MISMATCHING

Espressione anglosassone che qualifica una situazione di squilibrio nella struttura per scadenze degli attivi e passivi di bilancio (denominati in un’unica moneta) di un intermediario finanziario ed un conseguente grado di esposizione al rischio di tasso d’interesse non nullo. Le scadenze sono correttamente riferibili ai tempi di possibile o effettiva rinegoziazione delle condizioni di tasso, e non alle scadenze contrattuali dei crediti e debiti considerati. Se, viceversa, le strutture per scadenze dell’attivo e del passivo sono perfettamente speculari, nelsenso che ogni attività trova contropartita di pari importo in una passività di pari scadenza, il margine di interesse che si forma per differenza fra ricavi e costi da interessi rispettivamente attivi e passivi risulta immune alla variazione dei tassi di mercato ed il rischio d’interesse pari a zero, supposto che tale variazione sia uniforme. Un elevato mismatching può pertanto giustificare l’esigenza di pareggiare, in un’ottica integrata di asset-liability management, l’espressione al rischio di variazioni di tasso d’interesse, intervenendo sulle caratteristiche di durata e di determinazione dei tassi del portafoglio in essere di attività e passività. A tale scopo gli intermediari finanziari possono anche decidere di non procedere all’effettiva cessione/acquisto di debiti/crediti, ove ciò non sia tecnicamente possibile né economicamente conveniente, ma di porre in essere operazioni di swap di tassi d’interesse (v.interest rate swap) che consentono ugualmente di mutare le caratteristiche dell’attivo e passivo nel suo complesso.