MOVIMENTO INTERNAZIONALE DEI CAPITALI

Flusso di fondi monetari e finanziari che si verifica tra paesi diversi. Comporta l’acquisizione da parte di residenti di un paese, persone fisiche e imprese, di attività finanziarie di enti o istituzioni di un altro paese. Il versamento di fondi, effettuato in un dato momento, è destinato, in un secondo tempo, ad essere compensato da un pagamento in senso opposto, comprensivo del dividendo 0 dell’interesse eventualmente maturati sulle somme investite. Nella bilancia dei pagamenti i movimenti di capitali vengono contabilizzati sotto la voce “impieghi di fondi all’estero o dall’estero” che include sia i prestiti e gli investimenti effettuati sull’estero o dall’estero sia i crediti e i debiti scaturenti dai movimenti commerciali e le disponibilità investitea breve termine. I movimenti di capitale si distinguono dai trasferimenti unilaterali in quanto questi ultimi non implicano necessariamente una contropartita. Si usa distinguere, nell’ambito dei movimenti dei capitali, tra investimenti diretti, tendenti all’acquisizione di partecipazioni di controllo di un’impresa e investimenti di portafoglio, a carattere prevalentemente speculativo e motivati da differenza di cambi o dal differenziale dei saggi di interesse. I fattori che operano sui movimenti di capitali sono da ricondursi alle condizioni economiche specifiche di un dato paese, alla situazione politica e a quella congiunturale che può originaremovimenti di fondi a carattere speculativo (c.d. fughe di capitali). L’importanza dei movimenti di capitali per l’economia di un paese deriva dalla possibilità di compensare, con il surplus finanziario, un eventuale deficit della bilancia commerciale. Per quanto riguarda l’Italia, sono in atto da tempo numerosi provvedimenti volti a smantellare le restrizioni ai movimenti internazionali dei capitali, facilitando i rapporticommerciali e gli investimenti all’estero. Nel 1990 è entrata in vigore la completa liberalizzazione dei movimenti di capitale a breve termine, operante anche nei confronti degli Stati extracomunitari che accettano un accordo di reciprocità. La normativa elimina i residui vincoli alla circolazione, consente investimenti in titoli esteri, aperture di depositi e c/c bancari,e ottenimento di finanziamenti in valuta presso banche estere della Comunità (v.liberalizzazione valutaria).