MICROFINANZA (Enciclopedia)

(Si veda anche voce del Dizionario: Microfinanza)
Con il termine microfinanza (o finanza inclusiva) si intende l’offerta di prodotti e servizi finanziari forniti da alcuni istituti bancari a clienti che, per la loro condizione economico sociale, hanno difficoltà di accesso al settore finanziario tradizionale. Si tratta di piccole attività individuali o familiari, prive di garanzie e stabilità, considerate non solvibili e pertanto rifiutate dai comuni canali creditizi. In tal modo, la microfinanza permette alle fasce più povere della popolazione di accedere al credito, al risparmio, all’assicurazione e ad altri prodotti finanziari, creando i presupposti per un aumento del reddito ed un miglioramento delle condizioni di vita. Molti, infatti, non hanno la possibilità di accedere a servizi finanziari di base, grazie ai quali sarebbe in grado di avviare un’attività lavorativa ovvero migliorare quanto già fanno. Questo vale, in particolar modo, per milioni di persone nel mondo, specie nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo, che vivono in condizioni di povertà assoluta.
Coloro che in misura maggiore usufruiscono dei servizi della microfinanza sono piccoli produttori, allevatori, artigiani e commercianti privi di mezzi o in difficoltà. L’ottenimento di un prestito, ad esempio, permette loro di generare un reddito da lavoro per poter assicurare cibo, cure mediche, assistenza scolastica ed una vita dignitosa ai propri figli, senza dover ricorrere all'emigrazione o allo sfruttamento.
Una gestione oculata di risorse anche minime, può rivelarsi di vitale importanza per le persone che vivono in condizioni precarie, ma a causa del basso reddito, delle esigue somme di denaro richieste e del numero limitato di transazioni, è difficile che tali soggetti riescano ad ottenere prestiti da istituzioni finanziare tradizionali, anche in possesso di adeguate garanzie. In tali situazioni interviene la microfinanza quale strumento per la lotta alla povertà, garantendo credito, risparmio, assicurazione ed altri servizi finanziari di base. L’intervento di alcune istituzioni di microfinanza quali cooperative di credito ed organizzazioni non-profit, come ad esempio le banche dei poveri, permette di ottenere piccoli prestiti, ricevere rimesse da parenti che lavorano all’estero ed assicurare i propri risparmi. Istituti bancari di questo genere, operando in contesti economici particolarmente difficili come quelli dei paesi in via di sviluppo, offrono i loro servizi a quelle fasce di popolazione che, vivendo in regime di pura sussistenza sarebbero altrimenti costrette, per l'assenza di un sistema finanziario che offra loro un accesso equo al credito bancario, a rivolgersi al mercato nero del credito.
1. Differenze tra microfinanza e microcredito
La microfinanza rappresenta per milioni di donne e uomini delle aree rurali del mondo, una grande opportunità per il miglioramento delle condizioni di vita grazie all’accesso al credito, al risparmio, alla copertura assicurativa, a prestiti immobiliari, al trasferimento di rimesse e ad altri servizi finanziari. In particolare, il microcredito si riferisce esclusivamente a prestiti richiesti dai clienti, mentre, il termine microfinanza include una più ampia gamma di servizi finanziari che offrono un maggior numero di opportunità di successo. 
Il lavoro svolto dalle diverse associazioni ha riscosso successo a livello internazionale, al punto che le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2005 Anno Internazionale del Microcredito; tale iniziativa nasce dalla necessità di sviluppare i settori finanziari e rafforzare l’elevato spirito imprenditoriale, spesso non valorizzato, presente in molte zone del mondo.
La povertà di cui si parla si deve intendere ovviamente in termini di mancanza di strumenti atti a soddisfare i bisogni primari dell’individuo, quali alimentazione, vestizione, locomozione ed abitazione; a tal proposito il microcredito è oggi riconosciuto come strumento adatto a favorire la formazione di un reddito di base utile per soddisfare i bisogni delle famiglie nelle fasce di popolazione più svantaggiate. Tra i suoi obiettivi c’è anche quello di riuscire a dimezzare – con riferimento al periodo 1990-2015 – il numero delle persone con un reddito inferiore a 1 dollaro al giorno e delle persone che soffrono la fame.
2. I beneficiari della microfinanza
I soggetti esclusi dal sistema finanziario tradizionale, sia nelle economie avanzate, sia nei paesi in via di sviluppo, a causa dell’assenza di garanzie, degli alti costi di istruzione delle pratiche, della mancanza di informazioni relative alla loro storia creditizia, finiscono per rivolgersi alla finanza informale dove le operazioni non sono registrate, né regolamentate tassate e, nella peggiore delle ipotesi, per cadere nel giro dell’usura. La microfinanza interviene cercando di creare prodotti ad hoc, utilizzando un insieme di tecniche e di strumenti dei settori formale ed informale, al fine di ampliare l’offerta finanziaria a disposizione di coloro che ne rimangono esclusi. Inoltre, la microfinanza è uno strumento di sviluppo che sfugge alle logiche assistenzialistiche e che vede nei "poveri" un forte potenziale di sviluppo economico e sociale per le comunità a cui a appartengono.
La documentazione attinente ai programmi di microfinanza rivela che i cosiddetti "poveri" costituiscono dei debitori molto affidabili, con un tasso di restituzione del debito superiore a quello dei beneficiari dei prestiti convenzionali; ad esempio, in paesi come Bangladesh, Benin e Dominica la percentuale di restituzione dei prestiti si attesta intorno al 97 per cento.
