare lo stesso livello di liberalizzazione alle importazione di prodotti agricoli provenienti da Canada e Stati Uniti. Questi ultimi, inoltre, hanno liberalizzato immediatamente il commercio per una serie di prodotti che costituiscono rispettivamente il 61 e l’81% delle esportazioni messicane nei due paesi. Il Messico, invece, liberalizzerà il commercio di beni agricoli per una quota corrispondente al 36% delle esportazioni statunitensi ed al 4% di quelle canadesi. Anche nel settore dei tessili viene attuata una liberalizzazione asimmetrica, a favore del Messico. Vengono infatti eliminate immediatamente tutte le quote sui prodotti di provenienza messicana e viene permesso al Messico di liberalizzare il proprio mercato molto più lentamente. Il settore automobilistico, fortemente protetto in Messico, vede l’eliminazione immediata dei dazi sulle importazioni di automobili dal Messico, mentre quest’ultimo si è impegnato solo a ridurre del 50% i suoi dazi interni. Infine, per quanto riguarda il settore energetico, viene concesso al Messico, in linea con quanto stabilito dalla disciplina GATT, di mantenere le restrizioni commerciali sui prodotti la cui produzione per legge è riservata solo allo Stato o ai cittadini messicani (energia elettrica, petrolio greggio, gas naturali, benzina ecc.). Nel campo degli investimenti esteri il NAFTA rimuove in maniera sostanziale ogni tipo di barriera esistente, assicurando una maggiore protezione agli investitori e prevedendo anche un meccanismo per la risoluzione delle dispute tra investitori e paesi ospitanti. Tra le misure più rilevanti è opportuno segnalare il divieto di imporre qualsiasi requisito di performance, contenuto nazionale minimo o preferenza per le risorse locali. Viene inoltre garantita la libera convertibilità delle monete (v. convertibilità della moneta, convertibilità per non residenti) e la liberalizzazione delle transazioni con l’estero per agevolare il rimpatrio degli utili. Al fine di fornire una protezione adeguata ai diritti derivanti dalla proprietà intellettuale, il trattato NAFTA stabilisce un livello elevato di obblighi e di impegni specifici concernenti la tutela dei diritti d’autore, dei brevetti, dei marchi registrati ecc. In più sezioni del trattato sono presenti varie disposizioni che hanno come obiettivo quello di assicurare che le normative NAFTA siano compatibili con la protezione dell’ambiente. Infine, per dirimere eventuali dispute derivanti dall’applicazione del trattato, è stato istituito un meccanismo semplice e tra sparente articolato in tre fasi distinte: la consultazione tra i governi, il procedimento davanti alla Trade Commission (organo trilaterale amministrativo del NAFTA) e infine l’arbitraggio. Per quanto riguarda gli effetti del NAFTA sulle economie dei tre paesi coinvolti e la distribuzione degli stessi, è probabile che il Messico godrà dei maggiori benefici pur sopportando costi di transizione più pesanti. Ciò è dovuto, da un lato, al minor grado di sviluppo economico del Messico e, dall’altro, al fatto che Stati Uniti e Canada sono già legati da un precedente accordo commerciale, l’Accordo di libero commercio Stati Uniti-Canada, entrato in vigore nel 1989. In quest’ottica, il NAFTA può essere interpretato come il proseguimento ed il naturale completamento del processo di integrazione che ha interessato la regione nordamericana durante gli anni Ottanta. In prospettiva, esso è destinato a diventare lo strumento per portare a compimento il processo di integrazione commerciale tra tutti i paesi del continente americano. (cs-sb) È già stata prevista l’estensione di questo accordo al Cile e sono in molti a ritenere che, in un prossimo futuro, anche Argentina e Brasile saranno invitati a partecipare al NAFTA. L’area di libero scambio nordamericana è entrata in vigore nel 1994. Si tratta di un accordo commerciale tra Canada, Stati Uniti e Messico per la creazione di un’area di libero scambio, L’accordo stabilisce la progressiva eliminazione delle barriere tariffarie e di molte barriere non tariffarie tra i paesi firmatari, da realizzarsi in un arco di dieci anni, Sono considerati obiettivi accessori al buon funzionamento dell’area di libero scambio, la promozione delle condizioni di concorrenza leale, la tutela di diretti di proprietà intellettuale in tutti gli stati membri, l’introduzione di una procedure efficace per l’amministrazione dell’accordo e la risoluzione delle controversie e la creazione di una struttura che favorisca la cooperazione trilaterale, regionale e multilaterale per estendere ed aumentare i benefici dell’accordo.

  • NAIRU

    Acr. di: Non Accelerating Inflation Rate of Unemployment.

    Lett.: tasso di disoccupazione che non accelera l’inflazione. È il più basso tasso di disoccupazione realizzabile senza stimolare la crescita dell’inflazione ed è sinonimo di tasso naturale di disoccupazione (natural rate of unemployment). NAIRU è il livello di disoccupazione che si determina quando tutti i mercati di un’economia sono in equilibrio e non c’è difetto di domanda aggregata. Il concetto di tasso naturale di disoccupazione è maturato negli anni Settanta in seguito al fallimento delle politiche economiche perseguite fino ad allora per mantenere il tasso di disoccupazione a livelli molto bassi ed è stato un argomento centrale della critica di Milton Friedman e dei monetaristi alle dottrine keynesiane allora imperanti. L’esperienza provava che l’economia tendeva verso un certo tasso di disoccupazione e che non era possibile abbassarlo durevolmente al di sotto di questo livello. Tutto ciò che le politiche keynesiane potevano ottenere era una sua riduzione nel breve periodo al di sotto del tasso naturale, ma a prezzo di una forte inflazione(donde l’inefficacia della politica economica attiva, concetto riassunto nel policy ineffectiveness theorem degli economisti neo classici). Per questo motivo il tasso naturale è stato denominato non-accelerating inflation rate of unemployment (NAIRU) e alcuni lo considerano equivalente al concetto di piena occupazione. Nonostante qualche difformità di pensiero e qualche opposizione, la rete di concetti attorno al NAIRU è oggi accettata dalla maggioranza degli economisti e la dottrina costruita attorno a esso guida le politiche economiche dei Governi dei Paesi occidentali. È diffusa convinzione, confortata da evidenze empiriche, che un mercato del lavoro rigido dissuade dalla costituzione di nuove imprese e dall’innovazione tecnologica, scoraggia la mobilità dei fattori verso i settori più dinamici ed eleva, quindi, il NAIRU. Questi, a sua volta, appare correlato negativamente con tasso di crescita della produttività del settore privato. Ciò spiega l’importanza acquistata in dottrina dal NAIRU (insieme al concetto di produttività totale dei fattori, o TFP, q.v.).

    Stime del NAIRU

    Le stime del NAIRU sono utilizzate come approssimazione del tasso di disoccupazione strutturale (structural rate of unamployment) dell’economia di un paese. La tabella che segue riporta i dati relativi al NAIRU nei paesi OCSE a partire dal 1986.


    Fonte: OECD Economic Outlook 88, (2010)

    In particolare la stima del totale nei paesi OCSE nel 2010 è pari al 6,4% mentre, nell’area euro il NAIRU è stimato aggirarsi intorno all’8% delle forze di lavoro con una tendenza all’aumento negli ultimi anni. Studi recenti dell’OCSE1, hanno evidenziato il ruolo fondamentale del processo di riforme strutturali nell’influenzare le dinamiche del NAIRU negli ultimo 20 anni. Più precisamente tali studi confermano che tra i generici indicatori di rigidità del mercato del lavoro e dei beni, il livello del cuneo fiscale, il rapporto tra il sussidio di disoccupazione percepito da un disoccupato (in media) e la media del salario ottenuto da un lavoratore occupato (average unemployment benefit replacement rate), la densità sindacale (la percentuale di lavoratori occupati iscritti al sindacato, in ingl. Union density) ed il livello di regolamentazione del mercato dei beni (è l’indicatore delle rigidità del mercato dei beni, in ingl. Product market regulation (PMR) cioè una variabile istituzionale che assume, secondo l’analisi OECD, un valore che va dallo 0 per mercato con un basso livello di regolamentazione, al 6 per un elevato livello di regolamentazione),sono I fattori che maggiormente incidono sul NAIRU. piuttosto che da istituzioni che regolano più nello specifico il mercato del lavoro (come la previsione di un minimo livello salariale).
    ____________
    1Christian Gianella, Isabell Koske, Elena Rusticelli and Olivier Chatal (2009),What drives the NAIRU? Evidence from a panel of OECD countries, OECD Economics Department Working Paper no. 649.


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  • NASD®

    Acr. di: National Association of Securities Dealers, Inc. L’abbr. corrente è NASD. Organizzazione istituita nel 1938 dal Maloney Act amendments to the Securities Exchange Act of 1934. Il NASD è la maggior self-regulatory organization (organo di regolamentazione e vigilanza) nel settore dell’intermediazione finanziaria statunitense ed è competente per The Nasdaq Stock Market, Inc. (NASDAQ) e per gli over-the-counter securities markets. Per la legge federale USA ogni intermediario in titoli (stockbrokers e brokerage firms) operante col pubblico negli Stati Uniti è membro della NASD ed è soggetto alla NASD Regulation (NASDR). La vigilanza è esercitata dal Department of Enforcement e dai District Offices periferici del NASD

  • NASDAQ

    Acr. di: National Association of Securities Dealers Automated Quotes. Mercato azionario telematico USA con una filiale estera (Nasdaq Canada) aperto nel 1971 dalla NASD® (National Association of Securities Dealers). È costituito da una rete telematica ad alta tecnologia che collega tra loro i partecipanti e facilita scambi e controlli sulle negoziazioni dei titoli. Nel 1999 ha sorpassato il NYSE per volume di contrattazioni. Nel 1997 Nel 2000 è stato organizzato in forma societaria per azioni. Cuore del NASDAQ sono i market maker (oltre 500 ditte), chiamati anche dealer, tenuti a inserire in rete i loro bid and ask price che devono essere vedibili e accessibili per ogni partecipante alle negoziazioni. Inoltre il NASDAQ è connesso con i circuiti alternativi, gli ECN utilizzabili direttamente dagli investitori (ma che, a differenza dal NASDAQ, operano solo come veicolo di ordini). Il NASDAQ è regolamentato e invigilato dal NASD®. Ha inoltre al suo interno una struttura di autoregolamentazione che fa uso di sofi- sticati sistemi di sorveglianza computerizzata e che fa capo al Nasdaq MarketWatch Department, distinto i due sezioni: StockWatch (cui le società quotate devono comunicare prontamente le news e ogni altro materiale informativo che esse diffondono; questi sono esaminati dall’Ufficio che può sospenderne la diffusione) e TradeWatch (cura in tempo reale il monitoraggio delle negoziazioni). I titoli oggi listati al NASDAQ sono circa 4.100 comprendenti le principali società mondiali. Tentativi di espandersi in Europa e in Giappone sono falliti. Nasdaq Europe, costituito nel 2001 per rilevare le attività di Easdaq, è stato chiuso nel giugno 2003.Nasaq Deutschland, aperto nel marzo 2003 ha durato fino all’agosto successivo. L’insediamento in Giappone nel 1999 con Nasdaq Japan è stato abbandonato nell’agosto 2002.

  • NASTRO MAGNETICO

    Supporto di memorizzazione costituito da uno strato di materia ferromagnetica distesa sopra un nastro di materia plastica contenuto in cassette (cartridge, cassette) e usato per memorizzare dati analogici (p.e. musica) e digitali. La registrazione dei dati avviene per magnetizzazione selettiva (mediante una testina di lettura o di registrazione) di areole disposte a righe trasversali, ciascuna corrispondente a un carattere. Il nastro magnetico è stato impiegato inizialmente per la registrazione dei suoni, poi per la registrazione di film, immagini e altri prodotti audiovisivi e per sostituire la scheda Hollerith nell’input e nell’output degli elaboratori elettronici.

  • NATO

    Acronimo di North Atlantic Treaty Organization (fr. Organisation du Traité de l’Atlantique Nord-OTAN). È l’unione di Stati costituita col trattato di Washington del 4.4.1949 (“Patto Atlantico”) inizialmente da 12 Paesi (Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti) ed esteso nel 1952 a Grecia e Turchia, nel 1955 alla Germania occidentale (e oggi anche a quella orientale) e nel 1999 a Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia. Essa comprende oggi in totale 19 Stati. Alla fine della guerra fredda la NATO ha costituito 1991 un forum, il North Atlantic Cooperation Council-NACC, di incontro con i Paesi dell’Est europeo (9 all’inizio). Nel 1997 il NACC è stato sostituito dall’Euro-Atlantic Partnership Council-EAPC che ha riunito i 19 Paesi alleati e 27 Partner dell’Europa centrale, orientale e dei Balcani e dell’ex URSS.

  • NAZIONALITÀ DELLE SOCIETÀ

    Le società aventi sede in Italia sono sottoposte alla legge italiana. Per quelle costituite all’estero si applica la legge dello stato ove è stato perfezionato l’atto costitutivo. Si applica, tuttavia, la legge italiana se la sede dell’amministrazione è situata n Italia ovvero se in Italia si trova l’oggetto principale (art.25, legge 31.5.1995 n.218). Inoltre, le società costituite all’estero sono soggette alla disposizioni della legge italiana sulla pubblicità degli atti sociali, nell’ipotesi in cui stabiliscano nel territorio dello Stato una o più sedi secondarie con una rappresentanza stabile (art. 2506 c.c.).

  • NEGOTIABLE ORDERS OF WITHDRAWAL ACCOUNTS

    Strumenti finanziari innovativi, rientranti nella gamma delle c.d. managed liabilities, emessi per la prima volta dalle istituzioni di deposito statunitensi nel 1972 allo scopo di aggirare, da un lato, il divieto al pagamento di interessi sui depositi a vista (checking accounts), stabilito dal Banking Act del 1933 per le banche membre del Federal Reserve System (member banks) dal Banking Act del 1935 per gli istituti non membri (non member banks), dall’altro i limiti ai tassi d’interesse corrisposti sui depositi a risparmio (saving accounts) fissati dalla Regulation Q. Si tratta di passività che, pur rientrando formalmente nella categoria dei depositi a risparmio, svolgono anche una funzione monetaria poiché garantiscono la possibilità tecnica di effettuare trasferimenti di fondi mediante ordini di pagamento del tutto simili agli assegni. In seguito all’approvazione, nel 1980, del Depository Institutions Deregulation and Monetary Control Act e, in particolare, del suo titolo III (Consumer Checking Account Equity Act), l’offerta di Now accounts è stata autorizzata su scala nazionale. Ciò ha consentito agli intermediari finanziari di dotarsi di un nuovo strumento con cui soddisfare le esigenze dei consumatori in campo finanziario; nel periodo immediatamente successivo all’introduzione del provvedimento, un numero crescente di consumatori opta per il trasferimento di fondi sui New accounts prelevandoli dai Checking o saving accounts utilizzati in precedenza.

  • NEGOZIAZIONE CONTINUA

    Nei mercati order driven telematici (MTA, MAC, AIM, MIV, MCW, TAH,MOT, EuroMOT,IDEM, Mercato Expandi, MTS) l’espressione negoziazione continua (o asta continua) indica la possibilità d’inserimento, modifica e cancellazione di proposte di negoziazione per la conclusione dei contratti immediata o futura, per tutto il periodo di apertura del mercato stesso. Gli operatori interagiscono tra loro sulla base priorità primarie e secondarie di prezzo (price priority) e di tempo (time priority). Ad esempio nel Mercato Telematico Azionario (MTA) gli ordini inviati dai brokers vengono immessi in un book in base alla regola della priorità di prezzo (regola primaria) e di tempo di immissione (regola secondaria). Le proposte di acquisto sono disposte in maniera decrescente e quelle di vendita in maniera crescente rispetto al prezzo. Nel caso in cui le proposte siano equivalenti in termini di prezzo si ricorre al tempo di immissione per stabilirne la successione. Quando un nuovo ordine giunge sul mercato viene automaticamente confrontato con gli ordini presenti sul lato opposto del book e viene eseguito soltanto se è presente almeno un ordine a condizioni uguali o migliori. Il prezzo al quale ha luogo l’esecuzione degli ordini è determinato dal prezzo degli ordini già presenti sul book, in quanto hanno una priorità temporale superiore, ed è limitato dal prezzo dell’ordine entrante. In particolare, per ogni strumento finanziario, il sistema abbina automaticamente gli ordini procedendo alla conclusione dei relativi contratti e genera e invia automaticamente le conferme relative ai contratti conclusi.

    Maggiori dettagli sono disponibili alla pagina Regolamenti di Borsa Italiana.


