MID

Acr. di: Market for Interbank Deposits (in it.: mercato interbancario dei depositi). Mercato per la negoziazione di depositi interbancari attraverso il circuito telematico a cui possono partecipare le banche. Sul MID possono essere negoziati depositi overnight, sui quali si concentrano le negoziazioni, il tomorrow-next, lo spotnext, il call money, i depositi a tempo con valuta a pronti o differita (di due giorni) e i depositi vincolati a giorni (depositi fino a un massimo di 14 giorni di calendario). La direzione dei flussi tende normalmente a scorrere dagli operatori di minori dimensioni a quelli maggiori. Fino al 23.1.1998 il regolamento delle transazioni in base monetaria aveva luogo attraverso la procedura memorandum elettronico o mediante addebitamenti diretti sul conto di gestione. Dal 26 gennaio 1998 tali transazioni sono regolate in BI-REL. Nell’area euro si riscontra a tutt’oggi un’imperfetta integrazione tra i segmenti nazionali del mercato interbancario, che offre opportunità di arbitraggio tra i mercati nazionali della liquidità e che evidenzia il persistere di carenze dei meccanismi allocativi che si riflettono sulla formazione dei tassi a breve termine domestici rispetto al tasso medio Eonia. Queste inefficienze sono destinate a ridursi col proseguire del processo di convergenza delle caratteristiche di struttura dei mercati interbancarie col miglioramento delle piattaforme tecnologiche a supporto dell’attività di trading. Le principali differenze nel funzionamento dei mercati interbancari domestici riguardano le modalità di quotazione dei prezzi e le forme tecniche negoziate: mentre il mercato italiano adotta un sistema di quotazione telematico, con esecuzione immediata degli ordini, i mercati esteri operano tuttora essenzialmente come mercati telefonici over the counter utilizzando forme di negoziazione basate su repos (o pronti contro termine). Nel corso del 1999 il MID si è costituito in società per azioni e ha assunto la denominazione e-Mid spa (Electronic Market for Interbank Deposits), il cui capitale è detenuto da banche, associazioni di categoria nel settore creditizio e società che svolgono attività strumentali o di supporto.