MICROFINANZA

Trad. it. dell’ingl. microfinance. Intermediazione finanziaria a favore di segmenti di mercato marginali, difficili da servire in modo efficace attraverso canali e modalità tradizionali di contatto con la clientela per le caratteristiche dimensionali, di struttura redditua- le, o per carenze di carattere informativo. Nelle economie sviluppate (advaced economies) si possono classificare come marginali i segmenti rappresentati a) da microimprese, specie se di carattere informale; b) da fasce di popolazione recentemente stabilite in tali economie (immigrati); c) dalle famiglie a basso reddito; d) dagli anziani a basso reddito. Nei Paesi in via di sviluppo, il fenomeno della finanza marginale assume dimensioni considerevoli in quanto larga parte della popolazione, specie nelle zone rurali o suburbane, è difficilmente servita dal sistema bancario tradizionale. Il termine microfinanza è relativamente nuovo, risale all’ultimo decennio, ma riflette un fenomeno non recente. La casistica riferita ai paesi in via di sviluppo è, infatti, amplissima. Modalità di risposta a fenomeni di marginalizzazione sono costituite, p.e., da forme di intermediazione a carattere cooperativo, da iniziative di carattere informale o promosse da organismi di cooperazione internazionale oltre che, specie in tempi recenti, dagli sforzi che anche le banche commerciali tendono a compiere in favore di questi segmenti. Un’esperienza molto nota è quella della Grameen Bank del Bangladesh; il fenomeno è però presente in forma massiccia nei paesi in via di sviluppo ed esperienze consolidate e di notevole successo si riscontrano anche in altri paesi. È usuale definire tali esperienze come forme di microcredito. Il termine microfinanza è però preferibile perché dà conto dell’intermediazione finanziaria nel suo complesso, non limitata all’attività di impiego ma estesa all’attività di raccolta ed ai servizi accessori. La mobilitazione del risparmio locale, infatti, è spesso elemento chiave per il successo delle esperienze di microfinanza. La microfinanza è da molti interpretata come manifestazione di orientamento etico dell’attività bancaria. Alcuni attribuiscono capacità di relazione con segmenti marginali solo a banche specializzate (ad esempio, le cosiddette banche etiche, o alternative). Pur richiedendo una certa specializzazione, questa attività può essere coltivata con successo anche dalle ordinarie banche commerciali.