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  • NEGOZIAZIONE DEI TITOLI

    Gli intermediari autorizzati all’attività di intermediazione mobiliare devono eseguire gli ordini di negoziazione impartiti dai clienti alle migliori condizioni di mercato con riferimento al momento, alle dimensioni ed alla natura delle operazioni stesse. Nell’individuare le migliori condizioni possibili si ha riguardo ai prezzi pagati o ricevuti e gli altri oneri sostenuti direttamente o indirettamente dall’investitore. Nella prestazione del servizio di negoziazione per conto proprio, gli intermediari autorizzati comunicano all’investitore, all’atto della ricezione dell’ordine, il prezzo al quale sono disposti a comprare o a vendere gli strumenti finanziari ed eseguono la negoziazione contestualmente all’assenso dell’investitore. Sul prezzo pattuito non possono applicare alcuna commissione. Nella prestazione del servizio di negoziazione per conto terzi, ferma restando l’applicazione delle commissioni e delle spese, il prezzo praticato all’investitore è esclusivamente quello ricevuto o pagato dall’intermediario (cfr. art. 32, delib.Consob 1 luglio 1998 n. 11522). Gli ordini di negoziazione si presumono soddisfare le condizioni summenzionate qualora vengano eseguiti nei mercati regolamentati. Gli ordini vengono annotati dagli intermediari prima della loro esecuzione (o della loro revoca) e al momento della loro esecuzione in un apposito registro delle operazioni che costituisce prova della trasmissione ed esecuzione degli ordini medesimi. Se le negoziazioni hanno ad oggetto valori mobiliari non negoziati nei mercati regolamentati e la controparte del cliente sia l’intermediario medesimo, quest’ultimo deve rendere noto al cliente stesso, prima della conclusione dell’operazione, le condizioni di prezzo alle quali è disposto a comperare o vendere i valori mobiliari. È opportuno segnalare che la delib. Consob 23 dicembre 1998, n. 11768, ha stabilito l’obbligo per gli intermediari autorizzati di eseguire le negoziazioni di strumenti finanziari esclusivamente nei mercati regolamentati, salvo che il cliente abbia previamente autorizzato - per singole operazioni - l’intermediario ad eseguire le negoziazioni al di fuori dei mercati regolamentati ovvero ciò consenta di realizzare un miglior prezzo per il cliente (artt. 7 e 8). L’obbligo di esecuzione delle negoziazione nei mercati regolamentati non si applica alle negoziazioni disposte da investitori non residenti o non aventi sede in Italia, né alle negoziazioni aventi ad oggetto titoli di Stato o garantiti dallo Stato, italiani o esteri. Inoltre, ne rimangono escluse le negoziazioni aventi ad oggetto “blocchi” di strumenti finanziari (v. lotto di titoli) ovvero “spezzature” (art.9). L’art. 32 del d.lg. 24.2.98 n. 58 (TUF) ha inoltre previsto la possibilità di operare la promozione e il collocamento a distanza di servizi di investimento e strumenti finanziari. La Consob, con regolamento n. 11522/98 ha quindi provveduto a delimitare l’ambito delle tecniche di comunicazione rilevanti per l’applicazione della disciplina riguardante la promozione e il collocamento a distanza, richiedendosi - ai presenti fini - una comunicazione individualizzata e una interazione immediata con l’investitore (art. 72). Il successivo art. 76 del regolamento citato prescrive l’utilizzo dei promotori finanziari se la tecnica di comunicazione a distanza utilizzata consente, appunto una comunicazione individualizzata e una rapida interazione, sempre che l’attività di promozione e collocamento non sia stata sollecitata dall’investitore. Sul tema è ulteriormente intervenuta la Consob che, con la Comunicazione n. 99052838 del 7 luglio 1999, ha chiarito che Internet, sia in riferimento ad un web site che all’e-mail, deve considerarsi una valida tecnica di comunicazione a distanza ai sensi dell’art.72, reg. cit. Tali tecniche di comunicazione a distanza devono peraltro avere come destinatari investitori residenti in Italia. Infine, ai fini dell’applicazione dell’art.76, reg. cit., la Consob ha stabilito che non è configurabile l’utilizzo dei promotori finanziari nella promozione e nel collocamento tramite un sito web, in ragione delle caratteristiche tecniche dello strumento che presuppone un’iniziativa da parte dell’investitore. Per quanto riguarda l’utilizzo della posta elettronica, invece, gli addetti all’interazione tra l’intermediario e l’investitore devono essere promotori finanziari. Si precisa, inoltre, che, se l’interazione prende avvio per istanza dell’investitore, l’intermediario può utilizzare addetti diversi dai promotori finanziari per inviare messaggi e-mail di conferma delle disposizioni avute dall’investitore o i documenti riguardanti l’offerta e la sottoscrizione dei prodotti finanziari.

  • NEGOZIAZIONE DI COVERED WARRANT E CERTIFICATE

    Il mercato di negoziazione dei Covered Warrant e dei Certificate è caratterizzato dalla presenza del market maker1, ovvero di un intermediario specializzato che si impegna a fissare un prezzo di acquisto (o bid) e quello al quale è disposto a vendere (o ask); tutti gli altri possono decidere di comprare o vendere a quei prezzi.
    Il ruolo del market maker assegnato dalla disciplina italiana, è modificare continuamente i prezzi in base a ciò che accade cercando di assicurare spessore e liquidità al mercato.
    In linea di principio, tuttavia, il business del market maker consiste nello sfruttare lo spread fra prezzo denaro (a cui è disposto a comprare) e prezzo lettera (a cui è disposto a vendere), che trasferirebbe sul prodotto anche delle commissioni di intermediazione (quelle tipiche del broker) nel caso in cui si trovasse a fare anche da broker. Naturalmente se ci sono molti market maker la concorrenza aumenta e lo spread denaro lettera diminuisce. In genere la presenza del market maker si adatta al mercato dove c'è una bassa liquidità dei titoli: essendo difficile trovare la controparte è comodo avere un attore che si sostituisca al mercato fornendogli la liquidità che non ha. Il mercato italiano dei Covered Warrant e dei Certificate prevede la presenza del market marker in funzione di soggetto che fa il prezzo del prodotto e lo trasferisce alla Borsa. Le negoziazioni si svolgono secondo le modalità della negoziazione continua stabilite sul mercato e secondo gli orari che, per il SeDeX, sono al momento così articolati:

    Durante la sessione di negoziazione continua i contratti vengono conclusi mediante l'abbinamento automatico delle proposte di acquisto o di vendita presenti sul book e ordinate secondo criteri di priorità di prezzo e di tempo. Il prezzo di offerta dovrebbe coincidere con il valore teorico del prodotto al momento dell’offerta; qualsiasi differenza che ponesse il prezzo a un livello maggiore rispetto a quello teorico … in un mercato perfettamente trasparente e liquido - non troverebbe una adeguata offerta; si tratterebbe, invero, di un’offerta che prevede una commissione implicita a favore dell’offerente. Viceversa, se il prezzo fosse inferiore, l’offerente si troverebbe ad offrire un prodotto a sconto e quindi sopportando esso stesso una perdita pari appunto allo sconto. Tuttavia, la domanda del mercato ne farebbe immediatamente salire il prezzo fino a un livello pari a quello teorico. Tutti i contratti di compravendita del tipo in esame sono liquidati il terzo giorno di borsa aperto successivo alla stipulazione. Il market maker non può non esporre prezzi denaro e prezzi lettera per un periodo di tempo superiore ai 10 minuti ed è tenuto a comunicare tempestivamente alla Borsa Italiana problemi che impediscano il ripristino delle quotazioni oltre il termine dei suddetti 10 minuti. Non è previsto un limite di spread, inteso come differenza fra quotazioni denaro e lettera. Pertanto, alcuni market maker potrebbero proporre differenze significative fra i prezzi ai quali sono disposti ad acquistare e a vendere. Le negoziazioni sono sospese automaticamente quando vi sono scostamenti superiori a un certo valore fra due contratti conclusi consecutivamente.
    Regole generali stabilite da Borsa Italiana S.p.A.
    La Borsa Italiana prevede nel proprio Regolamento le seguenti norme di standardizzazione:
    1) la parità/multiplo deve essere pari a 0,1, qualora l'attività sottostante sia costituita da azioni italiane quotate in borsa e 0,0001, qualora il sottostante sia costituito da indici gestiti da Borsa Italiana;
    2) il prezzo di liquidazione deve essere pari al prezzo di riferimento nel caso in cui il sottostante sia costituito da azioni italiane e al prezzo di apertura, qualora il sottostante sia costituito da indici gestiti da Borsa Italiana;
    3) l'esercizio della facoltà a scadenza è esclusivamente automatico nel caso in cui l'opzione sia in the money; in tal caso l'emittente è tenuto al riconoscimento della differenza positiva;
    4) il limite massimo di variazione del prezzo:
    - delle proposte di negoziazione rispetto al prezzo di riferimento del giorno precedente a +/- 900%;
    - delle variazioni dei prezzi dei contratti rispetto al prezzo di riferimento a +/- 50%;
    - tra due contratti consecutivi a +/- 30%.
    Per quanto concerne le modalità di liquidazione dello strumento, si può avere la consegna fisica dell'attività sottostante oppure la liquidazione monetaria, quando l'attività sottostante è costituita da azioni o titoli di Stato negoziati sui mercati italiani, mentre per tutte le altre categorie di attività sottostanti è possibile avere esclusivamente la modalità di liquidazione monetaria. Per i Covered Warrant che prevedono una liquidazione monetaria, la modalità di fissazione del prezzo di liquidazione deve ridurre il rischio di andamenti anomali nei prezzi dell'attività sottostante e il prezzo di liquidazione deve essere espressione di una quantità significativa di volumi scambiati dell'attività sottostante. La liquidità al mercato viene garantita tramite l'esposizione continuativa da parte dell'emittente su tutte le serie quotate nei prezzi denaro e nei prezzi lettera, per un quantitativo almeno pari al lotto minimo di negoziazione. Tale attività di market making può essere svolta anche da un soggetto terzo incaricato dall'emittente.
    _________________________
    1Per inciso si segnala che il mercato americano è tradizionalmente caratterizzato dalla partecipazione di specialist o market maker, ovvero di soggetti che fanno da filtro tra gli investitori privati e il mercato. Sul mercato americano gli ordini vengono inviati dai privati al broker, che li trasmette al market maker. Nei mercati europei gli ordini di acquisto e vendita vengono trasmessi dagli intermediari alle borse, dove si incrociano automaticamente fra loro quando i prezzi si incontrano (mercati per questo chiamati order driven)

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  • NEGOZIAZIONE IN BORSA

    Operazioni di vendita o di acquisto di strumenti finanziari quotati, riservate per legge agli operatori ammessi alle negoziazioni ossia, agenti di cambio (v. agente di cambio), banche italiane, comunitarie ed extracomunitarie e SIM italiane, comunitarie ed extracomunitarie autorizzate a svolgere il servizio di negoziazione per conto proprio e per conto di terzi sui mercati regolamentati (v. SIM). Chi intende acquistare o vendere titoli in borsa è tenuto, quindi, a rivolgersi ad uno di tali soggetti conferendogli un apposito incarico scritto di acquisto o di vendita. L’intermediazione dei soggetti ammessi alle negoziazioni è necessaria anche per l’esecuzione degli ordini raccolti dalle imprese autorizzate a svolgere servizi di investimento diversi dalla negoziazione. La riserva a favore delle banche o delle SIM autorizzate allo svolgimento del servizio di negoziazione nei confronti del pubblico, opera sia per le negoziazioni nei mercati regolamentati sia per quelle compiute al di fuori di essi ed aventi ad oggetto strumenti finanziari non quotati. È rimesso alla Consob il potere di disciplinare in via regolamentare le ipotesi in cui la negoziazione di strumenti finanziari trattati nei mercati regolamentati debba essere concentrata negli stessi. Con Regolamento 1° luglio 1998 n. 11552, tale autorità ha stabilito che l’esecuzione degli ordini di negoziazione da parte degli operatori autorizzati deve avvenire alle migliori condizioni possibili, con riferimento ai prezzi pagati o ricevuti e agli altri oneri direttamente o indirettamente sostenuti dall’investitore. Qualora la negoziazione sia avvenuta in un mercato regolamentato tali condizioni si considerano automaticamente soddisfatte con conseguente liberazione dell’intermediario dall’onere di provarne l’osservanza.

  • NEGOZIAZIONE PER CONTO PROPRIO

    La Direttiva 2004/39/CE definisce "negoziazione per conto proprio" la contrattazione "...ai fini della conclusione di operazioni riguardanti uno o più strumenti finanziari nelle quali il negoziatore impegna posizioni proprie" (articolo 4, comma 1, numero 6). Così l’articolo 1, comma 5-bis del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n°58 (Testo Unico della Finanza): "Per negoziazione per conto proprio si intende l’attività di acquisto e vendita di strumenti finanziari, in contropartita diretta e in relazione a ordini dei clienti, nonché l’attività di market maker".

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  • NEGOZIAZIONI ALLE GRIDA

    Contrattazioni svolte nella borsa valori da intermediari iscritti in albi speciali. Tali operazioni venivano così denominate in quanto gli operatori facevano ad alta voce le richieste di acquisto e di vendita, in una porzione dei locali della borsa detta corbeille. A partire dalla l. 2.1.1991 n. 1 questo sistema è stato progressivamente sostituito dal sistema telematico di negoziazione (borsa telematica) ed è cessato totalmente all’inizio del 1996.

  • NEGOZIO FIDUCIARIO

    Negozio di alienazione in seguito al quale l’acquirente si obbliga ad esercitare il diritto acquistato (in particolare, a ritrasferirlo) con le modalità concordate con l’alienante. Esempi risalenti al diritto romano sono la fiducia cum amico e la fiducia cum creditore. Nel primo caso un soggetto trasferisce (per i motivi più vari) dei beni ad una persona di sua fiducia perché li gestisca in un certo modo e glieli restituisca in seguito. Nel secondo caso il trasferimento viene fatto al proprio creditore a scopo di garanzia, con l’intesa che i beni verranno restituiti una volta estinto il debito. Il codice civile non prevede queste due ipotesi (ritenute comunque per lo più lecite nell’ambito dell’autonomia privata) ma un’altra ipotesi in materia di testamento. Si ha, infatti, una disposizione fiduciaria quando il testatore richiede all’erede o al legatario di trasferire i beni ereditari ad un terzo. Costui non può agire in giudizio per ottenere i beni, ma la persona indicata nel testamento, se ha spontaneamente trasferito i beni al soggetto voluto dal testatore ed è persona capace di agire, non può agire per riottenerli. I negozi fiduciari hanno oggi molta importanza per il diffondersi delle c.d. società fiduciarie (v. società fiduciaria).

  • NEGOZIO GIURIDICO

    Dichiarazione di volontà con la quale si enuncia il risultato economico- sociale perseguito (c.d. intento empirico) ed alla quale l’ordinamento ricollega effetti giuridici conformi al risultato voluto - se meritevole di tutela -. Frutto di un’elaborazione della dottrina civilistica tedesca del secolo scorso, il negozio giuridico non viene espressamente contemplato dal codice civile, il qualenon conosce neppure l’espressione, ma si limita a disciplinare singole figure negoziali, la più importante delle quali è il contratto (altre figure specificatamente disciplinate dal codice sono il matrimonio ed il testamento). Peraltro l’art. 1324 c.c. specifica che, salvo diverse disposizioni di legge, le norme che regolano i contratti si osservano, in quanto compatibili, per gli atti unilaterali tra vivi aventi contenuto patrimoniale: il che rende la disciplina dei contratti tendenzialmente applicabile a tutti gli altri negozi inter vivos a contenuto patrimoniale. Se si perfeziona con la dichiarazione di una sola parte, il negozio viene detto unilaterale: diversamente, si parlerà, a seconda dei casi, di negozi bilaterali o plurilaterali. Il negozio unilaterale può essere recettizio, se per produrre effetti la manifestazione di volontà deve pervenire a conoscenza di un determinato destinatario, e non recettizio, se l’effetto si realizza appena la volontà risulti comunque esteriorizzata. I negozi giuridici si dividono pure in negozi mortis causa (testamento), se i relativi effetti presuppongono la morte di una persona, e negozi inter vivos, se si prescinde da tale presupposto. Tra questi ultimi si distinguono i negozi di diritto familiare (p.e., il matrimonio) e quelli patrimoniali. Gli elementi costitutivi del negozio possono essere essenziali, senza i quali il negozio è nullo, od accidentali, quando le parti sono libere di apporli o meno (in quest’ultimo caso, però, una volta apposti, essi vengono ad incidere sulla validità e, quindi, sugli effetti del negozio). Gli elementi essenziali sono la volontà, la causa, l’oggetto e la forma (se prescritta dalla legge sotto pena di nullità). Elementi accidentali generali, invece, sono la condizione, il termine ed il modo.

  • NET ASSET VALUE

    Acr.: NAV. Lett.: valore netto delle attività. Valore attribuito al patrimonio netto di un’azienda. Se una società quotata ha un NAV superiore alla capitalizzazione di borsa, la società è sottovalutata. Le ragioni possono essere il timore di perdite future, la bassa redditività, o semplicemente la bassa liquidità dei titoli. Il NAV è solitamente il valore contabile e dividendo il NAV per il numero di azioni si ha il valore contabile di una azione (che è detto anche net asset worth).

  • NET PRESENT VALUE RATIO

    Acr.: NPVR. Con l’aumentare del divario degli investimenti richiesti dai vari progetti l’evidenza della comparazione del metodo del valore attuale netto si oscura ed è necessario ricorrere a indici che restituiscano la commisurabilità dei rendimenti. Il miglior indice appare essere il net present value ratio (NPVR), che si esprime come quoziente tra VAN e valore attuale degli investimenti (VAI; PVI nell’uso americano). L’indice così ottenuto è un numero assoluto utile a confrontare sia versioni di un medesimo progetto da realizzare con maggiore o minor ricorso all’indebitamento, a confronto con la soluzione del finanziamento per intero con mezzi propri, sia progetti che richiedano volumi di investimento diversi o abbiano un grado di intensità di capitale differente.

  • NETTING

    Sistemi di compensazione internazionale, relativi alla gestione di pagamenti o titoli denominati in valuta diversa da quella nazionale. Nei sistemi dei pagamenti internazionali, i rapporti di debito o credito interbancari sono compensati e il saldo netto viene regolato in moneta, secondo gli accordi bilaterali, attraverso la variazione di conti di deposito accesi presso banche operanti nei paesi di emissione della valuta di denominazione. Queste banche, dette banche corrispondenti, provvedono a loro volta a regolare le proprie posizioni sui conti detenuti presso la banca centrale nei sistemi nazionali di appartenenza. Grazie a tali procedure si realizza una trasformazione dei pagamenti internazionali in pagamenti nazionali, tra banche operanti all’interno dello stesso paese. Il principio alla base di qualsiasi sistema di netting è semplice: due o più controparti si accordano sull’esecuzione di un solo pagamento netto, in un momento prefissato, a compensazione di una serie di debiti e crediti che giungono a scadenza in una stessa data e valuta. Il netting può essere applicato sia alle operazioni in cambi, a pronti o a termine, che alle obbligazioni scaturenti da operazioni di pagamento internazionale o da una pluralità di operazioni finanziarie. Si distinguono, in particolare, due diversi tipi di netting: il netting di posizioni (o di pagamenti) e il netting per novazione (o di obbligazioni).

