MONITORAGGIO FISCALE

Sistema di rilevazione ai fini fiscali di taluni trasferimenti, da e per l’estero di denaro, titoli e valori introdotto con il d.l. 28.6.1990 n. 167 convertito con modificazioni nella l. 4.8.1990 n. 227. Tale sistema, introdotto al fine di creare un meccanismo fiscale di controllo sui flussi di ricchezzeda e per l’estero sostitutivo di quello valutario venuto meno a seguito del compimento del processo di liberalizzazione valutaria) attuato nel maggio 1990, impone specifici obblighi di dichiarazione in capo sia agli intermediari che intervengono nei trasferimenti sia ai soggettiinvestitori. Questo istituto è stato revisionato con d.lg. 21.11.1997 n. 461, con lo scopo di introdurre tutte le disposizioni necessarie al più esteso controllo dei redditi di capitale e diversi, anche di fonte estera. In quest’ottica è stato anzitutto modificato l’ambito soggettivo di applicazione dei soggetti nei cui confronti sussistono gli obblighi di dichiarazione originariamente fissati dalla l. 4.8.1990 n. 227, escludendo da tale ambito le società di persone commerciali ed equiparate e confermando l’esistenza degli obblighi in oggetto in capo alle persone fisiche, alle società semplici ed equiparate e agli enti noncommerciali, residenti. È stato inoltre modificato l’ambito degli intermediari su cui gravano gli obblighi di rilevazione dei trasferimenti da e per l’estero effettuati per conto o a favore dei soggetti sottoposti a monitoraggio, ed in particolare è stato esteso lo stesso alle SIM ed alle Poste. Anche il profilo oggettivo delle operazioni che devono essere rilevate è stato modificato ed in specie ampliato fino a comprendere i trasferimenti da o verso l’estero effettuati mediante assegni postali, bancari e circolari. Ancora, il d.lg. 1997/461 è intervenuto individuando in maniera più circostanziata le attività di natura finanziaria e gli investimenti esteri che devono costituire oggetto di dichiarazione, precisando, in specie, che deve trattarsi solo di quelle attività estere di natura finanziaria e di quegli investimenti esteri attraverso cui possono essere conseguiti redditi di fonte estera imponibili in Italia (a loro volta definiti come i redditi corrisposti da non residenti o soggetti alla ritenuta di ingresso di cui all’art. 26, terzo comma, d.p.r. 29.9.1973 n. 600, oltre che i redditi derivanti da beni che si trovano fuori del territorio dello Stato). Da ultimo, sono state ridefinite le ipotesi nelle quali i soggetti sottoposti agli obblighi di monitoraggio sono esonerati dagli obblighi di dichiarazione previsti. In particolare, la sussistenza degli obblighi di dichiarazione è esclusa per i certificati in serie e di massa ed i titoli affidati in gestione o in amministrazione a intermediari residenti indicati dalla legge, per i contratti conclusi attraverso il loro intervento, anche in qualità di controparti, e per i depositi ed i conti correnti, a condizione che i redditi derivanti da tali attività estere di natura finanziaria siano riscossi attraverso l’intervento dei predetti intermediari.