LETTERA DI PATRONAGE

  • Stampa

Documento redatto in forma di lettera che si sostanzia in figure anomale di garanzia personale ed e inviato dal patronnant ad una banca per indurla ad accordare, mantenere o prorogare un finanziamento o altre condizioni di natura finanziaria in favore di un terzo; generalmente il patronnant è una società titolare di una partecipazione azionaria più o meno ampia (e normalmente si tratta di società capogruppo o controllante) al capitale del terzo (impresa sovvenuta) e la “lettera” enuncia sempre il rapporto intercorrente tra le due società. Si ritiene, nella generalità dei casi, che il fenomeno non si risolve in un gentlemen’s agreement e che, al contrario, le dichiarazioni contenute nel documento producono effetti giuridici. Una volta affermatane comunque la giuridicità, le “lettere” si caratterizzano, nella prassi, per la variabilità del contenuto delle clausole nelle quali si articolano, consentendo così di graduare gli obblighi gravanti in capo al patronnant: a fronte di dichiarazioni di patronage “debole”, nelle ipotesi di assunzione di impegni particolarmente onerosi verso la controllata (p.e. nella c.d. dichiarazione di solvibilità e nella c.d. dichiarazione di divieto di svuotamento) si a è parlato di patronage “forte”. Gli interpreti hanno recentemente raggruppato in distinte categorie le “lettere” di conforto fiorite nella prassi commerciale: a) lettere di mera comunicazione, nelle quali il patronnant dichiara di conoscere e approvare il contratto esistente (o di prossima stipulazione) tra la banca e la società controllata e comunica l’impegno a non cedere la partecipazione azionaria prima dell’adempimento dell’obbligazione della società sovvenuta o, comunque, a darne previo e tempestivo avviso all’istituto di credito, b) lettere con impegno di vigilanza e controllo, nelle quali il patronnant si impegna, in virtù dei poteri che gli derivano dal ricoprire il ruolo di socio controllante, ad esercitare la propria influenza sulla società controllata affinché adempia esattamente le obbligazioni contratte con la banca; c) lettere con assicurazione circa il pagamento o la solvibilità, che contengono l’impegno del patronnant di fornire al sovvenuto i mezzi finanziari necessari al pagamento o sufficienti a garantirne la solvibilità. In tutti i casi sopra richiamati a fronte dell’inadempimento degli impegni assunti dal patronnant corrisponde la nascita di una obbligazione risarcitoria, rimanendo peraltro controversa la natura della responsabilità gravante in capo alla società controllante: certamente, nel caso sub a), non ricorrendo gli estremi della fideiussione o del mandato di credito, può rinvenirsi solo un illecito extracontrattuale per la comunicazione di informazioni inesatte, sanzionato ex art. 2043 c.c. Anche con riguardo alle restanti figure difficilmente sarà configurabile una responsabilità contrattuale del patronnant nei confronti della banca: da un lato in quanto quest’ultima è solo destinataria di una comunicazione e mai di una dichiarazione di volontà avente contenuto obbligatorio e, in secondo luogo, perché ciò equivarrebbe a frustrare la funzione delle lettres provocandone la scomparsa.