    1. Netting di posizioni (o di pagamenti). Consiste in una forma di compensazione con la quale due banche, grazie ad un accordo concluso a livello informale ovvero esplicitato in un apposito contratto, stabiliscono di effettuare un solo pagamento netto tra di loro, per ogni divisa e ad ogni data prestabilita. L’accesso a tale sistema di netting consente di godere di alcuni vantaggi a livello operativo, dovuti alla riduzione sia del numero di messaggi concernenti le istruzioni di pagamento, sia dell’ammontare dei fondi necessari per regolare il complesso delle transazioni. Ciò comporta un abbattimento dei costi di transazione (costi di trasmissione e gestione) e una riduzione dei costi opportunità relativi alla costituzione di riserve liquide per il regolamento delle obbligazioni, unitamente alla diminuzione delle possibilità di errori da parte dei corrispondenti. Il rischio di credito fra le parti, tuttavia, rimane invariato, posto che da unpunto di vista giuridico il netting di posizioni non implica alcun mutamento nelle obbligazioni contrattuali dei contraenti.

    2. Netting per novazione. Giuridicamente diverso dal netting di posizioni è il netting per novazione. Con la procedura di novazione, svolgentesi in ogni giorno di compensazione, l’obbligazione scaturente da ogni nuova transazione effettuata tra le due parti viene infatti compensata con l’obbligazione nella stessa valuta di riferimento e con la stessa data di regolamento futuro. La novazione estingue, quindi, ogni tipo di obbligazione nel momento in cui questa viene compensata. Il processo di novazione può ripetersi fino all’orario di chiusura delle contrattazioni relativo alla data di regolamento stabilita, dopodiché la parte a debito procede all’invio alla banca corrispondente delle istruzioni di regolamento relative all’ammontare netto finale. La novazione, oltre ai vantaggi operativi tipici del netting di posizioni, comporta anche una serie di vantaggi in termini di riduzione del rischio di credito. Il contratto netto novato, infatti, si sostituisce agli originari contratti lordi in modo che questi ultimi non possano essere impugnati selettivamente da un eventuale curatore fallimentare di una controparte liquidata. Ne deriva che l’esposizione al rischio di credito con la singola controparte si riduce da un importo lordo ad uno netto. Tale riduzione è però effettiva solo se l’accordo di netting risulta valido legalmente in entrambi i paesi di residenza delle controparti.

  • NETTISTI

    Termine di gergo degli operatori fi- nanziari in relazione col diverso trattamento fiscali dei redditi di capitale a seconda dei soggetti. Sono nettisti i soggetti per i quali la ritenuta per imposta sostitutiva del 12,5% (se i titoli hanno scadenza superiore a 18 mesi) o del 27% (scadenza meno di 18 mesi) avviene in via definitiva, trattenuta direttamente dalle banche o dagli altri intermediari che intervengono nel pagamento delle cedole o nella negoziazione dei titoli. I nettisti percepiscono perciò gli interessi e gli altri frutti su titoli di Stato, obbligazioni ecc. di società quotate al netto della ritenuta e non devono inserire i relativi redditi relativi nella dichiarazione dei redditi. Sono nettisti le persone fisiche, i fondi pensione, i fondi comuni di investimento immobiliare, gli enti non commerciali (privati e pubblici, compresi Comuni, Province ecc.), le società semplici, le società di fatto, le associazioni senza personalità giuridica costituite da persone fisiche (p.e. studi professionali), residenti nel territorio dello Stato. I soggetti ai quali non si applica questo trattamento sono detti lordisti (q.v.).

  • NETWORK BANCARIO

    Il termine, già usato per definire reti di comunicazioni o di distribuzione di servizi, è stato recentemente adottato per identificare una particolare struttura di gruppo di banche regionali o locali. La struttura si configura con l’accentramento in una sede centrale di alcune funzioni strategiche da svolgere nell’interesse comune delle banche aderenti, quali: disegno e progettazione di nuovi prodotti, pianificazione strategica, tesoreria centrale, relazioni con l’estero, elaborazione dati. Le banche aderenti mantengono la loro indipendenza istituzionale e la loro specifica identità sul mercato, operando come reti di distribuzione di prodotti e servizi propri o realizzati in comune dalla struttura centrale del network. La struttura di network nasce in un contesta di mercato caratterizzato da elevata competitività, dalla riduzione dei margini unitari di profitto, dalla tendenza alla diversificazione dell’attività bancaria. In tale contesto essa consente di realizzare economie di scopo o di diversificazione ed economie di scala; di potenziare alcune funzioni strategiche al di là delle capacità delle singole banche; di rappresentare nei rapporti con l’esterno, in particolare con le banche corrispondenti, un’entità di elevate dimensioni, con maggior capacità contrattuale. Tutto ciò, mantenendo i vantaggi del localismo, vale a dire la capacità delle banche locali di servire e interpretare al meglio le esigenze dei rispettivi mercati. La struttura centrale del network può essere costituita come holding alla quale fanno capo società partecipate per lo svolgimento di servizi finanziari e del parabancario, e servizi strumentali. Importanti esempi di banche regionali, organizzate in strutture di network, si hanno soprattutto in Francia e Germania.

  • NETWORK DELLA MICROFINANZA

    Acr.: MFN … Associazione internazionale dei principali istituti che operano nel settore della microfinanza. Ne fanno parte 34 membri tra banche commerciali e organizzazioni non-governative provenienti da 31 paesi del mondo. L’obiettivo del MFN è quello di rappresentare un modello di best practice per tutte quelle iniziative che mirano a bilanciare pratiche finanziarie con aspetti sociali, oltre a facilitare il flusso di informazioni e lo scambio di esperienze tra i suoi membri. Il Network si propone inoltre di promuovere un approccio double bottom line1 nella determinazione delle performance aziendali all’interno della comunità finanziaria e microfinanziaria mondiale. Fondato nell’aprile del 1993 dai partecipanti ad un incontro sul tema dello sviluppo microimprenditoriale presso la sede di BancoSol in Bolivia, MFN ha attualmente sede a Washington. Tra le attività principali del Network rientra l’organizzazione di una conferenza annuale che rappresenta un’opportunità di apprendimento e di dibattito tra i principali operatori del settore.
    _______________________________________________
    1 Espressione utilizzata in ambito aziendale per indicare una misura alternativa della performance aziendale basata sull’impatto sociale piuttosto che sui risultati fiscali.
    Bibliografia
    MicroFinance Network (1995), Key Issues in Microfinance: Supervision and Regulation, Financing Sources, Expansion of Microfinance Institutions, Conference Report.
    MicroFinance Network (2009), About MFN: Activities and Members, MicroFinance Network website (http://www.mfnetwork.org/).

    © 2009 ASSONEBB

  • NETWORK INFORMATION SYSTEM

    Acr.: NIS. Sistema telematico per la trasmissione delle informazioni societarie costruito dalla Borsa Italiana spa e realizzato nel 2000, avvalendosi della facoltà delle società di gestione dei mercati di predisporre modalità agevolate per l’assolvimento degli obblighi di comunicazione da parte delle società quotate. Il sistema ha per obiettivo di migliorare la comunicazione delle informazioni societarie da parte delle società quotate verso Consob, la stessa Borsa Italiana spa e le agenzie di stampa. Il NIS permette di semplificare gli adempimenti utilizzando il supporto elettronico in luogo di quello cartaceo e consentendo alle società di compiere una sola comunicazione telematica aBorsa Italiana spa che può essere consultata con accesso diretto da Consob. Inoltre i fatti rilevanti che richiedono di essere diffusi tempestivamente tra il pubblico sono girate alle agenzie di stampa connesse al NIS automaticamente al ricevimento della comunicazione da parte della società. Sono così eliminate le molte spedizioni di fax e di documenti cartacei ai destinatari delle informazioni. Tutti comunicati sono archiviati dal NIS e pubblicati quotidianamente sul sito Internet della Borsa.

  • NEUER MARKT

    Segmento della borsa di Francoforte, la principale borsa tedesca, specializzato in azioni di società in forte crescita, avviato il 10 marzo 1997. Il Neuer Markt rappresentava il mercato principale mercato europeo continentale per numero di società quotate e per capitalizzazione complessiva. È stato il più colpito dalla bolla speculativa delle dot com tra il 200 e il 2002. Raggiunta la massima espansione con quasi 350 società quotate, a dire il vero più high-tech che pure dot com, è stato chiuso a fine 2003 tra scandali e processi penali.

  • NEUTRALITÀ DELLA MONETA

    Concetto fondamentale per la politica economica che esprime il principio per cui nel lungo periodo i cambiamenti di offerta di moneta portano solo a mutamenti nel valore nominale delle variabili, non in quello reale. Di conseguenza le iniezioni di nuova moneta nel sistema economico non hanno effetti di lungo periodo su variabili quali il prodotto lordo reale, la disoccupazione e i tassi di interesse reali.

  • NEW ECONOMY (Enciclopedia)

    Abstract

    New Economy è un’espressione nata negli anni novanta per descrivere il risultato di un processo di sviluppo che ha sancito il passaggio, nei paesi occidentali, da un patrimonio industriale/produttivo basato su un’economia di produzione a un settore dei servizi basato principalmente su asset immateriali, quali il talento e le idee innovatrici. Persone brillanti e qualificate e un sempre più spiccato spirito imprenditoriale si sono dunque configurati, nel corso degli anni, come gli elementi più rilevanti per il successo della New Economy.

    Descrizione

    Per comprendere a fondo cosa si intende per New Economy è importante, per prima cosa, analizzare in che modo essa si differenzia dalla cosiddetta Old Economy.

    Nella Old Economy crescita e sviluppo erano trainati da compagnie industriali con gran disponibilità di macchinari di produzione. Il settore economico di una determinata area veniva definito sulla base della sua struttura industriale e della sua abilità di accumulare “vecchio capitale” (macchinari, attrezzature, terra, capacità di credito, ecc.). A causa delle enormi spese di capitale e dello sviluppo di piani di lungo periodo per la costruzione di depositi industriali, le comunità mantenevano per lungo tempo, ogni tipo di attività economica che avevano senza effettuare innovazioni. Inoltre, nella Old Economy, erano spesso le persone, in gran parte operai, ad abbandonare le proprie case e le proprie aspirazioni per inseguire i posti di lavoro.

    I mercati del lavoro erano per lo più regionali, come pure la competizione fra comunità. Le persone di talento piegavano le proprie esigenze ai bisogni della regione e pertanto anche il mercato dei talenti presentava un carattere regionale.

    Con l’avvento della New Economy negli anni novanta il paradigma della Old Economy viene completamente rivisto. Con la diffusione della crescita economica e della prosperità il talento prende il posto degli impianti di produzione come asset economico di fondamentale importanza.

    Sono ora le persone di talento a creare posti di lavoro, piuttosto che piegarsi alle esigenze produttive del luogo. Le ragioni che le inducono a stabilirsi in una determinata area sono di vario genere e non riguardano, come in passato, la disponibilità di lavoro, ma una molteplicità di altri fattori come:

    - la qualità della vita,
    - l’accesso ai servizi,
    - le opportunità ricreative,
    - la presenza di comunità compatte che propongono una vita attiva,
    - la disponibilità di sentieri, piste ciclabili, parchi urbani,
    - la vicinanza di luoghi di intrattenimento per il lavoro,
    - la presenza di altre persone di talento,
    - un ambiente che promuova l'innovazione, la tolleranza e la diversità,
    - l'accesso alle università e alle opportunità di transito che non richiedano necessariamente l’automobile.

    Il successo della Old Economy si era sviluppato nei luoghi in cui era conveniente investire tenendo conto dei bassi costi di produzione e dei vantaggi competitivi propri del territorio (come ad esempio alcune risorse o competenze). Ora è una maggiore qualità della vita e l’importanza dei servizi offerti, fattori prima troppo onerosi per essere presi in considerazione dalla maggior parte delle aziende, a determinare gli investimenti.

    Si sviluppa, inoltre, rispetto al passato, una maggiore sensibilità per uno stile di vita sostenibile a livello ambientale, orientato alla promozione della giustizia sociale.

    Pertanto, nella New Economy, lo sviluppo economico non viene più visto come un ostacolo alle risorse esauribili e alla giustizia sociale, ma in coerenza con la cultura della sostenibilità.

    Con la nascita della New Economy si abbattono le barriere regionali e nazionali e si passa al riconoscimento della concorrenza economica e del successo a livello globale.

    L’avvento della Globalizzazione modifica completamente lo scenario economico internazionale consentendo una rapida comunicazione attraverso distanze prima difficilmente raggiungibili. Per l'esecuzione delle transazioni internazionali una volta venivano impiegate settimane, se non mesi, mentre ora bastano pochi secondi. Con la nascita del Web infinite fonti di informazione vengono concentrate in un’unica rete accessibile a tutti. Si da avvio alla delocalizzazione produttiva, in tal modo, paesi con un basso costo del lavoro e scarsa regolamentazione cominciano a realizzare prodotti e a distribuirli ai mercati internazionali, a costi molto più contenuti rispetto ai paesi più industrializzati. La disponibilità di investimenti e di capitale è ormai globale. La globalizzazione dell'economia, grazie ai progressi nella comunicazione e nella tecnologia, ha creato, per analogia, un "Mondo sempre più piatto" - come affermato dal giornalista del New York Times Thomas L. Friedman nel 2005 - cambiando radicalmente non solo i luoghi in cui si trova lavoro, ma anche il tipo di lavoro che viene svolto.

    La produzione industriale e la forza lavoro, punto fermo della Old Economy, non sono più così rilevanti. La produzione e il lavoro di ingegneria fatto in precedenza negli Stati Uniti o in Europa, viene ora svolto in Cina e in India. Si acquista sempre più la consapevolezza che nessun paese può prescindere dal mercato internazionale producendo solo per l'economia nazionale. Nei paesi sviluppati, il passaggio alla nuova economia punta dunque sull'innovazione, e si fa sempre più alta la domanda di lavoratori qualificati. Persone di talento, nuovi progressi intellettuali e imprenditorialità rappresentano, pertanto, i principali elementi per il successo nella New Economy.

    New Economy e Produttività

    La New Economy può essere, dunque, intesa come l’insieme dei fattori che imprimono allo sviluppo e alla produttività un nuovo e più elevato impulso rispetto a quello presente nella Old Economy creando così i presupposti per l’affermarsi di una crescita reale permanente.

    Alcuni studiosi ampliano questa caratteristica e ne aggiungono altre tra cui:
    - La trasformazione della presenza dello Stato nell’economia da giocatore ad arbitro;
    - L’ascesa delle NGO - Non Governative Organizations - o organizzazioni non governative;
    - Il processo di globalizzazione;
    - La crescente diffusione di financial innovation sui mercati finanziari e monetari mondiali.

    Tutto ciò è stato indicato dall’economista Paolo Savona come effetto LISCA … dalle iniziali delle parole inglesi Liberalization, Internationalization, Securitization, Computerization e Apolitiazation - e per giunta rafforzato dagli sviluppi delle ICT (Innovation and Communication Technology), delle nano e biotecnologie, della genetica.

    La New Economy e la Globalizzazione sono dunque il risultato del cosiddetto “Effetto Lisca”, ossia dell’insieme degli impulsi trasmessi dalla liberalizzazione dei mercati, dall’internazionalizzazione dell’attività economica e dalla mondializzazione delle scelte, dalla securitizzazione della proprietà e dalla finanziarizzazione dell’economia, dall’informatizzazione dei processi e dall’apoliticizzazione, o minor dose di intervento pubblico rispetto al passato che sancisce l’arretramento dello Stato in qualità di diretto operatore.

    Si può, pertanto, affermare che la New Economy racchiude in sé l’insieme delle nuove conquiste tecnologiche e dei nuovi assetti istituzionali che incrementano la produttività.

    L’importanza del luogo

    La New Economy ha trovato terreno fertile in luoghi ricchi di persone di talento in cui vengono generate rapidamente nuove idee. Non si tratta più di attrarre aziende, ma di attrarre persone brillanti. La qualità della vita, come abbiamo accennato, inizia a rivestire un ruolo cruciale. Le aree in cerca di prosperità economica si concentrano sulla creazione di un clima innovativo che consenta partnership produttive e attragga il talento, invece di concentrarsi sulla produzione di merci che quasi ogni paese è in grado di fornire. Nella New Economy, per avere successo i paesi imparano ad adattarsi e, piuttosto che trarre benefici da uno sviluppo economico trainato dal Governo, come nella Old Economy, danno avvio a partnership tra i vari settori economico, governativo e no profit.

    Le principali differenze tra la Old e la New Economy sono riassunte nella tabella 1 e mettono in evidenza la nascita di una nuova mentalità per la promozione della crescita e della prosperità. Le piccole imprese basate su personale altamente qualificato rappresentano ora, al posto delle grandi società, il motore della crescita economica. La produzione personalizzata sta sostituendo quella di massa per sostenere il mercato e la comunità locale. Un ambiente dinamico risulta più attraente per i lavoratori qualificati rispetto all'ambiente rigido dominato dai vecchi impianti di produzione.

    Infine, l'innovazione e la diffusione di know-how diventano risorse cruciali per il raggiungimento del successo e della prosperità.

    Abbiamo visto come la formula per il successo della New Economy si focalizzi, prima di tutto, sulla volontà di investire in persone qualificate ed attrarre talenti. I giovani talenti portano, infatti, nuove idee e promuovono l'innovazione e sono, più di ogni altro, in grado di decidere, sulla base dei servizi forniti dai vari paesi, dove impiegare al meglio le proprie competenze. Le comunità impegnate nello sviluppo di questo nuovo tipo di economia iniziano a comprendere che può esservi prosperità solo se si crea il giusto mix fra sviluppo economico e strategie politico-territoriali.

