IVA COMUNITARIA

Disciplina speciale relativa all’applicazione dell’IVA agli scambi intracomunitari. È contenuta nel d.lg. 30.8.1993 n. 331, convertito nella legge 29.10.1993 n. 427, che ha dato attuazione alle direttive comunitarie n. 680 del 16.12.1991 n. 111 del 14.12.1992, oltre che alla direttiva n. 77 del 19.10.1992 concernente il ravvicinamento delle aliquote.

1. Base imponibile. Coerentemente con lo scopo di realizzare un mercato unico, il sistema dell’IVA comunitaria si fonda, in sintesi, sull’eliminazione delle frontiere comunitarie agli effetti dell’applicazione dell’IVA e dunque sulla conservazione delle nozioni di importazione e cessione all’esportazione solo nei rapporti con Paesi terzi, sulla conservazione del principio di neutralità dell’IVA, per i soggetti di imposta mediante le regole della rivalsa e della detrazione applicata anche nei rapporti tra soggetti appartenenti a Stati membri diversi e, in via transitoria, sulla tassazione nel paese di destinazione. Infatti, nonostante l’opposto principio della tassazione nel Paese di origine sia ritenuto più consono a un vero mercato unico, le difficoltà pratiche di attuazione, connesse soprattutto alla realizzazione di un adeguato sistema di compensazione volto ad assicurare comunque l’acquisizione del gettito del tributo nel Paese di destinazione, hanno consigliato la conservazione, per un periodo transitorio, del criterio di massima generalmente applicato negli scambi internazionali: imponibilità delle importazioni e non imponibilità delle esportazioni. E infatti l’art. 38 del d.lg. 30.8.1993 n. 331 stabilisce che l’imposta sul valore aggiunto si applica sugli acquisti intracomunitari. Requisiti oggettivi per la realizzazione di un acquisto intracomunitario sono l’acquisizione della proprietà o di altro diritto reale di godimento, l’onerosità dell’operazione e l’effettiva movimentazione del bene scambiato, cioè il suo ingresso nel territorio italiano. Requisito soggettivo è lo status di operatore economico dei soggetti del rapporto. Non sono imponibili le cessioni all’esportazione, definite in modo speculare alle acquisizioni.

2. Regimi particolari, Regimi particolari sono tuttavia previsti in relazione ad alcune tipologie di beni o di operazioni poste in essere (p.e. per i mezzi di trasporto nuovi o per le vendite per corrispondenza effettuate nei confronti di privati) ovvero in considerazione dello status di una delle parti contraenti (cessioni di beni a enti o associazioni che non sono soggetti IVA, ai produttori agricoli in regime speciale e ai soggetti che effettuano operazioni esenti).

3. Obblighi formali. La realizzazione di un’operazione intracomunitaria comporta una serie di obblighi formali, sia obblighi c.d. principali tra i quali rientrano la fatturazione e la registrazione oltre che la dichiarazione e le liquidazioni periodiche, sia obblighi accessori, finalizzati all’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria. Per quanto riguarda gli obblighi formali si ricorda che, nel caso di acquisto, il cedente non residente emette fattura attiva senza addebito di imposta; tale fattura viene successivamente integrata dal cessionario italiano con l’indicazione del controvalore in lire del corrispettivo e degli elementi che concorrono alla formazione della base imponibile oltre che dell’ammontare dell’imposta. Le fatture relative a cessioni intracomunitarie vengono emesse dall’operatore italiano e devono contenere l’indicazione, in luogo dell’ammontare dell’imposta, che trattasi di operazioni non imponibili con lo specifico riferimento alla relativa norma, ed inoltre il numero di identificazione ai fini IVA, attribuito al cessionario nello Stato Membro di appartenenza e da questi comunicato all’operatore italiano. L’annotazione delle fatture relative agli acquisti e alle cessioni intracomunitarie deve essere effettuata in appositi registri, entro 15 giorni dal ricevimento della fattura o dalla sua emissione. L’imposta pagata sugli acquisti intracomunitari è ammessa in detrazione dall’imposta afferente le operazioni interne effettuate. Per quanto riguarda gli obblighi accessori va ricordato l’obbligo dei non residenti di comunicare al cessionario italiano il numero di identificazione o di partita IVA, l’obbligo del contribuente italiano di presentare agli Uffici doganali elenchi riepilogativi delle operazioni attive e passive poste in essere. Tale ultimo obbligo è finalizzato alla realizzazione di sistemi informativi nazionali e comunitari per lo scambio di informazioni e per la cooperazione amministrativa tra i paesi dell’UE nella lotta all’evasione fiscale attuata fraudolentemente tramite gli scambi intracomunitari. Specifiche norme sono infine dettate per la disciplina delle operazioni triangolari, distinguendo tra triangolazioni nazionali, triangolazioni comunitarie, triangolazioni con la partecipazione di un soggetto extracomunitario.