MINORANZE AZIONARIE

Il d.lg. 1998/58 (TUF), nel capo II dedicato alle società con azioni quotate ha introdotto una specifica sezione intitolata “tutela delle minoranze”, venendo così incontro all’esigenza di offrire una particolare disciplina di tutela degli azionisti titolari di piccole partecipazioni. La legge delega aveva infatti previsto che l’intera modifica della disciplina relativa alle società emittenti titoli quotati dovesse avvenire “secondo criteri che rafforzino la tutela del risparmio e degli azionisti di minoranza” (art. 21, l. 6.2.1996 n. 52). È da premettere che, in difetto di una definizione, la nozione di “minoranza” è indeterminata e comprensiva di molteplici e distinte figure che comprendono sia il piccolo investitore disinteressato alla vita sociale che quello presenzialista, l’azionista imprenditore detentore di un pacchetto di minoranza qualificata; l’investitore istituzionale. La tutela si articola attorno ad una regolamentazione non sempre riconducibile ad una salvaguardia delle minoranze in senso stretto: disciplina delle assemblee; disciplina dell’informazione; disciplina della azione sociale e della denuncia al Collegio Sindacale e al Tribunale; disciplina del recesso; disciplina sul capitale. Quanto alle assemblee, è riconosciuto il potere di richiedere la convocazione dell’assemblea al 10% del capitale sociale o minore percentuale statutaria (contro il 20% previsto dall’art. 2367 cod. civ.) ma con possibilità di degli amministratori, considerati gli argomenti da trattare, di opporre rifiuto nell’interesse della società e conseguente decisione del presidente del Tribunale (art. 125 TUF). L’assemblea straordinaria è regolarmente costituita, in prima e in seconda convocazione, con la partecipazione di tanti soci che rappresentano rispettivamente più della metà o più del terzo del capitale. Il quorum costitutivo dell’assemblea straordinaria in terza convocazione è ridotto al 20% del capitale sociale, e quello deliberativo ai 2/3 (art. 126 TUF). Restano ferme per le società cooperative le disposizioni del codice civile. È possibile la previsione statutaria del voto per corrispondenza le cui modalità di esercizio e lo svolgimento dell’assemblea sono regolate dalla Consob (art. 127 TUF). I soci hanno diritto di prendere visione ed ottenere copia di tutti gli atti depositati presso la sede sociale per le assemblee già convocate (art. 130). L’azione sociale di responsabilità (art. 129 TUF) è stata introdotta con funzione surrogatoria a quella che la società stessa può esperire previa deliberazione assembleare Essa è esercitabile direttamente, senza il tramite della deliberazione assembleare, daparte dei soci iscritti nel libro soci da almeno sei mesi e rappresentanti il 5% del capitale sociale o la minore percentuale statutaria nei confronti degli amministratori, dei sindaci e i direttori generali, anche se la società è in liquidazione. La società può rinunziare all’azione o transigere purché non vi sia il voto contrario di tanti soci che rappresentano almeno il cinque per cento del capitale sociale. In caso di accoglimento della domanda, la società rimborsa agli attori le spese del giudizio che il giudice non abbia posto a carico dei soccombenti o che non sia possibile recuperare a seguito dell’escussione degli stessi. In tema di denuncia al collegio sindacale ed al tribunale è prevista la riduzione, salva ulteriore limitazione statutaria, del quorum dal 5% al 2% del capitale sociale per la denuncia al collegio sindacale ex art. 2408 cod. civ. di fatti ritenuti censurabili, con dovere del collegio di convocare l’assemblea se la denuncia appare fondata e vi è urgenza. È prevista anche la riduzione del quorum dal 10% al 5% per la denuncia al Tribunale ex art. 2409 cod. civ. onde ottenere l’ispezione e l’amministrazione giudiziaria della società. Resta esclusa l’applicabilità della predetta disciplina alle banche (art. 128 TUF). È riconosciuto il diritto di recesso dei soci dissenzienti in caso di assegnazione di azioni non quotate a seguito di fusione o scissione (art. 131 TUF). In caso di acquisto di azioni proprie, è previsto l’obbligo di concordare l’acquisto con la società di gestione del mercato in modo da assicurare la parità di trattamento tra gli azionisti, salvo si preferisca il lancio di offerta pubblica di acquisto o di offerta pubblica di scambio (art. 132 TUF). Le società con azioni quotate nei mercati regolamentati italiani, previa deliberazione dell’assemblea straordinaria, possono richiedere l’esclusione dalle negoziazioni dei propri strumenti finanziari, secondo quanto previsto dal regolamento del mercato, se ottengono l’ammissione su altro mercato regolamentato italiano o di altro paese dell’Unione Europea, purché sia garantita una tutela equivalente degli investitori (art. 133 TUF). È infine prevista la riduzione a 15 giorni del termine minimo di 30 giorni per l’esercizio del diritto di opzione per gli aumenti di capitale (art. 134 TUF). Per le società cooperative, tutte le percentuali di capitale richieste sono rapportate al numero complessivo dei soci (art. 135 TUF). Altra disposizione con cui si è voluto specificamente intervenire in materia, pur senza fornire alcuna indicazione di termini percentuali del capitale, è quella relativa al collegio sindacale per la cui nomina previsto che l’atto costitutivo debba contenere le clausole necessarie affinché un membro effettivo sia eletto dalla minoranza. Se il collegio è formato da più di tre membri, il numero dei membri effettivi eletti dalla minoranza non può essere inferiore a due (art. 148 TUF).