    Crescita Strategica e Sviluppo Economico

    Nella New Economy, le comunità crescono sfruttando le proprie risorse che derivano in gran parte dal territorio e da personale qualificato. Altre risorse utilizzate per creare strategie efficaci per il reclutamento delle persone dotate di talento e creatività sono:

    - la tecnologia,
    - l'innovazione,
    - le università,
    - sviluppo di parchi e sentieri,
    - servizi di intrattenimento,
    - l’utilizzo della terra,
    - il raggruppamento di luoghi e attività storiche e culturali,
    - la gestione delle immagini,
    - l’accesso ai servizi,
    - design accattivante.

    Individuare le aree economicamente rilevanti diviene fondamentale per avere successo nella New Economy. Rintracciare attività economiche tra loro simili facilita lo spostamento del personale qualificato tra i posti di lavoro e in secondo luogo, facilita l’assunzione di persone di talento da parte dei datori di lavoro.

    Questa è, dunque, una strategia importante per promuovere la sinergia, l'interdipendenza, la sana competizione e il trasferimento di conoscenza.

    Dal momento che i giovani talenti richiesti nella New Economy tengono in alta considerazione la qualità del luogo di lavoro, le strategie volte al miglioramento del territorio sono la chiave per attrarre queste persone verso una città o una regione. Le strategie di utilizzo del territorio insieme agli altri fattori volti all’incremento della qualità della vita hanno sostituito impianti, attrezzature, capitali e competenze di base in qualità di propulsori di sviluppo e crescita.

    I Dieci Principi di Crescita Intelligente

    Come abbiamo più volte sottolineato, nella New Economy il ruolo rivestito dai luoghi di lavoro è assolutamente fondamentale per le comunità che vogliono avere successo. Questo comporta la creazione di un ambiente che promuova la crescita privilegiando le persone di talento e le partnership innovative. A tal proposito, vengono adottate determinate strategie per lo sfruttamento del territorio, fondate sui principi di "Crescita Intelligente" grazie alle quali la comunità è messa nelle condizioni di fornire ai propri cittadini una varietà di opzioni, di essere adattabile al cambiamento, e di divenire così sempre più sostenibile. La Crescita Intelligente fa, dunque, riferimento ad un insieme di principi sullo sviluppo e l’uso del territorio volti a migliorare la qualità della vita, preservare l'ambiente naturale, e risparmiare capitale per il futuro.

    In base a questi principi:
    1. La terra deve essere soggetta a usi misti. Ogni quartiere deve avere un insieme di case, di negozi al dettaglio, di imprese e di opportunità ricreative.
    2. Bisogna costruire quartieri ben progettati. I residenti devono poter scegliere di vivere, lavorare, fare shopping e giocare nelle immediate vicinanze, mentre le persone devono poter accedere facilmente alle attività quotidiane. Devono essere supportate le imprese locali.
    3. Devono essere assicurati diversi mezzi di trasporto. I quartieri devono avere un'infrastruttura sicura per permettere ai cittadini di muoversi a piedi e in bicicletta, oltre che in auto.
    4. Devono essere create diverse opportunità abitative. Le persone devono potersi permettere una casa nel quartiere che più preferiscono a prescindere dall’età e dal livello di reddito.
    5. E’ necessario incoraggiare la crescita delle comunità esistenti. Gli investimenti in infrastrutture (come strade e scuole) devono essere utilizzati in modo efficiente.
    6. Bisogna preservare gli spazi aperti, le bellezze naturali e le aree ecologicamente più sensibili. Lo sviluppo deve rispettare le caratteristiche proprie del paesaggio naturale ed avere alto valore estetico, ambientale e finanziario.
    7. E’ fondamentale la tutela e la valorizzazione dei terreni agricoli.
    8. Devono essere utilizzate infrastrutture più funzionali e meno costose. La bioedilizia può infatti incidere positivamente sui costi e sull'ambiente nel lungo periodo.
    9. Deve essere favorita un’unica identità di quartiere.
    10. Bisogna favorire l’impegno da parte dei cittadini. Cittadini impegnati in maniera attiva nella comunità sono in grado di prendere parte al processo decisionale.

    Tali principi, alla base della New Economy, mirano in sostanza a garantire che la crescita sia fiscalmente, ecologicamente e socialmente responsabile e valorizzi sempre di più i legami tra lo sviluppo economico e la qualità della vita.

    Bibliografia

    Adelaja S., J. L. Hannah (2007), Comparison of the Old Economy to the New Economy, Michigan, FAICP.
    Atkinson R.D., R. H. Court (1998), The New Economy Index: Understanding America’s Economic Transformation, Washington DC, Progressive Policy Institute.
    Porter M. (2002), Clusters and the New Economics of Competition, Cambridge, Harvard Business School Press.
    Samuelson P, H. R. Varian (2001), The “New Economy” and Information Technology Policy, Berkley, University of California Press. http://people.ischool.berkeley.edu/~pam/papers/infopolicy
    Savona.P (2002), Politica Economica e New Economy, Milano, McGraw-Hill

    Redattore: Francesca BERTI

  • NEW EUROCOIN

    Il New Eurocoin (€-coin) è una misura sintetica e tempestiva dello stato della congiuntura nell’area euro, nato sulla base dell’esperienza maturata con Eurocoin, l’indicatore del ciclo economico dell’area dell’euro elaborato nella Banca d’Italia in collaborazione con il CEPR sin dal 2002. L’indicatore New Eurocoin fornisce una stima mensile della crescita del PIL depurata dalle componenti erratiche di breve periodo. Si tratta dunque di un indicatore affidabile sull’andamento del ciclo economico utile ai fini delle indicazioni di politica economica. Esso viene costruito mediante l’utilizzo di un’ampia banca dati che permette di cogliere movimenti di medio - lungo periodo del PIL. La stima in tempo reale del tasso di crescita di medio - lungo periodo del PIL è effettuata su un numero limitato di fattori comuni a tutte le variabili considerate. L’indicatore è affidabile nell’identificazione dei punti di svolta e fornisce una previsione della dinamica mensile del PIL.

    Fig.1: Stime indicatore Eurocoin

    Fonte: Sito ufficiale Banca d’Italia

    Redattore: Bianca GIANNINI
    © 2011 ASSONEB

  • NEW MIC

    Comparto anonimo garantito del e-MID dove vengono scambiati depositi interbancari garantiti da controparte centrale. Il New MIC, deputato alla negoziazione di depositi su base anonima, garantiti dai rischi di credito, con durata da un giorno a un anno, è attivo dall’11 ottobre 2010.
    Fonte: Banca d'Italia

  • NEW YORK MERCANTILE EXCHANGE - NYMEX

    Rappresenta la maggiore borsa per lo scambio dei titoli azionari rappresentativi del mercato delle materie prime, dei metalli preziosi e dei prodotti energetici. Il NYMEX e’ la borsa valori in cui si scambiano contratti derivati di tipo future e opzioni relativi al crude oil, il heating oil, il New York Harbor gasoline, il gas naturale, l’elettricità, il platino e il palladio; mentre l’oro, l’argento, l’alluminio e il rame vengono trattati all’interno del COMEX (divisione del NYMEX). Tali contrattazioni avvengono tramite il CME Globex® electronic trading system e il NYMEX ClearPort®. La borsa è attiva da più di 135 anni e ogni giorno centinaia di migliaia di transazioni, in più di 400 mercati energetici, vengono trattate attraverso il sistema di contrattazione NYMEX ClearPort®. Le transazioni sono gestite da una cassa di compensazione che agisce come controparte in ogni scambio. Tale mercato fu il primo a sperimentare lo sviluppo di future energetici e contratti di opzione nel 1978. Le contrattazioni avvengono tra le 7.00 PM di domenica alle 2.30 PM di venerdì con 45 minuti di pausa tra le 2.30 PM e le 3.15 PM.

    © 2009 ASSONEBB

  • NEWCO

    Abbr. di new company. Termine generico per qualunque nuova società (anche per le start-up company) talvolta usato anche nella “ditta” (la denominazione di una società), come è per la NewCo Emilia, che nell’ottobre 2004 ha aggregato le aziende municipalizzate di Parma, Modena, Reggio e Piacenza e come era per la NewCo28, società quotata che nel 2003 ha incorporato Autostrade S.p.A., assumendone la denominazione.

  • NEXI

    NEXT GENERATIONS OF PAYMENTS

    Società di nata nel 2017 dall'esperienza e dalla storia di CartaSi e Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane - ICBPI.

    "Vogliamo cambiare il modo in cui le Persone e le Aziende pagano ed incassano ogni giorno.
    Renderemo digitali tutti i pagamenti, perché siano più semplici, veloci e sicuri.

    Per questo ci impegniamo insieme alle nostre Banche Partner ad offrire soluzioni di qualità per i pagamenti digitali e l’accettazione, che siano innovative, semplici e sicure per Persone, Aziende e Pubblica Amministrazione. Lavoriamo ogni giorno con impegno e passione a fianco delle nostre Banche Partner. Ci impegniamo insieme a loro a diffondere le innovazioni il più possibile nel nostro Paese, per contribuire alla sua modernizzazione.

    Vogliamo diventare un’Azienda eccellente, italiana ma con un profilo internazionale, che investe costantemente in tecnologia e qualità, sempre orientata all’innovazione e ai Clienti. Lo faremo grazie all’impegno, alle competenze e alla passione delle nostre persone.
    Per questo saremo riconosciuti come il Campione dei pagamenti digitali nel nostro Paese."

    Link: https://www.nexi.it/

  • NICKEL

    Detto in it. anche nichel (e nichelio durante il periodo fascista). Metallo bianco, malleabile, inalterabile all’aria e poco attaccato dagli acidi (con l’eccezione dell’acido nitrico), il che lo fa considerare quasi nobile. Ha parecchi impieghi industriali nella copertura protettiva di altri metalli e in leghe speciali di notevole valore (alpacca, costantana, argentana, monel, acciai inossidabili). Tutto ciò gli attribuisce una qualche preziosità che lo ha reso appropriato alla coniazione di monete divisionarie (v. moneta divisionaria) di fascia alta. In Italia, da solo è stato utilizzato nella monetazione dal 1912 al 1940 (20 e 50 centesimi, 2 e 5 lire) e come componente il bronzital, lega in cui è presente al 2& insieme al rame (82%) e all’alluminio (16%).

  • NIE

    Acr. di: Newly Industrializing Economies (it. Paesi di recente industrializzazione). Denominazione dei Paesi che, un tempo sottosviluppati, hanno avuto un forte sviluppo industriale. Solitamente sono detti così i Four Dragons (Hong Kong, Corea del sud, Singapore, Taiwan) e il Brasile. Talvolta sono state denominate anche advanced developing countries.

  • NIF

    Acr. di: Notes Issuance Facility. Particolare forma tecnica di back-up facility consistente nell’impegno da parte di una banca, ma più frequentemente di un gruppo di banche, a curare tramite la propria organizzazione il collocamento dei titoli emessi da un cliente (tipicamente notes e commercial paper) e a sottoscrivere i titoli eventualmente non collocati sul mercato sia in sede di prima emissione, sia in sede di rinnovo dell’emissione originaria. Si tratta quindi di un accordo-ombrello con il quale la banca fornisce alla società emittente un back-up per le emissioni di strumenti mobiliari normalmente sottoscritte da investitori privati o istituzionali, che si caratterizza per l’estrema flessibilità delle condizioni specificate nel relativo contratto, a grandi linee paragonabili alla prestazione offerta nei consorzi di collocamento di titoli (v. sindacato finanziario). Come in questi ultimi, infatti, la NIF rappresenta una garanzia per il futuro debitore, che viene “accompagnato” sul mercato dalle banche, presentato ai potenziali acquirenti dei titoli ed assicurato del classamento di questi ultimi. Formalmente, però, non esiste alcun accordo tra banche ed emittente per eventuali acquisti a fermo della carta commerciale, che potrebbe pertanto restare senza copertura. Quasi sempre, tuttavia, le banche acquistano in proprio almeno parte dei titoli, per inserirli in portafoglio o per rivenderli successivamente a terzi, alle condizioni di mercato correnti in funzione della specifica situazione di liquidità. L’emittente, in questo caso, non può stabilire con assoluta certezza, o almeno con il margine di approssimazione consentito p.e. dalla RUF, il costo della raccolta di fondi. La formula la della NIF è quindi adatta soprattutto per imprese di elevatissimo standing finanziario e reddituale, che chiedono solo agli intermediari di facilitare uno sbocciò sul mercato e non di crearlo o di garantir lo. Una volta che i titoli siano sottoscritti; regolarmente dagli investitori interessa ti, l’impegno degli istituti di credito si estingue e non esiste alcun obbligo né garanzia nei confronti del portatore fina le né di riacquisto in caso di eventuale immobilizzo. Ciò che contraddistingue le NIF rispetto ai normali consorzi di collocamento è la brevità delle singole scadenze in cui esse si articolano. Le notes hanno infatti durata normalmente trimestrale o semestrale, ma grazie alla NIF possono essere emesse nell’ambito di operazioni rotative fondate su impegni a me-. dio termine (dai 2 ai 5 anni), secondo la durata del contratto. In occasione del rinnovo dell’emissione, le clausole più ricorrenti prevedono molto spesso la facoltà per l’emittente di scegliere la valuta di utilizzo più conveniente, di variare lei scadenze della nuova tranche, di ridurre l’entità globale dell’emissione e di modificarne i termini tecnici al fine di beneficiare dei mutamenti ad esso favorevoli già occorsi o attesi. Pertanto, se l’impegno di firma delle banche si può trasformare in un esborso di cassa, con l’acquisto delle quote di titoli rimaste invendute, l’immobilizzo di fondi è pur sempre di breve durata, potendosi con il ricorso alle clausole suddette rendere più appetibili le notes di nuova emissione. Resta il fatto, comunque, che la disponibilità ad acquistare l’invenduto ha carattere del, tutto sussidiario, in quanto le condizioni. del collocamento devono allinearsi agli standard prevalenti sul mercato affinché le banche garanti accettino di fornire la copertura. Il compenso per queste ultime si compone di una speciale commissione per l’impegno assunto a fermo (underwriting fee), cui va aggiunto un rendimento minimo delle notes acquistate tale da garantire, nel caso di titoli che affluissero al portafoglio di proprietà, almeno il pareggiamento dei costi interbancari di provvista. L’elevata qualità dei prenditori presenti sul mercato delle NIF, molti dei quali sono nomi assolutamente primari se non stati sovrani, ha innescato negli ultimi annidei meccanismi concorrenziali tra gli intermediari che hanno prodotto una sempre maggiore sofisticazione dello schema tipo del finanziamento. È in questo ambito che ha preso vita la tecnica cosiddetta dei tender panels, consistente in una vera e propria asta al ribasso dei rendimenti assicurati agli investitori che vi partecipano. Il livella di equilibrio finale coincide con quello in corrispondenza del quale tutte le notes trovano collocamento e consente al richiedente fondi di ottimizzare le condizioni di distribuzione delle proprie passività: la domanda porta spesso in questi casi a rendimenti (oneri per i debitori) sensibilmente inferiori al LIBOR.

  • NIKKEI

    Abbr. di: Nihon Keizai Shimbun, Inc. Information. Fondata nel 1876, è la principale fonte di informazioni finanziarie del Giappone. Pubblica cinque giornali finanziari: The Nihon Keizai Shimbun, uno dei più grandi del mondo, The Nikkei Industrial Daily (in inglese; in precedenza denominato The Nikkei Weekly), The Nikkei Business Daily, The Nikkei Financial Daily, The Nikkei Marketing Journal. Pubblica inoltre 34 riviste e libri specializzati (tra cui l’annuale Japan Economic Almanac in inglese). E presente nell’e-publishing e nell’electronic data services (anche in inglese con News Telecom/Japan News and Retrieval). Pubblica anche gli indici di borsa Nikkei (q.v.).

  • Nippon Export and Investment Insurance - NEXI

    Istituita nell’aprile 2001 per trasformazione dell’Export, Import and Investment Insurance Department del Ministry of International Trade and Industry giapponese (EID/MITI). È un’agenzia pubblica che presta assicurazioni: a) sulle esportazioni delle imprese giapponesi per perdite causate o da impossibilità di eseguire la consegna dei prodotti per causa di guerra, rivoluzione, restrizioni o proibizione di importazioni da parte del Paese importatore, forza maggiore (calamità naturali ecc.), o fallimento dell’importatore; b) sui crediti concessi da banche commerciali giapponesi a importatore esteri di prodotti giapponesi per perdite dovute alle stesse cause della lettera precedente; c) contro perdite sofferte da un’impresa giapponese, industriale, bancaria o finanziaria, che concede prestiti a lungo termine a uno Stato estero o a un’impresa estera per progetti di sviluppo economico; d) contro perdite dovute all’escussione di garanzie concesse da un’impresa giapponese a una sua filiale estera, a un governo estero, a un’impresa estera qualsiasi; e) assicurazioni contro perdite di filiali o di joint venture operanti all’estero che interrompono l’attività per guerra, rivoluzione o forza maggiore; f) contro perdite incorse in seguito all’acquisto di crediti documentari e simili; g) contro perdite sopportate da una banca giapponese che rilascia garanzie (bid bond e performance bond) per un esportatore giapponese;h) per importazioni prepagate da un importatore giapponese che non riceve i beni entro la data stabilita. Ha sede in Tokyo e ha un capitale di 3,2 miliardi di $ USA. Nell’anno finanziario terminato a fine marzo 2000 sono state prestate garanzie per 86,5 miliardi di $ USA, corrispondenti al 21% dell’export giapponese totale.

  • NIS

    Acr. di: New Indipendent States. (it. Nuovi Stati Indipendenti; fr. Nouveaux Etats Indépendants- NEI) Denominazione impiegata nei documenti comunitari per indicare alcuni dei 13 Stati dell’EECA. L’elenco non appare definito da alcuna parte. La denominazione è riferita particolarmente agli Stati con insediamenti nucleari dell’ex URSS e cioè: Armenia, Kazakhstan, Russia, Ucraina.

