MEDIATORE EUROPEO

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La figura del Mediatore europeo (fr. Médiateur européen; ingl. European Ombudsman), introdotta dal Trattato di Maastricht, è regolata dall’art. 195 TCE. Al Mediatore europeo possono rivolgersi tutte le persone fisiche (cittadini) o giuridiche (istituzioni, imprese), residenti o aventi la loro sede sociale nell’Unione, che ritengono di essere vittime di un atto di cattiva amministrazioneda parte delle istituzioni o organi comunitari (sono esclusi la Corte di giustizia e il Tribunale di primo grado nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali). Egli procede, di propria iniziativa o in base alle denunce che gli sono state presentate direttamente o tramite un membro del Parlamento europeo, procede alle indagini che ritiene giustificate, tranne quando i fatti in questione formino o abbiano formato oggetto di una procedura giudiziaria. Se constata un caso di cattiva amministrazione, il Mediatore ne investe l’istituzione interessata, che dispone di tre mesi per comunicargli il suo parere. Il Mediatore trasmette poi una relazione al Parlamento europeo e all’istituzione interessata. La persona che ha sporto denuncia viene informata del risultato dell’indagine. Ogni anno il Mediatore presenta una relazione al Parlamento europeosui risultati delle sue indagini. Il Mediatore è nominato dopo ogni elezione del Parlamento europeo per la durata della legislatura. Il suo mandato è rinnovabile. Il Mediatore può essere dichiarato dimissionario dalla Corte di giustizia, su richiesta del Parlamento europeo, qualora non risponda più alle condizioni necessarie all’eserciziodelle sue funzioni o abbia commesso una colpa grave. Vale anche per lui il principio di indipendenza e nell’adempimento dei suoi doveri, egli non sollecita né accetta istruzioni da alcun organismo. Per tutta la durata del suo mandato, il Mediatore non può esercitare alcuna altra attività professionale, remunerata o meno.