MERCATO DI UNITA' DI EMISSIONE

La Direttiva 2003/87/EC istituisce un sistema per lo scambio di Unità di emissioni di gas ad effetto serra tra gli Stati membri dell’Unione Europea, al fine di promuovere la riduzione delle emissioni secondo criteri di efficacia dei costi ed efficienza economica. Tale sistema, denominato European Emission Trading Scheme (EU ETS), rientra tra i meccanismi individuati dal Protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di gas serra entro il periodo 2008-2012 in una misura non inferiore al 5,2% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 (considerato come anno base). L’EU ETS, entrato in vigore dal 1 gennaio 2005, costituisce oggi il più importante meccanismo di negoziazione dei permessi di emissione presente al mondo.
Il Mercato delle Unità di Emissione organizzato dal GME rappresenta la sede di negoziazione delle unità di emissione dei gas ad effetto serra ed offre agli operatori italiani ed esteri un utile strumento operativo per la commercializzazione e la gestione delle unità di emissione in loro possesso.
Il Mercato consentirà agli operatori in possesso di un conto proprietà presso il Registro nazionale, organizzato e gestito dall’ APAT (con la legge 133/2008 ha assunto la denominazione di ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), o presso gli altri Registri europei, di ricercare sul mercato la controparte negoziale e di scambiare permessi di emissione secondo regole certe e predefinite, garantendo:
- concorrenza tra gli operatori;
- anonimato degli scambi;
- trasparenza delle transazioni;
- efficienza nella formazione dei prezzi;
- sicurezza delle transazioni.
La piattaforma informatica di mercato gestita dal GME prevede la negoziazione, con consegna “a pronti”, di EUAs (European Unit Allowances) con riferimento al primo (2005-2007) e al secondo (2008-2012) periodo di Kyoto, ed è anche predisposta per la contrattazione di crediti CERs (Certified Emissions Reductions) ed ERUs (Emissions Reductions Units) derivanti rispettivamente da progetti CDM (Clean Development Mechanism) e JI (Joint Implementation), come previsto dalla Direttiva 2004/101/CE (o Linking Directive).

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