  • NO-LOAD

    Fondo comune d’investimento che non prevede l’applicazione dell’usuale commissione di entrata (o di sottoscrizione) ai propri sottoscrittori. Tale opportunità è resa possibile per il fatto che la sottoscrizione delle quote avviene esclusivamente presso il fondo, senza il ricorso ad alcuna struttura esterna di vendita. Un esempio di fondi no-load è normalmente offerto dai fondi monetari (v.fondo di mercato monetario), i quali sono visti dai gestori come strumenti per l’apertura di nuovi conti e per la raccolta di fondi che in seguito il risparmiatore potrà decidere di impegnare informe diverse di investimento, dalle quali le società di gestione potranno incassare maggiori ricavi per commissioni.

  • NOCH

    Varietà di contratti a premio (v.contratti a premio 2) mediante il quale il compratore o il venditore, pagando un premio, si riservala facoltà, rispettivamente, di ritirare (il compratore) o di consegnare (il venditore) una quantità di titoli multipla di quella contrattata. Così, se il premio viene pagato dal compratore (noch per ritirare) egli si riserva la facoltà, nel giorno di risposta premi, di richiedere la consegna dei titoli negoziali, oppure una quantità doppia, tripla ecc.; se invece il premio viene pagato dal venditore (noch per consegnare) costui si riserva la facoltà di consegnare la quantità di titoli negoziata oppure una quantità multipla. Il noch può essere considerato come una compravendita a fermo, cui è collegata una compravendita a premio semplice per le quantità multiple previste. Tale contratto, tipico delle borse tedesche, olandesi e anglosassoni (call of more: noch per ritirare; put of more: noch per consegnare) è caduto da tempo in disuso in Italia, dove veniva denominato anche contratto di aggiunta.

  • NOLEGGIO

    Contratto con il quale l’armatore, in corrispettivo del nolo pattuito, si obbliga a far compiere ad una nave determinata uno o più viaggi prestabiliti, ovvero, entro il periodo di tempo convenuto, i viaggi ordinati dal noleggiatore alle condizioni stabilite dal contratto o dagli usi (art. 384 c. nav.). Il noleggio può essere a tempo (time charter) o a viaggio (voyage charter). Nella prima ipotesi, l’armatore (noleggiante) si impegna, dietro un corrispettivo calcolato in funzione del tempo, ad effettuare tutti i viaggi che il noleggiatore ha la facoltà di ordinare nel periodo di durata del contratto. Nel noleggio a viaggio, invece, il viaggio o i viaggi da compiere sono preventivamente fissati in contratto. Il contratto di noleggio deve essere redatto in forma scritta ed indicare: gli elementi di individuazione, la nazionalità e la portata della nave; i nomi del noleggiante e del noleggiatore; il nome del comandante; l’ammontare del nolo; la durata del contratto o l’indicazione dei viaggi da compiere. La prova scritta nonè richiesta quando la nave ha una stazza lorda non superiore alle 25 tonnellate, se a vela, o alle 10 tonnellate, se a propulsione meccanica. Obbligo principale del noleggiante è quello di mettere la nave in stato di navigabilità e di mantenerla in perfetta efficienza per tutta la durata del contratto sostenendo le spese per l’equipaggio, l’assicurazione, la manutenzione ecc. Il noleggiatore deve provvedere al sostenimento degli oneri strettamente dipendenti dall’impiego della nave (combustibile, acqua e lubrificanti, diritti portuali, di agenzia, di faro, di pilotaggio, commissioni, ancoraggio ecc.). Nei contratti di noleggio stipulati per il trasporto merci trovano accoglimento alcune clausole relative all’utilizzazione della nave, come quelle che riguardano le merci che possono essere trasportate, l’entità del carico e le zone in cui è consentita la navigazione. Il contratto di noleggio fissa anche un termine, a partire dalla stipulazione, entro il quale deve avvenire la consegna della nave, superato, il quale, la parte adempiente ha la possibilità di risolvere il contratto con o senza risarcimento di danni. Nei contratti di noleggio sia a viaggio che a tempo è, di norma, inserita la clausola di cancello, che concede al noleggiatore la facoltà di risolvere il contratto quando, trascorso un determinato tempo (cancelling time), la nave non si è presentata nel porto d’imbarco.

  • NOLO

    Prezzo del trasporto marittimo di merci. La determinazione di tale prezzo e il relativo regolamento, sotto il profilo tecnico, presentano un diverso grado di complessità a seconda che il trasporto avvenga a mezzo di navi specificamente noleggiate o di navi di linea. Nel contratto di trasporto con noleggio di nave, il nolo può essere così determinato: in misura globale (lumpsum), ove manchi la determinazione del carico; in un tasso o rata unitaria di nolo, cioè in un “tanto” per unità di merce imbarcata o resa a destino (l’unità di carico può essere costituita da un’unità di peso, di volume ecc.). In quest’ultimo caso il contratto di noleggio può fissare: un solo nolo unitario per unità di peso; un solo nolo unitario, lasciando al capitano la facoltà di scelta tra l’applicazione del nolo al peso o al volume della merce da trasportare; più noli unitari corrispondenti alle diverse merci ammesse alla caricazione ovvero fissare un solo nolo unitario rapportandolo a misure diverse per ogni merce ammessa. Inoltre, quando al caricatore è riservata la possibilità di stabilire i porti di imbarco e di sbarco in un momento successivo a quello della conclusione del contratto, il nolo può variare, oltre che per il tipo di carico, anche in funzione del porto o dei porti che il caricatore designerà rispettivamente per le operazioni di carico e di scarico. Il calcolo del nolo, nel caso in cui quest’ultimo sia rapportato al peso del:a merce, avviene, quasi sempre, sulla base della quantità sbarcata (resa di bordo). Il regolamento è, di norma, convenuto alla discarica. Si può pattuire che il noleggiante possa richiedere al noleggiatore un anticipo sul nolo (in genere pari ad un terzo del nolo globale) per provvedere alle spese della nave nel porto d’imbarco. Nei contratti di trasporto con navi di linea, il nolo è fissato unilateralmente dalla società di navigazione che gestisce la linea e prende il nome di “tariffa”. La base della tariffa può essere un’unità di peso, di volume o un’unità numerica (collo). Si hanno anche tariffe a forfait o rapportate al valore della merce trasportata. Il nolo è pagato anticipatamente rispetto al trasporto e si intende, generalmente, acquisito dal vettore “ad ogni evento” (p.e., anche in caso di perdita totale della merce).

  • NOMAD

    Acronimo di Nominated Adviser. Ai sensi Regolamento Nominated Advisers dell’AIM Italia del 3 dicembre 2009, il nominated adviser è responsabile per la valutazione dell’appropriatezza di un emittente ai fini della quotazione nell’Alternative Investment Market (AIM). Più in generale il Nomad si occupa di supportare la società nel percorso che la porterà a quotarsi e fornire consulenza specializzata di elevato profilo anche nel periodo successivo all’ammissione all’AIM affinché siano garantite, mediante il rispetto delle regole derivanti dall’essere quotata su AIM Italia e degli obblighi di trasparenza informativa nei confronti degli investitori, la qualità e la reputazione del mercato. I criteri fissati da Borsa Italiana ai fini dell’ammissione al registro dei Nomad sono: essere una società di capitali (le persone fisiche non possono essere nominate adviser) nota al mercato e con adeguata professionalità, che abbia il consiglio d’amministrazione, il collegio sindacale e il bilancio sottoposto al giudizio di una società di revisione; avere esercitato principalmente attività di corporate finance per un periodo adeguato di tempo (di norma pari ad almeno due anni);  avere effettuato un numero adeguato di operazioni rilevanti come ad esempio operazioni di Offerta Pubblica Iniziale (IPO) o Offerta pubblica di Acquisto (OPA); avere un numero di dipendenti sufficiente per svolgere le attività richieste; avere dei key executives dotati di adeguata professionalità, comprovata da un numero di operazioni rilevanti e di un’adeguata competenza tecnica ed una solida comprensione del quadro legale e regolamentare relativo alle attività di corporate finance e pratiche di mercato.
    Redattore: Bianca GIANNINI
    © 2010 ASSONEB

  • NOMINATIVITÀ DEI TITOLI AZIONARI

    Caratteristica dei titoli azionari, i quali, ai sensi del r.d.l. 25.10.1941 n. 1148, sono soggetti all’obbligo dell’intestazione sul documento e sul libro dei soci. Questa disposizione è stata emanata soprattutto ai fini fiscali, dato che la nominatività permette di individuare i proprietari dei titoli, quali percettori di reddito da capitale, da assoggettare alle relative imposte dirette. A norma della l. 29.12.1962 n. 1745, peraltro, la legittimazione a riscuotere i dividendi delle azioni e ad intervenire all’assemblea dei soci spetta al giratario possessore dei titoli, ancorché non iscritto nel libro dei soci, mentre a colui che sia iscritto nel libro non spetta la legittimazione se non sia in grado di esibire o depositare i titoli azionari. Pertanto l’obbligo di nominatività delle azioni viene sostanzialmente reso vano. Le uniche azioni che possono essere al portatore sono le azioni di risparmio e le azioni delle società di investimento a capitale variabile disciplinate, rispettivamente, dagli artt. 145, 3° comma e 45, 4° comma del d.lg. 24,2.1998 n. 58. La possibilità di emettere azioni al portatore previste da leggi regionali in alcune regioni a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Trentino-Alto Adige), per società aventi sede nei rispettivi territori, è venuta meno con la riforma tributaria del 1974 (art. 74 d.p.r. 600/1973) che ne ha imposto la conversione in titoli nominativi.

  • NOMINATIVITÀ DEI TITOLI DI CREDITO

    Intestazione a favore di una determinata persona di un titolo di credito. Essa è contenuta, oltre che nel titolo, nel registro di chi ha emesso il titolo. Il trasferimento del titolo nominativo si attua mediante l’annotazione del nome dell’acquirente sul titolo e nel registro dell’emittente ovvero col rilascio di un nuovo titolo intestato al nuovo titolare, previa annotazione nel registro. Il titolo nominativo può essere trasferito anche mediante girata, che dev’essere autenticata da un notaio o da un agente di cambio e che non ha efficacia nei confronti dell’emittente (ossia conserva un’efficacia limitata ai rapporti tra girante e giratario) fino a che non ne sia fatta annotazione nel registro.

  • NON ACCETTABILE

    Clausola prevista dall’art. 27 l.camb. con cui il traente vieta che la cambiale tratta venga presentata all’accettazio- ne o con cui stabilisce che la presentazione non avvenga prima di un determinato termine. La clausola non è apponibile alla cambiale tratta “a certo tempo vista” (ossia scadente dopo un certo tempo dalla sua presentazione per il pagamento), né alla cambiale pagabile presso un terzo (ossia da persona diversa dal trattario) o in un luogo diverso dalla residenza del trattario (c.d. cambiale domiciliata).

  • NON ALL'ORDINE

    Clausola, prevista dall’art. 15 l.camb. con cui il traente vieta che la cambiale venga trasferita mediante girata, e fa sì che il trasferimento possa avvenire solo nella forma e con gli effetti di un’ordinaria cessione di credito. Il debitore potrà perciò opporre al cessionario le eccezioni già opponibili al cedente e la cessione avrà effetto solo con la notifi cazione al debitore o con l’accettazione di questo.

  • NON PESARE

    Clausola che permette di evitare la pesatura della merce al momento dello sbarco quando il nolo è riferito alla resa di bordo. Nei contratti di trasporto marittimo di merce, il noleggiatore può optare per la non pesatura a destino. In tale caso, il tasso di nolo viene applicato alla quantità imbarcata diminuita di una percentuale convenuta in contratto o stabilita secondo gli usi.

  • NON RESIDENTE

    Persona fisica o giuridica che ha la sua abituale dimora e rispettivamente la sua sede all’estero. In caso di trasferimento di residenza all’estero la prova può essere fornita mediante la dichiarazione fatta ai fini anagrafici al Comune che si abbandona e con l’ulteriore documentazione o altri mezzi richiesti ed ammessi dalla legislazione del paese estero. L’accertamento dello stato di “non residente” rileva soprattutto ai fini delle norme fiscali. Comunque la nozione di “non residente” ai fini fiscali è diversa da quella di “domicilio all’estero” e dall’altra di “cittadino straniero”. Per quanto riguarda la normativa fiscale (v. residenza fiscale), l’art. 3, d.p.r. 22.12.1986 n. 917 dispone che i non residenti sono soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche limitatamente ai redditi prodotti nel territorio dello Stato (art. 20, d.p.r. cit.). Dall’art. 2 si ricava, in via residuale, la nozione di non residente. Infatti, secondo tale norma si considerano residenti, oltre alle persone iscritte nelle anagrafidella popolazione residente, per la maggior parte del periodo di imposta, coloro che hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile. Questa norma è stata modificata con effetto dal 1.1.1999; sulla base della stessa, ora, si considerano residenti nel territorio dello Stato, salvo prova contraria, anche i cittadini italiani cancellati dalle anagrafidella popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle Finanze.

  • NORDIC COUNTRIES

    Dette anche Nordic region, o semplicemente Norden, in italiano traducibile con “Paesi nordici”, è la denominazione dell’area geo-politica dei cinque Stati di Danimarca (comprese le Isole Faroe e la Groenlandia), Finlandia (comprese le Isole Åland), Islanda, Norvegia e Svezia. L’area coperta dalle Nordic Countries è di 3.436.631 km2 con circa 25 milioni di abitanti. Islanda e Norvegia non fanno parte dell’UE, Danimarca e Svezia ne fanno parte, ma non sono entrate nell’area dell’euro. La cooperazione tra questi Paesi ha assunto nei secoli molte forme ed è oggi praticata a diversi livelli tra parlamenti, governi, enti locali ecc. Esistono due organizzazioni a livello governativo: il Nordic Council, costituito nel 1952 e con sede a Stoccolma, punto di incontro per la cooperazione tra i parlamenti e il Nordic Council of Ministers, costituito nel 1972 come organizzazione per la cooperazione delle Nordic Countries. Braccio finanziario delle Nordic Countries è il Nordic Finance Group, composto dalla Nordic Investment Bank, operativa nella dimensione settentrionale dello spazio europeo e nei Paesi dell’OCSE, il Nordic development fund che concede prestiti prevalentemente ai Paesi in via di sviluppo e il Nordic project fund che finanzia le fasi di preinvestimento (p.e. gli studi di fattibilità). Tutti gli interventi devono riguardare iniziative di interesse per i Paesi nordici.

  • NORDIC DEVELOPMENT FUND

    Acr.: NDF (sved.: Nordiska Utvecklingsfonden). Istituto finanziario internazionale multilaterale di sviluppo costituito nel febbraio 1989 dai cinque Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia; v. Nordic Countries) con sede in Helsinki. Esso concede prestiti a lunghissima scadenza a progetti di interesse per i Paesi nordici in Paesi in via di sviluppo, specialmente quelli più poveri, con alta priorità per i progetti che promuovono lo sviluppo economico e sociale. Le operazioni sono finanziate interamen- te con i mezzi proprio somministrati dagli Stati azionisti partecipanti. Il capitale sottoscritto del Fondo ammontava a fine 2000 a SDR 515 milioni (€ 721,3 milioni; Lit. 1.396,7 milioni), versato per il 64,1% e ripartito tra i Danimarca (22,3%), Finlandia (18,8%), Islanda (1,1%), Norvegia (19,7%) e Svezia (38,1%). Nel corso del 2000 il Nordic Council of Ministers (v. Nordic Countries) ha deliberato un aumento del capitale in euro per € 330 milioni (Lit. 639 miliardi) in modo un po’ differente (Danimarca 25%, Finlandia 17,8%, Islanda 1%, Norvegia 22,5% e Svezia 33,7%). L’aumento è destinato all’attività del periodo 2001-2005.

  • NORDIC ENVIRONMENT FINANCE CORPORATION

    Acr.: NEFCO (sved.: Nordiska Miljö}finansieringsbolaget). Società finanziaria internazionale multilaterale costituita nel 1990, al termine della guerra fredda, dai cinque Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia; v. Nordic Countries) con sede in Helsinki. Il suo compito è il finanziamento di progetti di recupero ambientale nei Paesi dell’Europa centrale e orientale con effetti transnazionali benefici anche per i cinque Paesi nordici. La priorità è data ai progetti che gravitanosul Mar Baltico e sul Mare di Barents, gravemente inquinati dalle immissioni provenienti dai Paesi ex comunisti. NEFCO prende parte ai progetti con compartecipazione al capitale di rischio e con prestiti e garanzie coprendo usualmente un 25%-35% del costo totale del progetto (meno per i grandi progetti) con un tetto massimo di circa € 3 milioni. Le operazioni sono fi- nanziate con i mezzi propri somministrati dagli Stati azionisti (NEFCO non accende prestiti). Il capitale sociale di € 40 milioni è stato raddoppiato nel 1996 e risulta versato a fine 2000 per € 74,3 milioni (Lit. 141,9 miliardi). Oltre alle operazioni con i mezzi propri, NEFCO gestisce fiduciariamente per conto dei cinque Paesi nordici il Nordic Environmental development fund avviato in prova per il triennio 1996-1998 e prorogato per altri 5 anni fino al 2003. Il Fondo ha avuto una dotazione di 170 milioni di corone danesi (Lit. 44,2 miliardi) aumentata di altri 40 milioni (Lit. 10,4 miliardi) nel 2001 con quale finanzia progetti di trattamento di rifiuti tossicie di risanamento di aree inquinate negli Stati baltici e in Russia. NEFCO amministra, inoltre, sempre per opere di risanamento ambientale nei Paesi baltici e in Russia,.anche altri fondi, tra cui quote in conto dello strumento PHARE della Comunità europea.

