LOAN SALE

Contratto mediante il quale il venditore, in genere un’istituzione creditizia, cede all’acquirente i flussi di cassa associati ad un prestito concesso in precedenza ad una parte terza. In genere tale contratto non implica il trasferimento di alcun diritto od obbligo tra le parti inerente al contratto di prestito preesistente, di modo che il mutuatario rimane obbligato nei confronti del creditore originario, così come quest’ultimo conserva i propri diritti e obblighi nei confronti del mutuatario. Nella prassi, inoltre, il contratto di loan sale non offre alcuna garanzia né sul valore del credito ceduto, né sulla solvibilità del mutuatario. Sorte originariamente nel mercato statunitense nei primi anni Ottanta, le operazioni di loan sale hanno conosciuto in seguito un rapido sviluppo nel corso del decennio, estendendosi, sebbene non in egual misura, anche ai mercati dell’Europa continentale. Il loro successo deriva dal fatto che esse rappresentano una delle strategie messe in atto dalle maggiori banche internazionali in seguito alle pressioni concorrenziali e alle variazioni dei contesti regolamentari cui sono state progressivamente sottoposte negli ultimi anni, specie riguardo all’imposizione di stringenti vincoli di capitalizzazione. Tali operazioni, infatti, rimuovendo quote degli attivi di bilancio delle banche che hanno innescato i crediti, ne migliorano la situazione patrimoniale e generano redditi da commissioni suscettibili di incrementare il rendimento dell’attivo e dei mezzi propri. Le principali tipologie di operazioni di loan sale sono: l’assegnazione (assignment), la novazione (novation) e la sub-partecipazione (sub-participation). La prima tipologia, pur conservando, da un punto di vista strettamente giuridico, il contratto preesistente, comporta la traslazione in capo all’istituzione acquirente dei diritti del soggetto cedente relativi al prestito originario. Coerentemente il mutuatario, divenendo obbligato nei confronti di un diverso soggetto economico, viene informato dell’avvenuta cessione. Il trasferimento dei diritti implica, inoltre, l’impossibilità per l’acquirente di rivalersi sul venditore in caso di insolvenza del debitore ceduto. Il servizio del debito ricade sull’istituzione acquirente, che si occupa quindi della riscossione delle quote di capitale ed interessi previste; la remunerazione per la banca cedente assume la forma di una commissione unica (up front) corrisposta dall’acquirente al momento della cessione del credito. Con la novazione il contratto afferente al credito originario si estingue e viene sostituito da un nuovo contratto, uguale al precedente tranne che per l’identità del soggetto creditore. Il problema principale ad essa associato si ricollega al fatto che la stipulazione di un nuovo contratto impone non soltanto la conoscenza, da parte del mutuatario ceduto, dell’operazione di cessione, ma anche il suo preventivo consenso; tale circostanza ne giustifi- ca la scarsa diffusione. La forma di loan sale maggiormente utilizzata risulta essere, invece, la sub-partecipazione. Grazie ad essa, la banca creditrice cede i flussi di cassa connessi all’intero prestito, ovvero ad una sua quota, ad un soggetto terzo, il quale tuttavia non acquisisce la titolarità dei diritti relativi al credito ceduto propri della banca medesima. Il mutuatario rimane pertanto obbligato, per l’intero ammontare del prestito, nei confronti del creditore originario, così come questo conserva il diritto di rivalersi sul mutuatario in caso di sua insolvenza. Il contratto di sub-partecipazione si presenta quindi come un contratto di funding, scevro da effetti sulle relazioni sottese credito, con il quale l’acquirente fornisce alla banca i fondi necessari per il finanziamento del credito, ottenendo in cambio i flussi di cassa ad esso associati. mutuatario non viene in genere informato della cessione, da cui il termine di silent sub-participation. Nella maggior parte dei casi, inoltre, il prestito viene ceduto senza facoltà di ricorso da parte dell’istituzione acquirente nei confronti del soggetto venditore (on a non recours basis). Tale condizione è imposta dalle normative sui livelli di patrimonializzazione minima elaborate dagli organi di vigilanza bancaria dei principali Paesi industrializzati.