LETTURA OTTICA E OTTICO-MAGNETICA

La lettura ottica e ottico-magnetica è il mezzo oggi più diffuso di identificazione automatica e consiste nel riconoscimento di caratteri codi- ficati apposti su qualsiasi supporto scrivibile e compatibile con i dispositivi di lettura La lettura è compiuta con apparecchiature a luce laser led (che utilizzano le riflessioni di un pennello di luce incidente sulla superficie del supporto) o mediante apparecchiature di lettura ottico- magnetica. Il procedimento a luce laser è lo stesso applicato dal riconoscimento ottico di testi (v. OCR). Esistono in commercio parecchi sistemi di lettura e di riconoscimento a lettura ottica e ottico magnetica specializzati a uso dell’industria, del commercio e delle banche. Tutti richiedono, per la sicurezza del riconoscimento, che il documento da leggere sia scritto con un certo tipo di caratteri e di contrassegni (font, cioè set completi di caratteri da stampa) prede- finiti di tipo speciale, a inchiostro magnetico e non, oppure con codici a barre (v. infra). Le tipiche applicazioni bancarie, tutte con speciali font, sono quelle per il trattamento di assegni e di altri documenti. I font standard impiegati sono l’OCR-A, l’OCR-B e la famiglia: MICR (Magnetic Ink Character Recognition) con le due versioni, l’E13B e il CMC7 che sono impressi con un particolare inchiostro magnetico. I programmi di tutti e quattro i set sono supportati anche da Windows e possono, quindi, essere stampati economicamente anche tramite un personal computer. OCR-A e OCR-B sono a lettura ottica, il primo di più facile lettura per le macchine, il secondo per l’uomo. L’OCR-B è impiegato in Italia per la marcatura degli assegni in coppia con il CMC7. Gli MICR sono a lettura magneto-ottica. Altre applicazioni specifiche di rilievo (con codici a barre) riguardano la codificazione della corrispondenza postale, quella ISBN (International Standard Book Number) per libri e periodici, l’EAN (European Article Numbering system) e l’UPC (Universal Product Code) per il commercio al dettaglio. Il codice a barre ha una elevata sicurezza di lettura, ma risente di limitazioni nel numero e tipo di caratteri rappresentabili e ciò spiega la sua larghissima diffusione al di fuori delle banche.