MURABAHA

Il contratto Murabaha è una tipologia contrattuale che opera in due fasi, tra loro nettamente distinte:
a. un cliente chiede a una banca di acquistare a pronti, per suo conto, un determinato bene, promettendo di riacquistarlo a termine dalla banca stessa. La promessa è una condizione non vincolante dalla quale il cliente può recedere (a spese della banca);
b. dopo aver detenuto il bene per un periodo di tempo sufficiente (a poter affermare l’assunzione del rischio dell’acquisto), la banca lo rivende al cliente a un prezzo pari al suo costo (il prezzo di acquisto) aumentato di un margine di profitto (mark-up) predeterminato. 
Un contratto murabaha può riguardare: (i) l’accordo di vendita-riacquisto di un asset detenuto dal debitore (negative short sale) oppure (ii) l’acquisto da parte del prestatore di un asset tangibile da una terza parte per conto del debitore (back-to-back sale). Il caso più comune riguarda il finanziamento commerciale a breve termine (short-term trade), spesso utilizzato per coprire il gap temporale tra la fatturazione e il pagamento di una transazione. L’indebitamento (che si determina dalla differenza tra contratto di acquisto e contratto di rivendita di un asset, esistente o futuro) è limitato dal prezzo di acquisto dell’asset sottostante. 
Essendo un contratto di vendita, e non di prestito, murabaha deve onorare tutti i requisiti di validità previsti, quali:
- esistenza del bene. L’oggetto del contratto non deve essere disponibile in futuro (da produrre o da coltivare);
- proprietà del bene da parte del venditore al momento della transazione;
- la vendita non deve essere condizionata; 
- valore del bene stabilito in maniera certa al momento della transazione.

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