LEVERAGED BUY-OUT

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1. Operazione mediante la quale una società acquista una società target. L’acquisto viene finanziato prevalentementecontraendo debiti che risultano garantiti (o che saranno ripianati) dal cash flow prodotto dalla società acquisita. La tecnica finanziaria normalmente utilizzata per l’operazione è la fusione per incorporazione (merger leveraged buy-out). Questa si concretizza mediante l’acquisto o la costituzione di una società dotata di capitale scarsamente rilevante che, in genere attraverso una merchant bank, si procura un prestito di danaro finalizzato all’acquisto delle azioni della società bersaglio (target company). Il contratto di finanziamento e quello di acquisto sono diversi e distinti ma vengono stipulati quasi contestualmente. Il primo viene generalmentesottoposto sia alla condizione, sospensiva o risolutiva, che abbia esecuzione una rapida fusione sia alla concessione di garanzie reali da parte della società risultante dalla fusione. Dopo l’acquisto viene deliberata la fusione per incorporazione delle due società, la quale determina il sostanziale trasferimento del debito originariamente contratto dalla prima società in capo alla società bersaglio il cui patrimonio, come detto, è al servizio della società incorporante. Ovviamente ciò determina un aumento dell’indebitamento della società acquisita che, dopo la fusione, risulterà maggiore rispetto a quello precedente all’operazione. Come è evidente, tale operazione si muove ai confini della legittimità in relazione al potenziale contrasto con le norme di cui agli artt. 2357 e 2358 c.c., i quali, come noto, impongono il divieto di concedere prestiti o forme di garanzia per l’acquisto di azioni proprie. (as-lp)

2. Il leveraged buy-out è entrato nel diritto commerciale italiano con la riforma Vietti del diritto societario (d.lg 17.1.2003 n. 6) come fattispecie nominata all’art. 2501-bis a proposito della “fusione a seguito di acquisizione con indebitamento”.