MEDIOBANCA (Enciclopedia)

(Si veda anche voce del Dizionario: MEDIOBANCA)
Mediobanca rappresenta la più importante investment bank italiana. É organizzata in tre divisioni: a) corporate and investment banking, che presta servizi finanziari alle imprese di grande e media dimensione in Italia e all’estero attraverso le filiali di Londra, Francoforte, Parigi, Madrid, New York e Mosca; b) principal investing, che gestisce le principali partecipazioni del gruppo tra cui il 13% delle Assicurazioni Generali, il 14,9% di Rcs MediaGroup e l’11,6% di Telco (principale azionista della Telecom Italia); c) Retail and private banking, che comprende le attività nel credito al consumo (Compass), nel retail banking (Che Banca!) e nel private banking (Compagnie Monégasque de Banque e Banca Esperia). Le azioni Mediobanca sono diffuse tra 59 mila azionisti tra cui alcune delle maggiori imprese industriali e finanziarie riunite in un patto di sindacato che controlla il 42% del capitale. Al 31 dicembre 2012 il gruppo contava 3.500 dipendenti e un totale di bilancio pari a  79,6 miliardi di euro.
Mediobanca, denominazione abbreviata per Banca di Credito Finanziario S.p.A., nacque il 10 aprile 1946 per iniziativa della Banca Commerciale Italiana (poi confluita in Intesa Sanpaolo) alla quale si associò subito il Credito Italiano (ora UniCredit) e successivamente il Banco di Roma (poi confluito nella Banca di Roma, quindi Capitalia, incorporata in UniCredit nel 2007). Lo scopo era «soddisfare le esigenze a media scadenza delle imprese produttrici» e stabilire un «rapporto diretto fra il mercato del risparmio e il fabbisogno finanziario per il riassetto produttivo delle imprese» (Relazione di bilancio Banca Commerciale Italiana 1945). Fu quindi uno strumento che consentì alle imprese italiane di finanziare con risorse permanenti prima la ricostruzione dei loro impianti danneggiati dalla guerra, poi lo sviluppo, anche all’estero, nel quadro della trasformazione dell’Italia in uno dei più importanti paesi industriali. Inizialmente, in conformità alle disposizioni allora vigenti, le operazioni dell'istituto furono limitate al medio termine. Nell'ottobre 1973 fu deliberato di estendere l'attività alle operazioni di finanziamento con scadenza fino a venti anni.
Il principale impegno subito dopo la fondazione fu rappresentato dalla messa a punto di operazioni volte a facilitare la raccolta del risparmio a medio e lungo termine da indirizzare al finanziamento delle imprese. Fondamentale fu lo studio dei mercati, anche esteri, e l’applicazione delle migliori tecniche nella concessione dei finanziamenti e nella realizzazione dei collocamenti. Fin dalle origini fu introdotta la prassi di pubblicare prospetti informativi dell’attività degli emittenti dei titoli da collocare secondo gli usi internazionali, con l’obiettivo di consentire l’afflusso di capitali esteri in un Paese allora povero di risorse proprie. Negli anni ’50 del secolo scorso fu costituita una rete di trading companies estere (prevalentemente in Africa) per agevolare lo sviluppo delle attività mercantili italiane. Nello stesso periodo Mediobanca accrebbe le sue capacità di operare sui mercati esteri stringendo accordi con alcune importanti banche europee e americane (Gruppo Lazard con le sedi di New York, Londra e Parigi, Lehman Brothers, Berliner Handels Geselleschaft, Sofina).  Nel 1956 Mediobanca fu quotata in Borsa, prima nel settore dopo la sparizione delle azioni bancarie dal listino seguita alla grande crisi degli anni ’30; fu lei stessa a ricondurvi nel 1970 le tre grandi banche del Gruppo Iri, sue fondatrici. Fino agli anni ’80 fu rilevante l’attività di concessione di crediti all’industria, nella quale l’istituto, grazie alle proprie competenze, rappresentò un unicum non subendo praticamente perdite per insolvenze dei clienti. Ugualmente importante fu l’opera di accompagnamento delle imprese alla quotazione in Borsa (30% di tutte le Offerte Pubbliche di Acquisto-IPO nel periodo 1983-93, 41% se misurate a valore), unitamente ad azioni volte a stabilizzare gli assetti di comando delle società più importanti (Olivetti, Montedison, Fiat, Snia, Pirelli, Italcementi), non disgiunte nelle fasi più critiche dalla selezione di manager efficienti. Mediobanca ebbe un ruolo chiave nella ristrutturazione dell’industria italiana, soprattutto a cavallo degli anni ’70 e ’80, rafforzando il proprio profilo di banca di riferimento dei maggiori gruppi del Paese.
Nel 1988 l’assetto azionario dell’istituto, sino ad allora costituito da una ristretta compagine bancaria, venne modificato diversificandolo tra azionisti pubblici e privati. I primi, rappresentati dalle banche sotto controllo statale, furono poi a loro volta privatizzati a seguito del programma di smobilizzi intrapreso dal Governo italiano negli anni ’90. In quel periodo Mediobanca fu anche tra i maggiori player nei processi di privatizzazione con le principali operazioni rappresentate dai collocamenti di Telecom ed Enel.
Dagli anni ’90, a seguito dei mutati scenari in Italia e all’estero e alla diversa regolazione del settore (fine della specializzazione e introduzione delle banche miste), l’istituto sviluppò maggiormente l’attività nella consulenza alle imprese e nel capital market, rafforzando l’investimento nelle partecipazioni e, tra queste, principalmente quello nelle Generali di cui divenne il maggiore azionista. Parallelamente, furono aperte sedi all’estero. Nel 2000 Mediobanca è intervenuta nel private banking promuovendo Banca Esperia (pariteticamente con Mediolanum), rilevando poi nel 2003 la Compagnie Monégasque de Banque. Negli ultimi anni è stato rafforzato l’impegno nel credito al consumo tramite la Compass, attiva nel settore sin dal 1960. Nel 2008 è stata resa operativa una nuova banca retail, Che Banca!, caratterizzata da un modello distributivo multicanale (internet, call center e filiali).
Mediobanca ha basato la sua crescita sull’autonomia manageriale e sullo sviluppo delle risorse interne, arricchite continuamente delle nuove competenze necessarie per affrontare l’evoluzione dei mercati e delle imprese.  Il fondatore, Enrico Cuccia, guidò la banca sino al 1982 restando sino alla sua scomparsa (2000) il grande mentore dei suoi allievi Silvio Salteri (1982-1988) e Vincenzo Maranghi (1988-2003); quest’ultimo ha lasciato il comando dell’istituto a due suoi collaboratori che ne reggono tuttora le sorti (Renato Pagliaro, Presidente, e Alberto Nagel, Amministratore Delegato).
Link: http://www.mediobanca.it



Redattore: Fulvio COLTORTI