  • NORDIC FINANCE GROUP

    Denominazione (sved: Nordiska finansgruppen) collettiva di quattro istituzioni multilaterali che fanno capo ai 5 Paesi nordici (v. Nordic Countries): Nordic Investment Bank (NIB, costituita nel 1975),Nordic Development Fund (NDF, costituito nel 1989),Nordic Environment Finance Corporation (NEFCO, costituita nel 1990) e Nordic Project Fund (costituito nel 1982). Tutte e quattro hanno sede in Helsinki e sono partecipate dai cinque Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia). Le decisioni dei cinque Paesi sono prese all’interno del Nordic Council of Ministers (v. Nordic Countries). Il Nordic Finance Group finanzia progetti all’interno e all’esterno dei 5 Stati con partecipazioni di capitale, concessione di mutui e garanzie e supporto all’elaborazione dei progetti, il tutto per iniziative di interesse dei Paesi nordici. Il Nordic Finance Group è, in particolare, il braccio finanziario del Nordic Council per gli interventi in favore degli investimenti per il recupero ambientale del territorio dei Paesi baltici e della Russia Nord-occidentale, fonte di forte inquinamento del Mar Baltico e del Mare di Barents e di polluzione atmosferica transfrontaliera. In questo senso il Nordic Finance Group opera anche come gestore fiduciario di fondi messi a disposizione dai Paesi del Nord Council,dalla Comunità europea (programma PHARE), dalla BERD e da singoli Stati.

  • NORDIC INVESTMENT BANK

    Acr.: NIB (sved. Nordiska Investeringsbanken). È stata costituita in base a un accordo internazionale stipulato il 4.12.1975 tra Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia principalmente col sostenere lo sviluppo delle economie nordiche finanziando a lungo termine progetti di investimenti pubblici e privati di interesse dei Paesi nordici e degli altri Paesi che ricevono i prestiti. Sono considerati prioritari, rispetto al finanziamento, gli investimenti che sviluppano la cooperazione economica con i Paesi nordici. La Banca è operativa dal 1°.6.1976. L’accordo del 1975 è stato rinnovato e sostituito da uno successivo del 23.10.1998. NIB fa parte del Nordic Finance Group, insieme alNordic Development Fund, allaNordic Environment Finance Corporation e al Nordic Project Fund e, come tutti questi altri, ha sede a Helsinki e uffici nelle altre capitali degli Stati partecipanti e a Singapore. Essa ha status di banca internazionale multilaterale e missione di rafforzare la cooperazione tra i Paesi nordici (v. Nordic Countries). Il capitale sociale è fissato in € 4 miliardi (Lit. 7.745,1 miliardi) ripartito in base al PIL rispettivo tra Danimarca (22%), Finlandia (19,2%), Islanda (1%), Norvegia (19,8%) e Svezia (38%). Il capitale versato a fine 2000 ammontava a € 394,3 milioni (Lit. 763,4 miliardi) ripartito in modo un po’ differente (Danimarca 21,8%, Finlandia 18,5%, Islanda 1%, Norvegia 18,8% e Svezia 39,9%). La provvista è quasi interamente a medio-lungo termine, cui si aggiunge un marginale ricorso ai commercial papers e al mercato interbancario. A fine 2000 su un totale di bilancio di € 13.900 milioni (Lit. 26.913 miliardi) i mezzi propri ammontavano a € 1.326 milioni (Lit. 2.567 miliardi, 9,5% del totale di bilancio) e la provvista sul mercato a € 11.376 milioni (Lit. 22.027 miliardi, 81,8 % del totale di bilancio). NIB concede prestiti e garanzie per progetti pubblici e privati operando con criteri commerciali. All’interno dei Paesi nordici (nordic lending) i finanziamenti diretti hanno durata da 5 a 15 anni a tasso di interesse fisso o fluttuante, fino al 50% del costo totale del progetto. Possono essere concessi anche prestiti a istituti finanziari nazionali o regionali che procedono al finanziamento di progetti di interesse locale. Fuori dei Paesi nordici (international lending) sono concessi prestiti a lungo termine (fino a 20 anni, fino a metà del costodel progetto e a condizioni di mercato) per progetti nei mercati emergenti dell’Asia, Medio Oriente, Europa Centrale e Orientale, America Latina e Africa. NIB finanzia anche investimenti, comprese joint ventures e acquisizioni di società nei Paesi OCSE. Terzo settore di attività sono il finanziamento di infrastrutture pubbliche e private e di altri investimenti nei Paesi confinanti (prestiti alle neighboring areas), specialmente per il risanamento e il recupero ambientale dei Paesi baltici, della Polonia e della Russia nord-occidentale (Pietroburgo, l’area circonvicina, la Repubblica di Camelia e la regione di Barents). I Paesi baltici e l’area di Barents hanno priorità nelle operazioni della NIB. A fine 2000 i mutui in essere ammontavano a € 9.288 milioni (Lit. 17.983 miliardi) erogati per circa il 79% nei Paesi nordici, per circa il 17% come prestiti internazionali e per un restante 4% circa ai Paesi baltici e al resto dell’Europa. NIB ha gestito i fondi del Baltic Investment Programme (BIP), istituito nel 1992 con un accordo tra i Paesi nordici e i Paesi baltici inizialmente per tre anni poi prorogati fino al 1999 con un suppletivo fino al 2001. Obiettivo del BIP era di promuovere lo sviluppo economico dei Paesi baltici fornendo assistenza tecnica e partecipazione al capitale anche a banche di investimento dei Paesi baltici per lo stabilimento di istituzioni finanziarie in favore di PMI e per concedere, direttamente o indirettamente tramite le banche, finanziamenti per progetti di PMI di mutuo interesse per i Paesi baltici e i Paesi

  • NORDIC PROJECT FUND

    Il Nopef (sved.: Nordiska Projektexportfonden; finn.: Pohjoismaiden Projektivientirahasto) è un istituto finanziario multilaterale, costituito nel 1982 dai cinque Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia; v.Nordic Countries) con sede in Helsinki. Esso ha per compito di concedere prestiti agevolati e contributi in conto dei costi di studi di fattibilità di progetti di esportazione o di internazionalizzazione di imprese dei Paesi nordici. I progetti devono essere locati fuori dell’area del Paesi dell’UEe dell’EFTA. I progetti di esportazione consistono in consegne o realizzazioni chiavi in mano a uno specifico cliente. I progetti di internazionalizzazione riguardano acquisizioni, insediamento di filiali interamente possedute, joint ventures insieme a un partner locale, contratti di licenza o di franchising e altri accordi di produzione a lungo termine. I prestiti per queste operazioni ammontano al massimo al 50% delle spese previste. Se lo studio di fattibilità conclude che il progetto non è realizzabile, il prestito può essere convertito in un contributo. Se il progetto è realizzato, il prestito deve essere rimborsato, ma senza interessi. Per i progetti di internazionalizzazione i prestiti possono raggiungere il 40% delle spese dello studio di fattibilità, elevabile al 60% se il progetto riguarda i Paesi baltici. Anche per queste operazioni il prestito è convertito in contributo se il progetto risulta non fattibile, altrimenti deve essere rimborsato senza interessi. Le attività del Nopef sono finanziate dal Nordic Council of Ministers (v. Nordic Countries) e da fondi nazionali o multilaterali. Le erogazioni annuali del Nopef ammontano a circa € 4,9 milioni (Lit 9,4 miliardi) e i prestiti in essere a fine 2000 erano di € 8,2 milioni (Lit. 16 miliardi).

  • NORMA GIURIDICA

    Regola di diritto positivo che disciplina il comportamento di un soggetto nei confronti della collettività, al fine di realizzare un’ordinata convivenza civile; la norma giuridica disciplina, inoltre, lo svolgimento di un processo 0 l’attività dello Stato o i rapporti fra i cittadini e la pubblica amministrazione. Si compone, generalmente, di due parti: il precetto (regola di comportamento) e la sanzione (nel caso di inosservanza). Sue caratteristiche costanti sono la generalità (è rivolta a tutti i consociati o, quantomeno, ad una cerchia determinata), l’astrattezza (contempla fattispecie tipiche, ma non singoli casi concreti), l’ipoteticità (la sanzione viene applicata nell’ipotesi in cui si verifichi una violazione del precetto). Fonti della norma giuridica sono, nell’ordine: le leggi; i regolamenti; gli usi (art. l disp. prel.c.c.). Le norme giuridiche si distinguono secondo la loro natura ed in base a diversi criteri: abbiamo così, norme civili (afferenti ai rapporti personali e patrimoniali), penali (riguardanti i comportamenti vietati perché offensividi beni e valori della collettività) e amministrative (concernenti l’attività esecutiva dello Stato oltre che i rapporti fra cittadini e pubblica amministrazione); norme sostanziali (quelle appena considerate) e processuali (quelle che regolano lo svolgimento del processo); norme pubbliche attinenti allo Stato e, in genere, agli interessi superiori della collettività) e private (riguardanti i rapporti fra i singoli); derogabili, da parte della volontà privata, ed inderogabili. La norma giuridica, che formalmente si distingue da quella etica o sociale (anche se, quasi sempre, ne assume i principi), ha carattere obbligatorio per i consociati e, come norma di diritto positivo, è coercibile: essa può, cioè, esser fatta rispettare (a iniziativa del soggetto che dall’inosservanza di essa ha risentito un danno) attraverso l’intervento dell’autorità giudiziaria. Spetta a quest’ultima il compito di applicare la sanzione, la quale esiste sempre, anche se, fuori dal campo penale, non sempre è chiaramente esplicitata. Talvolta la sanzione può consistere (come nel caso dell’onere che non viene adempiuto) nel mancato raggiungimento di un risultato utile. Della norma giuridica esistono, infine, molte altre classificazioni e distinzioni (norme generali, speciali, eccezionali, interpretative ecc.).

  • NORME E USI UNIFORMI PER LE STANDBY LETTERS OF CREDIT

    La Camera di Commercio Internazionale per dare un completo quadro di riferimento normativo alle standby letter of credit ha pubblicato nel Gennaio 1999 le norme uniformi che riflettono la prassi gli usi e le modalità operative per la gestione di tali operazioni. Queste norme denominate internazionalmente ISP98 (International standby practice) erano particolarmente richieste dal mondo anglosassone di common law (USA in particolare ) per avere una base normativa per le operazioni di garanzia di un pagamento o per sopperire all’inadempimento di obbligazioni aventi origini finanziarie. Sono di scarso utilizzo nel commercio internazionale in quanto tendono soprattutto a sopperire a necessità particolari.

  • NORME E USI UNIFORMI RELATIVI AGLI INCASSI DOCUMENTARI

    Complesso normativo elaborato dalla Camera di commercio Internazionale che codifica le modalità operative in uso presso le banche e le prassi commerciali adottate dagli operatori nelle operazioni di Incasso Documentario. Come per le altre norme e usi uniformi la Camera di Commercio Internazionale provvede al loro aggiornamento su base decennale, l’attuale articolato normativo è stato introdotto con il 1°.1.1996 ed è contenuto nella pubblicazione n. 522. Le norme eusi uniformi sugli incassi documentari hanno la loro applicazione nel commercio internazionale a fronte di regolamenti previsti con documenti contro accettazione-D/A e documenti contro pagamento-D/P e sono di particolare importanza in quanto definiscono nel loro articolato le responsabilità e i compiti delle banche, degli operatori e quali sono i documenti che possono essere oggetto di tali transazioni.

  • NORME E USI UNIFORMI RELATIVI Al CREDITI DOCUMENTARI

    Complesso normativo elaborato (UCP) dalla Camera di Commercio Internazionale che codifica le modalità operative in uso presso le banche e le prassi commerciali adottate dagli operatori nelle operazioni di credito documentario. Anche a motivo degli elementi di certezza forniti dall’universale applicazione di tali “Norme”, costituisconoormai un cardine del commercio internazionale. Le disposizioni generali e le definizioni, nelle quali vengono precisati sia la sfera di applicazione delle Norme stesse sia alcune delle nozioni fondamentali come la definizione del credito e quello dei rapporti fra parti, costituiscono la parte introduttiva. Fanno seguito gli articoli che comprendono punti qualificanti dell’intera normativa, che defi- niscono la forma e le modalità di notifica dei crediti, e quelli che trattano delle responsabilità e definiscono in particolare i limiti dell’attività delle banche nelle varie fasi dell’operazione. Nella disciplina hanno particolare rilievo i documenti di trasporto (marittimo, aereo, terrestre, postale e multimodale), oltre che i documenti assicurativi e la fattura commerciale. Vengono poi definite alcune delicate questioni legate a specifiche prassi commerciali, quali la quantità delle merci e l’importo del credito, gli utilizzi e le spedizioni parziali, la scadenza e la presentazione dei documenti, la spedizione delle merci e l’apposizione di termini temporali. La parte finale fornisce le linee guida circa la diffusa prassi del trasferimento del credito e della cessione del ricavo. In relazione al continuo evolversi delle prassi bancarie e commerciali internazionali, la Camera di commercio internazionale provvede con cadenza all’incirca decennale a una revisione delle “Norme”, la cui prima edizione risale al 1933. L’edizione attualmente in vigore è stata elaborata nel 1993, è stata pubblicata dalla Camera di commercio internazionale con la denominazione UCP500(NUU500 in Italia) ed è entrata in vigore con il 1°.1.1994. Nell’anno 2001 la Camera di Commercio Internazionale, per rispondere alle nuove esigenze dell’e-commerce, ha emanato un aggiornamento delle norme tendente a disciplinarela possibilità per gli operatori di utilizzare e presentare documenti commerciali in forma elettronica anziché cartacea. Questo integrazione viene denominata e-UCP ed entrerà in vigore nel marzo del 2002.

  • NORME UNIFORMI BANCARIE

    Condizioni generali dei contratti bancari, elaborate dall’ABI con la collaborazione di quasi tutte le imprese bancarie al fine di uniformare le condizioni praticate dalle stesse per le operazioni ed i contratti conclusi con la propria clientela. Tali norme rientrano fra le fonti di produzione del diritto bancario prodotte nell’ambito dell’autonomia negoziale delle imprese del settore le quali, in virtù della posizione di forza contrattuale che possiedono nei confronti dei clienti, predispongono unilateralmente ed in via preventiva il contenuto dei contratti. La natura giuridica delle norme suindicate è da sempre oggetto di discussione. A fronte dell’orientamento, rimasto minoritario, circa l’efficacia normativa delle stesse fondata su una presunta consuetudine, si contrappone l’orientamento prevalente che attribuisce a tali disposizioni efficacia vincolante per il cliente solo con l’inserimento nel contratto sottoscritto dallo stesso. Si tratterebbe di semplici condizioni contrattuali sottoposte alla disciplina di cui all’art. 1341 c.c., non idonee però, nonostante la ripetizione e l’uniformità delle stesse, ad integrare gli estremi della consuetudine quale fonte di diritto. Infatti, come noto, le consuetudini giuridicamente rilevanti si basano sulla costante ed uniforme ripetizione di un comportamento, per un determinato periodo di tempo, da parte di una generalità di soggetti nella convinzione che si tratti di un comportamento giuridicamente obbligatorio. Invece, nel caso delle norme uniformi bancarie, nonostante la presenza dell’elemento oggettivo comportamentale, manca l’elemento soggettivo (opinio iuris et necessitatis), in quanto i clienti delle banche accettano le clausole loro proposte in quanto privi di forza contrattuale ma nella consapevolezza che le stesse non riproducono un predeterminato obbligo giuridico vincolante. Fra le n.u.b. più importanti possiamo ricordare le clausole relative alla capitalizzazione degli interessi, normalmente contenute all’art. 7 dei contratti bancari di conto corrente, le quali danno luogo al fenomeno dell’anatocismo, in contrasto con l’art. 1283 c.c. e perciò dichiarate illegittime dalla giurisprudenza; l’art. 2 dei contratti inerenti le cassette di sicurezza, tacciato ripetutamente di nullità dalla giurisprudenza della S.C. per violazione dell’art. 1229 c.c.

  • NORME UNIFORMI PER IL TRASPORTO COMBINATO

    Complesso normativo raccolto ed elaborato dalla C.C.I., contenuto in una pubblicazione, la cui attuale versione è denominata UNCTAD/ICC N. 481, con l’intento di dare un aiuto e un quadro di riferimento internazionalmente valido agli operatori del settore dei trasporti nella stesura dei contratti di trasporto multimodale.

  • NOTA DEL CURATORE DEL DIZIONARIO DI BANCA E BORSA DEL 2005

    Il Nuovo Dizionario di Banca Borsa e Finanza, pubblicato dallo IeBB a fine ottobre 2002, è oggi riproposto con nuovo nome, rinnovato, ampliato nei lemmi, ristrutturato nelle sue parti, edito a cura di Milano Finanza. Al pari della precedente edizione, anche questa è stata pensata come uno strumento di consultazione e di aggiornamento su questioni di banca, borsa e finanza, un mondo che dal 1970 ha subito trasformazioni profonde, giustamente definite una rivoluzione dal prof. De Rosa nel suo saggio. 
In Italia, il grosso dei mutamenti è avvenuto a partire dal 1991, in ritardo rispetto all’evoluzione dei maggiori Paesi. Nel decennio concluso con l’inizio del Duemila sono mutate le istituzioni del credito e della finanza, innovando la regolamentazione, la vigilanza, le forme giuridiche degli intermediari (semplificate e ormai solo di diritto privato), di cui però si sono moltiplicate le specie (non solo banche e agenti di cambio, ma Sim, Sgr, Sicav, Svp, società di gestione dei mercati regolamentati ecc.). È cambiata la politica economica, specie quella monetaria. Abbiamo perso la sovranità monetaria e i centri di molte decisioni cruciali si sono spostati nelle sedi della Comunità (di cui nessuna è in Italia), in mano a burocrazie e a circoli politici per i quali le necessità e gli interessi del nostro Paese non sono affatto i principali.
 