Le banche dei poveri riescono a lavorare con questo tipo di clientela poiché, grazie alla totale assenza di iter burocratici, vengono ridotte al minimo le spese di gestione; sono gli stessi funzionari della banca che vanno personalmente nei villaggi a raccogliere il risparmio o ad erogare i prestiti dopo aver valutato attentamente ogni singola richiesta. I prestiti erogati vengono rimborsati con rate a scadenza settimanale, così da poter rilevare immediatamente situazioni di difficoltà ed intervenire per risolverle. Infine, per far fronte a momenti di difficoltà del beneficiario, i prestiti possono essere erogati a piccoli gruppi di persone che si impegnano moralmente ad aiutarsi l’uno con l’altro in caso di impedimenti alla restituzione.
3. Lo sviluppo dei progetti di micro finanza
La microfinanza opera con piccole cifre. Con un prestito di soli 50 o 100 dollari, un abitante di un villaggio in India può avviare una piccola impresa che comporterà un grande cambiamento delle sue condizioni di vita. Negli ultimi trent’anni si è assistito ad un’evoluzione della microfinanza; le sue origini vanno ricercate nei progetti di sviluppo che sperimentavano sovvenzioni di credito per il settore agricolo, nei primi anni ’50 del Novecento. La maggior parte di tali programmi di credito però, che miravano ad aumentare la produttività in aree marginali, si rivelarono un totale insuccesso; i prestiti sovvenzionati, infatti, non facevano altro che esaurire il capitale delle istituzioni che li erogavano e spesso non venivano restituiti, oppure non raggiungevano i contadini più poveri, finendo nelle mani di agricoltori benestanti che gestivano l’intero prestito. Negli anni ’70 si iniziò a sperimentare l’utilizzo di programmi più sostenibili, che avevano per oggetto la restituzione dei prestiti e prevedevano tassi di interessi adeguati a coprire i costi. L’economista e banchiere bengalese Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace nel 2006, conosciuto come "il banchiere dei poveri," è l’ideatore e realizzatore del microcredito. Nel 1974, la "Grameen Bank", di cui egli fu il fondatore, fu la prima banca al mondo ad effettuare prestiti ai più poveri tra i poveri, basandosi non sulla solvibilità, bensì sulla fiducia. Dall’inizio della sua attività, tale banca ha già erogato più di 5 miliardi di dollari ad oltre 5 milioni di richiedenti; per avere la certezza del rimborso, la banca destina i suoi finanziamenti a "gruppi di solidarietà", ossia piccoli gruppi informali, i cui membri si sostengono a vicenda ed hanno responsabilità solidale per il rimborso del prestito. Con il passare del tempo, la Grameen Bank si è evoluta al punto tale da riuscire a diversificare ed incrementare la sua offerta; oggi infatti, oltre ai classici finanziamenti di microcredito, la banca è in grado di offrire mutui per la casa o per la realizzazione di impianti di irrigazione e di pesca, nonché servizi di pura consulenza nella gestione di capitali a rischio. Sulla scia del successo della Grameen Bank, numerose altre istituzioni hanno iniziato ad offrire servizi finanziari ai poveri in più di 20 paesi considerati in via di sviluppo. Nelle Filippine ad esempio, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) e la Banca Asiatica di Sviluppo hanno cofinanziato un progetto a livello nazionale; il piano prevede l’erogazione di prestiti a gruppi piuttosto che a singoli individui, senza la richiesta di garanzie collaterali e con un rimborso in rate settimanali. Una recente statistica ha evidenziato un dato singolare: il 98% dei clienti destinatari di finanziamenti è costituito da donne; tale politica è motivata dall'idea che i profitti realizzati dalle donne siano più frequentemente destinati al sostentamento delle famiglie. A testimonianza di tale peculiarità, numerosi sono i casi di donne povere delle aree rurali dell’Indonesia in gravi difficoltà economiche che sono riuscite a superarle grazie ad un progetto dell’IFAD chiamato P4K; tramite piccoli prestiti è stato possibile per queste donne avviare delle attività artigianali, o di altro tipo, piuttosto redditizie, con prodotti venduti a buon prezzo e soprattutto senza la necessità di altri tipi di indebitamento.
La microfinanza è un mezzo concreto per contribuire alla lotta alla fame e alla povertà, soprattutto nelle aree rurali in cui l’impossibilità di accesso al credito è uno dei fattori principali che ostacolano lo sviluppo sia economico che sociale. In tal modo, si offre alle società più povere la possibilità di rendersi indipendenti sfruttando al meglio le risorse a disposizione, rispettando la dignità dell’uomo e valorizzando le potenzialità dei contesti locali migliorandone la gestione.
Riferimenti Bibliografici
Becchetti L., La Felicità Sostenibile. Economia della Responsabilità Sociale, Saggine, 2005.
Becchetti L., Paganetto L., Finanza Etica. Commercio Equo e Solidale, Saggine, 2003.
Morduch J., The Microfinance Promise, Journal of Economic Literature, Vol. 37, No. 4 (Dec., 1999), pp. 1569-1614.
Rhyne, E. (1998), The Yin and Yang of Microfinance: Reaching the Poor and Sustainability, Microbanking Bullettin, Luglio.

Redattore: Federica ALFANI
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