MONTI FRUMENTARI E MONTI NUMMARI

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I Monti frumentari (detti anche Monti granatici) vennero istituiti in Sardegna dal Governo per prestare ai contadini il grano e l’orzo per la semina a interesse molto basso o senza interesse, in modo da sottrarli agli usurai e da incoraggiare l’agricoltura. L’istituzione risale a un decreto vicereale del 1767, che, peraltro, trovava nell’Isola già presente qualche sporadica organizzazione simile (i positos). Nascono, invece, nel 1780 i Monti nummari (forse per naturale evoluzione dei Monti frumentari) che avevano il compito di finanziare l’acquisto del bestiame da lavoro e degli attrezzi agricoli e il pagamento delle spese del raccolto. L’istituzione dei Monti era parte del piano di “rifiorimento” della Sardegna avviato da Carlo Emanuele III (1701-1773, re di Sardegna dal 1730). Nel disegno del Governo, ogni Monte era amministrato da una giunta locale presieduta dal parroco, che faceva capo a una Giunta diocesana presieduta dal vescovo, che a sua volta faceva capo a una Giunta generale in Cagliari. L’autorità e la radicazione locale facevano della Chiesa un collaboratore indispensabile, tanto più quanto più era diffuso l’analfabetismo ed erano scarsi numericamente i funzionari statali. Ben presto cresciuti di numero, i Monti rimasero attivi, utile e unica struttura creditizia sul territorio, fino alla metà dell’Ottocento, quando erano all’incirca 360. Le trasformazioni politiche ed economiche e la grave crisi dell’agricoltura della seconda metà dell’Ottocento posero termine all’esperienza dei Monti. Tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX sull’onda della legislazione speciale di incoraggiamento del credito agrario locale si ebbe una rinascita dei Manti di soccorso. Nel 1924 i Monti vennero rinominati Casse comunali di credito agrario. Nel dopoguerra le Casse vennero di fatto trasformate in uffici di corrispondenza del Banco di Sardegna. La scomparsa formale delle Casse è stata decisa dal TUBC nel 1993 che ha disposto (art. 152) la cessazione di ogni loro attività creditizia. Di conseguenza il d.m. Tesoro 1.10.1999 ha disposto l’estinzione di 346 Casse e le loro sedi, già uffici di corrispondenza del Banco di Sardegna, sono stati trasformati per lo più in sportelli bancari di questo istituto.