MODELLO DI DIAMOND

  • Stampa

Consideriamo un’economia in cui n imprese identiche debbano finanziare dei progetti di investimento che richiedano 1 unità di capitale il cui output sia stocastico e conosciuto senza costi solo dall'impresa. I finanziatori, in tale contesto di asimmetria informativa ex-post, possono conoscere l'output realizzato solo se pagano i costi associati al monitoraggio (il costo di una singola operazione di monitoraggio sia K). Tutti gli investitori si assumono piccoli rispetto al progetto in cui investono, ognuno dispone di 1/m unità di capitale, sono necessari m investitori per finanziare un progetto. In caso di finanziamento diretto, ogni investitore monitorizza l'impresa costo totale nmK.
Nel caso di finanziamento tramite un intermediario finanziario che centralizzi le risorse e le investa per conto dei finanziatori individuali nei progetti delle imprese, il costo del monitoraggio sarà nK.
Ma chi controlla l'intermediario? E' ovviamente inefficiente il controllo fatto dai singoli finanziatori ed è quindi preferibile che l'intermediario offra un contratto di debito standard in cui ogni depositante riceva un ammontare R/m per un deposito pari a 1/m indipendentemente dalla realizzazione dei ricavi dell'intermediario. Delegare l'attività di monitoraggio ad un intermediario è più efficiente quando risulta che i costi totali sono inferiori rispetto a quelli sostenuti nel caso di finanziamenti diretti: quando quindi nK + C < nmK. (essendo C i costi di delega dell'attività di monitoraggio all'intermediario). Se gli investitori sono "piccoli" rispetto ai progetti (m>1) , l'investimento profittevole in termini attesi (Ey>K+R) ed è necessario effettuare il monitoraggio per la presenza di asimmetrie informative, l'intermediazione è un meccanismo più efficiente rispetto al finanziamento diretto per un numero (n) sufficientemente grande di progetti da finanziare.
Bibliografia:
- Di Giorgio G. (2004) "Lezioni di economia monetaria", Cedam editore.

Redattore: Alberto Maria SORRENTINO

© 2009 ASSONEBB