Negli anni ‘90, al contrario di quanto è avvenuto in Francia e in Germania, in Italia sono state quasi del tutto privatizzate le imprese pubbliche e si è verificato un forte processo di concentrazione bancaria e di penetrazione di capitale estero nell’unico settore, quello del credito, che aveva conservato per 60 anni un’impronta quasi del tutto nazionale. Sempre in Italia, dalla specializzazione funzionale e temporale si è passati di colpo alla banca universale e l’offerta dei prodotti, come nei Paesi più progrediti, si è arricchita di una grande e multiforme varietà in continua evoluzione. Le tecnologie di rilevazione, elaborazione e trasmissione dei dati e i pc collegati in rete hanno cambiato radicalmente il modo di fare e di gestire banca, borsa e finanza, per i clienti e per i manager. Chi, entrato in banca negli anni 50-60 e uscitone verso il 1980, dovesse tornare oggi dietro uno sportello, o nel back office, o ai piani superiori della direzione, non troverebbe quasi niente del lavoro di un tempo.
 
Credito e finanza sono solo una parte di un mondo pervaso dalla globalizzazione tecnologica e politica. L’ict, matrimonio tra software, computer, telefono e satellite, fattore della globalizzazione tecnologica, ha cambiato le tecniche di produzione, l’organizzazione del lavoro, la struttura delle organizzazioni e anche le strategie militari, ha rafforzato i poteri di controllo e di decisione del top management ed è un potente strumento di diffusione e di unificazione delle culture. Non sappiamo che cosa ci riserverà in futuro, ma il poco che già è stato realizzato fa conoscere tutto il grande potenziale di innovazione e di cambiamento sociale dell’ ict. Le organizzazioni internazionali sono il fattore della globalizzazione politica. Banca mondiale, Fmi, Wto, Oecd, Consiglio d’Europa, Unione europea stanno rimodellando le istituzioni e prendono decisioni importanti e limitative per imprese e politica interna degli Stati nazionali. Il Washington consensus, per fare un esempio, ha influenzato le economie dei Paesi dell’America Latina e ha espresso direttive fatte proprie, in buona parte, dalla politica dell’Unione europea per i Paesi dell’est ex comunisti e le repubbliche sorte dalla dissoluzione dell’Urss e, per certi versi, anche per gli Stati membri. Oggi la globalizzazione non è più un prodotto di imitazione, o di trattati internazionali liberamente stipulati senza perdita di sovranità e liberamente denunciabili, ma, in buona parte, opera di organizzazioni con poteri sovrannazionali dalle quali è quasi impossibile uscire e che tendono a omogeneizzare il diritto e a ridurre la sovranità economica e politica degli Stati. 
Riguardo al diritto, i giuristi sembrano non aver ancora riflettuto che nell’Unione europea si è formata una vasta legislazione sopranazionale che ha accelerato l’omologazione e ha portato in second’ordine quella degli Stati aderenti, modificandone la logica e gli istituti. Va, infine, ricordato un fenomeno nuovo: l’opera delle organizzazioni non governative, talvolta limitata all’attività di lobbying in rappresentanza di interessi particolari, ma ormai più spesso a promuovere progetti innovativi in campo politico, etico, ambientale ecc. e ad affiancare le organizzazioni governative e i governi che le hanno fatte proprie. È verosimile che le azioni in materia di lotta alla corruzione, di corporate governance, di difesa dei diritti civili, di tutela del consumatore, che la diffusione dei codici di comportamento e l’accettazione del concetto di corporate social responsibility avrebbero avuto minor successo, o nessun successo, senza il lavoro intellettuale e la propaganda di molte ong.
 
Nella stesura del Dizionario si è mirato a rappresentare questo mondo in formazione evitando tanto la pura esposizione sommaria e nozionistica propria di un glossario, quanto l’esposizione atemporale del manuale specializzato. Si è voluto offrire un’opera utile anche a chi vuole avvicinarsi agli argomenti per studio o approfondimento culturale. L’opera è stata organizzata attorno al dizionario vero e proprio (oltre 4.600 voci) preceduto da quattro saggi specialistici e seguito dall’apparato di un indice analiticoalfabetico di più di 4.200 rinvii alle voci del dizionario. Ciò porta a 8.800 i concetti identificati e descritti. I rinvii contenuti nelle voci e l’indice analitico-alfabetico sono fatti per aiutare ad approfondire gli argomenti attraverso l’evidenziazione della rete di relazioni tra i concetti. L’uso di sigle e abbreviazioni in luogo dei corrispondenti lunghi nomi è apparso indispensabile per semplificare al lettore l’individuazione dei concetti. Un siglario di 1.850 termini aiuta nei momenti di dubbio. Fin dove possibile sono state utilizzate le informazioni disponibili a fine marzo 2005.
 
Ai Redattori e ai loro Collaboratori va il mio ringraziamento per il contributo intellettuale, la disponibilità e la pazienza dimostrata. Ripeto i ringraziamenti anche per coloro che mi hanno supportato con materiale, consigli, controllo di testi e altra assistenza; in particolare, l’Avvocato generale della Banca d’Italia Vincenzo Catapano, il Direttore generale dell’ABI prof. Giuseppe Zadra, il dr. Mario Cataldo dell’ABI, il dr. Fulvio Coltorti Responsabile dell’Ufficio Studi e il dr. Saverio Vinci, Co-head corporate banking di Mediobanca, tutti i loro collaboratori, il dr. Giorgio Rossi di Varese, gli uffici delle banche, gli uffici pubblici e le ambasciate italiane e straniere che hanno voluto rispondere ai miei quesiti. Un ringraziamento anche al prof. Francesco Poddighe dell’Università di Pisa per avermi assistito con consigli e suggerimenti nel lavoro di aggiornamento. In ogni caso la responsabilità resta la mia, per quanto mi compete. 
Come lo IeBB, il Dizionario ha una notevole storia, che risale agli inizi degli anni 80, quando ne è stata messa in cantiere la prima edizione. È doveroso ricordare cinque persone che hanno contribuito non solo al successo delle diverse edizioni ma anche alle fortune dell’Istituto dall’interno del Consiglio di amministrazione e del Comitato scientifico, maestri che, purtroppo, ci hanno lasciati: Franco Piga (Roma, 18 marzo 1927 - Cortina d’Ampezzo, 26 dicembre 1990), consigliere di Stato, più volte ministro, presidente della Consob, era stato l’ideatore dell’IeBB che aveva voluto senza fini di lucro, dedicato solo alla cultura e che ha governato, fino al 1990, a capo del Consiglio di amministrazione e del Comitato scientifico, incarichi da lui prediletti tra i tanti ricoperti. Pietro De Vecchis (Roma, settembre 1935 - 15 settembre 1997), componente del Comitato scientifico dell’IeBB, Avvocato generale della Banca d’Italia, padre di quei Quadernidi ricerca giuridici che onorano la nostra Banca Centrale, era stato un importante ispiratore delle riforme che hanno portato al Testo unico delle leggi bancarie e creditizie del 1993 e al Testo unico di finanza del 1998. Gian Franco Calabresi (Padova, 13 febbraio 1909 - Roma, 6 aprile 2002), componente del Comitato scientifico dell’IeBB, economista e giurista di formazione, era entrato nel 1929 all’Associazione Bancaria Italiana diventandone direttore e protagonista dal 1945 al 1979 e fondatore e direttore di Rivista bancaria. Francesco Parrillo (Fontegreca, Caserta, 18 gennaio 1912 - Roma, 26 marzo 2003), da presidente dell’IeBB dal 1990 al 2003 ne è stato infaticabile organizzatore di ogni iniziativa; la sua lunga vita operosa è stata un percorso di oltre 70 anni di produzione scientifica, di insegnamento, di partecipazione attiva a innumeri società, enti e associazioni nazionali e internazionali. Guido Ruta (Caserta, 15 aprile 1910 - Roma, 13 ottobre 2004), presidente del Comitato scientifico e presidente onorario dell’IeBB, era stato Avvocato generale della Banca d’Italia, commissario per la stesura della legge bancaria del 1936, del codice civile e della legge fallimentare del 1942, esperto italiano alla CEE e all’ONU per l’armonizzazione internazionale del diritto commerciale e bancario. Luigi De Rosa (Napoli, 26 gennaio 1922 - Burgos, 15 ottobre 2004), componente del Comitato scientifico dell’IeBB, linceo e membro di altre prestigiose associazioni e fondazioni, aveva insegnato in università italiane e alla Columbia di New York e aveva tenuto molti altri incarichi universitari; è rimasto attivo fino all’ultimo giorno dei suoi 82 anni e ha sempre ragionato e scritto senza condizionamenti e travisamenti ideologici, virtù che scarseggia negli storici italiani del XX secolo. Come chiunque altro abbia avuto la fortuna di conoscerli bene e di frequentarli abbastanza, anch’io ho molto imparato da questi uomini e ne ho sperimentato le grandi doti morali e intellettuali. Sit vobis terra levis.

    Redattore: Gian Carlo LORASCHI
    Assonebb 2005

  • NOTA DI TRASCRIZIONE

    Documento che deve essere presentato al conservatore dei registri immobiliari da chi domanda la trascrizione di un atto di trasferimento tra vivi o di un acquisto a causa di morte; essa deve essere accompagnato da una copia dell’atto da trascrivere. È prescritto dagli artt. 2659 e 2660 c.c., che ne indicano anche il contenuto (generalità delle parti, titolo di cui si chiede la trascrizione ecc.). Ilconservatore, dopo aver eseguito la registrazione, deve restituire al richiedente uno degli originali della nota, nel quale certifica l’eseguita trascrizione. L’omissione o l’inesattezza del contenuto della nota non nuoce alla validità della trascrizione se non produce incertezza sulle persone, sul bene o sul rapporto giuridico a cui si riferisce l’atto.

  • NOTA INFORMATIVA

    Nelle assicurazioni vita è il documento con cui l’assicuratore fornisce informazioni preliminari utili per mettere il cliente nelle condizioni di sottoscrivere con consapevolezza la proposta e il contratto. La nota, che è assimilabile al prospetto informativo previsto per le proposte relative ai fondi comuni d’investimento, deve essere redatta secondo le disposizioni dell’ISVAP (circolaredel 19.6.1995 n.249 e circolare del 15.1.1998 n.317) e va consegnata al potenziale cliente prima della sottoscrizione della proposta. Insieme alla nota informativa, per i contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione rivalutabili deve essere consegnato anche un progetto esemplificativo dello sviluppo del capitale (o della rendita) assicurato e dei premi nel corso della durata contrattuale mettendo in evidenza, a ogni ricorrenza annuale, i valori di riscatto e di riduzione. Questo progetto deve essere elaborato ipotizzando due tassi di rendimento lordo pari al 4% e 6% (circolare ISVAP del 16.2.1999 n.363). Il progetto esemplificativo, in quanto basato su ipotesi di rendimento, non impegna l’impresa di assicurazione.

  • NOTA INTEGRATIVA

    Il codice civile prevede all’articolo 2423, comma 1, che questo documento sia parte essenziale del bilancio di esercizio, poiché fornisce indispensabili dati ed informazioni ai fini della comprensione di quanto è contenuto nello stato patrimoniale e nel conto economico. La nota integrativa viene regolamentata in modo dettagliato dall’art. 2427 del codice civile, ma riferimenti ad essa sono anche contenuti in vari altri articoli ed inoltre questo documento deve contenere tutti quei dati e informazioni che sono indispensabili per il rispetto dei principi del bilancio d’esercizio, in particolare la chiarezza e la verità. L’articolo 2427 fissa un contenuto minimo di dati e informazioni obbligatorie, tra cui si rileva in particolare: l’indicazione dei criteri di valutazione seguiti nel caso di voci espresse in moneta non avente corso legale in Italia, i movimenti delle immobilizzazioni (si ricorda che nel bilancio ordinario non è richiesta l’indicazione del valore al lordo del fondo ammortamento), indicazioni sui costi pluriennali irreversibili ( p.e.: costi d’impianto e di ampliamento), variazioni nella consistenza dei fondi e del trattamento di fine rapporto, elenco dettagliato delle partecipazioni in imprese controllate e collegate, ammontare dei crediti e debiti con durata residua superiore a cinque anni, composizione delle voci del conto economico intestate a proventi ed a oneri straordinari, motivi delle rettifiche di valore e degli accantonamenti eseguiti esclusivamente in applicazione di norme tributarie ed i relativi importi, appositamente evidenziati rispetto all’ammontare complessivo delle rettifiche e degli accantonamenti risultanti dalle apposite voci di conto economico. Quest’ultima richiesta è particolarmente importante poiché sono state abolite le voci del conto economico che riguardavano gli “inquinamenti fiscali”, cioè, p.e., l’inserimento nel conto economico di costi che non sono economicamente tali, ma che hanno solo rilievo per la riduzione del reddito imponibile d’impresa Il d.lg. 27.1.1992 n. 87 prevede la nota integrativa anche per i bilanci delle banche e degli altri istituti finanziari.

  • NOTEBOOK

    Personal computer portabile con dimensioni intorno a 22x29 cm e peso intorno o inferiore ai 3 kg, costituito da uno schermo piatto a tecnologiaLCD e da una tastiera (contenente un dispositivo di puntamento sostitutivo del mouse esterno) che si richiudono come un libro. Sono dotati di hard disk incorporato e di porte per il collegamento alle comuni periferiche (schermo indipendente, stampante, mouse ecc.) e i modelli più completi incorporano floppy disk, CD, DVD (v. compact disk; disco ottico), modem e altri accessori.

  • NOTES

    Titoli di indebitamento emessi nella forma di effetti cambiari (pagherò), incorporanti il diritto del creditore e dotati del requisito della trasferibilità, con i quali l’emittente si impegna formalmente a rimborsare a scadenza il capitale ricevuto più gli interessi pattuiti. Pur avendo una durata normalmente semestrale(anche se, nel tempo, si è reso disponibile uno spettro di scadenze sempre più ampio), sono emesse nell’ambito di operazioni tipicamente rotative fondate su impegni a medio termine, normalmente compresi fra i 2 e i 5 anni (v.back-up facility).

  • NOTIFICA

    Formalità di carattere ufficiale attraverso la quale un atto scritto (provvedimento del giudice o documento di una parte) viene portato a legale conoscenza del destinatario, tramite l’ufficiale giudiziario o altri soggetti espressamente designati dalla legge (aiutan- te ufficiale giudiziario, messo di conciliazione), secondo la rispettiva competenza. La notificazione può concernere atti di natura civile, penale o amministrativa. In particolare, nella materia civile, si può effettuare, secondo i casi, secondo varie modalità: dalla consegna in mani proprie del destinatario alla notificazione, per pubblici proclami ecc., ferma la possibilità di eseguirla a mezzo del servizio postale. La noti- ficazione, di norma, viene eseguita consegnando al destinatario una copia conforme all’originale dell’atto da notificare. L’ufficiale giudiziario attesta l’avvenuta notificazione a mezzo di relazione, stesa in calce all’originale e alla copia, da lui datata e sottoscritta. Tale certificazione fa prova fino a querela di falso e la notificazione regolarmente eseguita crea la conoscenza legale dell’atto notificato. Soggetti abilitati a richiederla sono, in materia civile, la parte, il pubblico ministero ed il cancelliere.

  • NOUVEAU MARCHÉ

    Istituito nel febbraio 1996 dalla borsa francese, è volto a favorire la raccolta di capitale da parte di imprese attive in settori innovativi e ad alta tecnologia impegnate nello sviluppo di un definito progetto imprenditoriale. Il target di emittenti lo differenzia dal Second Marché, orientato verso imprese domestiche operanti in settori produttivi più tradizionali. Dal punto di vista della struttura organizzativa, il Nouveau Marché è un mercato autonomo, la cui società di gestione, la Société de Nouveau Marché, è a sua volta controllata dalla Société de Bourses Françaises, responsabile del Second Marché. I requisiti d’ingresso al mercato sono meno onerosi rispetto ai mercati principali e le procedure di amministrazione sono più flessibili e adatte alle PMI. Le modalità di contrattazione sono basate su un dual trading system: il meccanismo dell’order driven è affiancato da un servizio continuo di market making con un book elettronico attivo senza interruzioni e sessioni di fixing per specifici titoli la cui frequenza dipende dalla numerosità dei market maker registrati per il titolo considerato.

  • NOVAZIONE

    Modo non satisfattivo di estinzione delle obbligazioni. Ha fonte necessariamente contrattuale, in quanto la volontà di estinguere l’obbligazione precedente deve risultare, sia espressamente sia tacitamente, ma sempre in modo non equivoco. L’eliminazione della vecchia obbligazione è condizionata, peraltro, anche all’esistenza di un requisito oggettivo, che deve essere costituito dalla novità sostanziale dell’oggetto o del titolo della nuova obbligazione assunta. Per questa ragione la legge dispone che il rilascio di un documento o la sua rinnovazione, l’apposizione o l’eliminazione di un termine ed ogni altra modificazione accessoria dell’obbligazione non producono novazione. La legge stabilisce la sorte delle garanzie (pegno, ipoteca, privilegio) che assistono il credito novato, disponendo che, ove non sia diversamente convenuto, le stesse si estinguano. Per quanto riguarda gli effetti novativi sul rapporto di provvista in caso di emissione di titoli di credito, l’art. 58 r.d.l. 21.12.1933 n. 1736 (l.ass.) dispone che l’azione derivante dal rapporto che ha dato causa all’emissione o alla trasmissione dell’assegno permane, salva la prova che vi fu novazione. La novazione va intesa anche in senso soggettivo e si ha quando muta uno dei soggetti del rapporto obbligatorio. In tal caso sono alla stessa applicabili le norme proprie della delegazione, dell’espromissione e dell’accollo. Se Al debitore originario non se ne sostituisce un altro, ma allo stesso si aggiunge un nuovo soggetto, la novazione si dice cumulativa.

  • NOZIONALE

    È traduzione abbreviata dell’espressioneamericana notional principal amount (anche notional principal balance e notional principal). Indica il valore nominale di riferimento usato per il calcolo del cash flow di un prodotto derivato (swap, forward e altri). P.e. in un interest rate swap le parti si impegnano a pagare o a riscuotere a date prestabilite il differenziale tra tassi di interesse calcolati su un certo ammontare di capitale nozionale fittizio. Ciò che viene scambiato a scadenza non è il nozionale, ma gli interessi differenziali, derivanti dalla differenza tra l’ammontare degli interessi definiti dal contratto e gli interessi al momento della scadenza di quest’ultimo.

  • NSS

    1. Acr. di: National Standard Setter, denominazione collettiva delle organizzazioni incaricate di definire i principi contabili nazionali (in Italia l’OIC). (re)

    2. Acr. di: Net Settlement System (in it.: sistema di regolamento su base netta). Sistema di trasferimento fondi in cui il regolamento dei saldi viene effettuato su base netta bilaterale (cioè nei confronti di ciascuna controparte) o su base multilaterale (nei confronti del sistema nel suo complesso). Per definizione i NSS comportano l’’accumulazione di un certo numero di transazioni di modo da compensare il totale dei crediti con il totale dei debiti p.e a fine giornata. Questo processo è incompatibile con un vero regolamento continuo in tempo reale. I NSS sono perciò più comunemente denominati designated- time net settlement o deferred net settlement (in sigla DNS).V. sistema di compensazione.

  • NUDA PROPRIETÀ

    Diritto che residua sul bene una volta che sia stato costituito sul medesimo diritto parziale di godimento; al nudo proprietario rimane soltanto la facoltà di disporre, mentre il godimento spetta all’altro soggetto. Nonostante ciò, la nuda proprietà deve essere ricondotta nell’ambito della proprietà, la quale, pur essendo privata di alcune facoltà, ha sempre la possibilità di riespandersi in virtù del c.d. principio di elasticità. D’altra parte, poiché il legislatore ha considerato la proprietà come il diritto reale per eccellenza, ogni sua limitazione è ammessa purché il vincolo sia rigidamente limitato nel tempo e nella estensione; e a tale finalità generale rispondono i caratteri di perpetuità, pienezza ed elasticità, assegnati al dominio del proprietario. Da quanto detto derivano vari limiti legali ai diritti su cosa altrui, come quello in base al quale l’usufrutto a favore di persona giuridica non può durare per un periodo superiore ai trent’anni.

  • NULLITA' DELL'ATTO AMMINISTRATIVO

    È nullo il provvedimento amministrativo: a) che è stato adottato in carenza della forma richiesta sotto pena di nullità da legge o regolamento; b) che è stato adottato da un ente pubblico locale incompetente per territorio; c) che è stato adottato in carenza di oggetto o contenuto determinati o determinabili; d) che è destinato a soggetto inesistente.

    Maggiori dettagli sono disponbili nell'approfondimento pubblicato qui.

  • NUMERARIO

    Sinonimo di denaro e, quindi, di moneta metallica e cartacea a corso legale (v. moneta legale) a disposizione di un soggetto economico. In ragioneria, nel sistema del reddito si distinguono i valori numerari“certi” (denaro) da quelli “assimilati” (debiti e crediti di funzionamento), oltre che da quelli “presunti” (debiti e crediti di funzionamento la cui manifestazione numeraria è incerta nella quantità e/o nel verificarsi al momento dellarilevazione quantitativa). Il significato di numerano, nel senso di entità della scorta di denaro, è particolarmente rilevante nelle banche, nelle quali la riserva di liquidità svolge un ruolo strategico per l’ordinato svolgimento degli affari bancari. L’entità del numerano come “fondo” si collega strettamente a quella del numerano come “flusso”, nel senso che il flusso in entrata e quello in uscita devono tendere a bilanciarsi nel tempo, il fattore di compensazione essendo costituito dal “fondo”. Se una banca incorre in un temporaneo squilibrio di cassa, può sanarlo rifinanziandosi presso la banca centrale: ciò evita crisi di fiducia nel sistema bancario stesso.

  • NUMERI DI SERIE

    Cifra con la quale si distinguono i titoli appartenenti ad una stessa emissione. La serie può consistere in una o più lettere dell’alfabeto, o in uno o più numeri romani, seguiti da un numero progressivo. La finalità è quella del controllo dei titoli stessi, quando la loro emissione assomma a diverse centinaia di migliaia, e quella della loro individuazione, soprattutto nel caso di titoli al portatore. La conoscenza di tale elemento può essere quindi utile per il loro recupero, nel caso in cui i titoli vengano smarriti. I principali titoli muniti di numerazione di serie sono: i biglietti di banca, gli assegni bancari e circolari, le azioni, le obbligazioni. In banca, poi, oltre ai titoli ora citati, sono muniti di tale cifra anche i libretti a risparmio, i buoni fruttiferi, le ricevute di versamento in conto corrente, e molti altri documenti contabili, al fine di facilitarne la registrazione e renderne possibile un’esatta individuazione.

  • NUMERI ROSSI

    Sono ottenuti moltiplicando il capitale per il tempo, quando il primo si riferisce ad un valore da iscrivere nel conto corrente con una valuta posteriore a quella di chiusura del conto. Se il conto corrente è tenuto a numeri infatti, per le operazioni che hanno valuta anteriore alla data di chiusura i giorni si calcolano dalla valuta dell’operazione alla data di chiusura e danno luogo a numeri di interessi o numeri neri, mentre per le operazioni che hanno valuta posteriore alla data di chiusura i giorni si calcolano dalla data di chiusura alla valuta dell’operazione e danno luogo a numeri di sconto o numeri rossi. Questi ultimi andrebbero logicamente sottratti dai numeri neri della stessa sezione dare o avere, ma è di fatto più comodo iscriverli nella sezione opposta, sommandoli con i numeri neri iscritti nella medesima. In particolare, se il conto corrente è tenuto in forma scalare, i numeri relativi ad operazioni con valuta posteriore alla data di chiusura vengono iscritti in nero nella sezione opposta a quella dei relativi capitali, mentre se il conto corrente è tenuto a sezioni divise, in sede di chiusura del conto corrente la somma dei numeri rossi del Dare si scrive in Avere, mentre la somma dei numeri rossi dell’Avere si scrive in Dare; è possibile in alternativa determinare il bilancio numeri rossi, facendo la differenza tra la somma dei numeri rossi del Dare e la somma dei numeri rossi dell’Avere, e scriverlo poi in nero nella sezione dove i numeri rossi sono minori. La chiusura del conto procede secondo le regole consuete (v. tenuta del conto corrente).

  • NUMERO IN SENSO COMPUTISTICO

    Prodotto tra i singoli capitali e i rispettivi giorni, N = C x G. Esso viene utilizzato per il calcolo dell’interesse o dello sconto dividendo per 36000 o per 36500 a seconda che si applichi l’anno commerciale:
    Nr       , o l’anno civile:  Nr   .
    ____                            
    ____

    36000                          35000


    Qualora si utilizzi il tasso unitario r le formule diverranno rispettivamente:
    Ni       e    Ni
    ____     ____
    360 e    365  

    e, se 360 o 365 è divisibile per r
    N

    __
    D 

    dove D  è il cosiddetto divisore fisso (v. divisori fissi e moltiplicandi fissi). Di norma l’importo dei singoli capitali viene dalle banche preventivamente arrotondato per troncamento, cioè ignorando la frazione delle mille lire.

  • NUMERO LEGALE

    Insieme dei componenti di un’assemblea o di un collegio, la cui presenza o il cui voto sono necessari per la validità della riunione o della deliberazione Nel caso di un’assemblea societaria si fa riferimento solitamente alla quota di capitale sociale rappresentato, salvo le società cooperative dove il conteggio è fatto per testa. (v. anche quorum).

  • NUMERO MECCANOGRAFICO

    Numero che le imprese regolarmente costituite e interessate a iniziare una attività di commercio estero devono richiedere alla Camera di commercio nella cui circoscrizione opera la sede legale o la sede principale della filiale, se la sede legale è all’estero. Tale numero contraddistingue l’operatore presso il centro meccanografico istituito presso il Ministero del Commercio con l’Estero. Non è riconosciuto agli operatori non abituali, agli intermediari e alle ditte inattive al registro ditte. Deve essere riportato in ogni documento relativo a operazioni commerciali con l’estero, sulla carta intestata e sulle richieste al Ministero del Commercio con l’Estero, a banche ed enti competenti.

  • NUMISMATICA

    Disciplina o scienza che studia le monete di ogni epoca, dall’antica alla moderna, sotto i profili storici, artistici ed economici e richiama altre discipline, come la metrologia, l’archeologia, l’epigrafia,la paleografi a, lo studio dei ripostigli, oltre che le scienze moderne per l’analisi dei reperti. La scienza numismatica va quindi oltre gli aspetti economici meramente speculativi e di conservazione dei valori. La moneta è in primo luogo un documento storico di primaria importanza e si presenta incontaminato anche se corroso dal tempo e dall’uso che ne fu fatto, come, invece, è accaduto per le opere letterarie, che sono state contaminate dagli errori degli amanuensi. e dei copisti, specie di quelli dotti. La numismatica ha radici antiche e le prime opere, corredate di raccolte di monete, risalgono alla Grecia e a Roma e riguardano il profilo metrologico. Poi c’è stata la notte del Medioevo e i primi studiosi compaiono con l’Umanesimo e in primo piano si pose il Petrarca. Dal XVI secolo e fino a oggi è stato un fiorire progressivo di studiosi, di raccolte, di musei e di pubblicazioni, tra cui i cataloghi. Nuovi reperti si sono aggiunti con la ripresa delle esplorazioni archeologiche e con i ritrovamenti, spesso casuali, di ripostigli. Sono sorti istituti e società di numismatica a carattere nazionale e internazionale, il più delle volte di natura pubblica o presso le università degli studi. Tra i principali musei con rispettivi cataloghi sono da ricordare il British Museum di Londra, il Cabinet des Médailles di Parigi, la Raccolta vaticana, i musei di Berlino, il Medagliere italiano. Per l’Italia opera fondamentale è il Corpus Nummorum Italicorum. L’elenco degli studiosi italiani di numismatica è lungo e vi figurano nomi che sono tra quelli più illustri della numismatica antica, medievale e moderna

  • NUMTEL

    Famiglia di indici di Borsa Italiana spa con base 17.6.1999=1.000 per le quotazioni del Nuovo mercato. Numtel, il primo indice, comprende tutte le azioni quotate al Nuovo mercato ed è calcolato durante la fase della negoziazione continua con frequenza di un minuto sulla base dei prezzi degli ultimi contratti conclusi su ciascuna azione componente. Numex e Numex-r sono invece calcolati una sola volta al giorno al termine della seduta di negoziazione utilizzando rispettivamente il prezzo ufficiale e il prezzo di riferimento di tutti i componenti.

  • NUMTEL-s

    Indice di borsa che adotta la struttura dell’indice NUMTEL determinato durante la fase di negoziazione continua del mercato TAH di Borsa Italiana spa, con frequenza di un minuto sulla base dei prezzi degli ultimi contratti conclusi su ciascun componente.

  • NUOVA ECONOMIA

    Trad. dell’ingl. new economy. Espressione che compare negli anni Novanta in contrapposizione alla old economy (“vecchia economia”, la produzione e gli scambi compiuti con le procedure e i metodi tradizionali). Denomina l’insieme del settore high tech e l’ambito delle organizzazioni, private o pubbliche, vecchie e nuove, che hanno impostato intensivamente sull’ICT e su Internet parte della loro attività o tutta la loro attività, ossia l’organizzazione della produzione e delle relazioni amministrative interne e le relazioni con i fornitori, i clienti e utenti, gli azionisti e gli altri strakeholders. “Riorganizzazione, attuata attraverso l’informazione e l’innovazione, dell’assetto produttivo operante” definisce la nuova economia il Governatore della Banca d’Italia FAZIO nelle sue Considerazioni finali della Relazione per il 1999. High tech, sostantivo e aggettivo, è abbreviazione di high technology industries. Indica ogni tecnologia che richiede apparecchiature scientifiche sofisticate e applicazioni ingegneristiche avanzate. Per estensione si riferisce alle attività nuove che sono applicazioni dei grandi progressi recenti delle scienze, che dipendono fortemente dalle innovazioni tecniche e che producono beni e servizi nuovi o alquanto migliorati rispetto al passato e, di solito, ad alto valore aggiunto. I settori high-tech sono tipicamente quelli delle biotecnologie, dei farmaci, delle apparecchiature medicali, della nanotecnologia, della nanotecnologia molecolare (molecular nanotechnology, MNT) e le industrie avanzate dell’ICT. Sin.: economia digitale, weightless economy, net-economy, Internet economy, information economy, knowledge economy sono altre espressioni, un po’ ambigue, considerate sinonimi di nuova economia.

  • NUOVI ACCORDI DI PRESTITO

    Acr.: NAP (fr. Nouveaux Accords d’Emprunt-NAE; ingl. New Arrangements to Borrow-NAB). Accordi stipulati nel 1998 tra il FMI e 25 paesi membridell’Occidente per costituire un fondo di risorse supplementare da utilizzarsi in situazioni eccezionali che mettono in pericolo la stabilità del sistema monetario internazionale. Le risorse dei NAP ammontano attualmente a 23 miliardi di dollari che, sommati ai fondi degli Accordi Generali di Prestito, raddoppiano il potenziale credito a disposizione del FMI. Tali accordi sono stati attivati nel dicembre 1998 a favore del Brasile.

  • NUOVO MERCATO

    Mercato regolamentato autorizzato con delibera Consob n. 11808 del 27.1.1999 operativo dal novembre 1999, riservato alle piccole imprese innovative con elevate potenzialità di crescita (high growth companies). Il Nuovo Mercato, iscritto nell’elenco di cui all’art.63.2 TUF, organizzato e gestito da Borsa Italiana spa è stato regolato dal Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A. (Parte 2A) con le relative Istruzioni. Il Nuovo Mercato nasceva per rivolgersi alle società giovani con fabbisogni legati a un progetto di sviluppo; a società operanti in settori innovativi a elevata tecnologia impegnate nello sviluppo di prodotti nuovi o in attività in settori tradizionali con innovazioni di prodotto, di processo e distributive che comportano una crescita significativa; a società gestite da manager fondatori in cerca di partnership per programmi di sviluppo; a società già quotate su altri mercati esteri per allargare la loro base azionaria domestica. L’Assemblea degli Azionisti di Borsa Italiana del 29 aprile 2005 e successivamente la Consob, con delibera n. 15101 del 5 luglio 2005, hanno approvato alcune modifiche al Regolamento e alle Istruzioni dei Mercati e del Nuovo Mercato di Borsa Italiana entrate in vigore dal 19 settembre 2005, per quanto riguarda la ridenominazione del Nuovo Mercato in mercato MTAX e la sua relativa risegmentazione, prevedendo altresì la modifica della capitalizzazione minima per MTA e MTAX. Per quanto riguarda le condizioni di ammissione alla quotazione, il Regolamento prevedeva, fra l’altro, un patrimonio netto contabile di almeno 3 miliardi di lire e un flottante minimo del 20% del capitale, senza riferimento a requisiti minimi di reddito, fatturato o dimensione dell’attivo. Con la modifica introdotta nel 2005 è stata introdotta una soglia minima di capitalizzazione per l’ammissione a quotazione in tale mercato pari a 40 milioni di euro in sostituzione del precedentemente requisito. La soglia di capitalizzazione per la ripartizione degli strumenti tra i segmenti Blue-chip e gli altri segmenti è pari a 1 miliardo di euro. Se tale requisito non è soddisfatto ma la capitalizzazione è superiore a 40 milioni di euro, l’azione è inserita nel segmento Standard o nel segmento Star a seconda di ulteriori standard qualitativi definiti dal Regolamento. Infine, con l’obiettivo di completare il processo di riorganizzazione dei mercati regolamentati, l’Assemblea di Borsa Italiana del 21 dicembre 2006 ha deliberato le modifiche al Regolamento dei Mercati e delle relative Istruzioni prevedendo l’accorpamento dei due mercati MTAX e MTA. L’introduzione unico mercato (MTA), in luogo dei due precedenti (MTA e MTAX), suddiviso nei tre segmenti Blue-chip, STAR e Standard è entrato in vigore il 3 marzo 2008 per consentito una razionalizzare ed ottimizzazione dell’offerta di mercati di quotazione da parte di Borsa Italiana. A seguito dell’accorpamento le società quotate nel mercato MTAX hanno continuato ad essere quotate nel mercato MTA nel segmento di appartenenza originario (segmento Blue-Chip , STAR, Standard o mercato "after hours").

    Redattori: Francesco Cesarini, Davidia Zucchelli, Bianca Giannini

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  • NYBOR

    Acr. di: New York interbank offered rate. È il tasso di interesse interbancario praticato sulla piazza di New York.

  • NYSE

    Acr. di: New York Stock Exchange. La più nota borsa del mondo e la prima per capitalizzazione azionaria, conosciuta col nomignolo di big board. È costituita dal 18.2.1971 in società di capitali con personalità giuridica e responsabilità limitata dei soci (New York StockExchange Inc.). È stata anche la prima borsa a essere costituita formalmente e con una sua regolamentazione l’8.3.1817 (ma le origini risalgono al 17.5.1792, quando 24 brokers sottoscrissero l’accordo di riunirsi per negoziare intorno a un platano davanti al n. 68 di Wall Street). Prima sede era al n. 40 di Wall Street, trasferita nel 1865 al n 10 di Broad Street dove dal 1908 al n. 18 si apre la maestosa facciata disegnata dall’architetto Gorge B. Post. Il NYSE ha però anche un palazzo in Wall Street al n. 11, costruito nel 1922. Per gli indici v. indici di borsa NYSE.

  • NYSE COMPOSIT INDEX

    Indice composto dalle azioni ordinarie; quotate al New York Stock Exchange, che misura il valore di più di 1.550 azioni; ponderate in base al rispettivo valore di mercato.

Lettera selezionata: N In lingua italiana

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