ISPEZIONE TRIBUTARIA

Attività di accertamento e, in senso ampio, di controllo, posta in essere dagli Uffici finanziari e dalla poliziatributaria per la constatazione di eventuali evasioni fiscali e per la repressione delle violazioni di legge. In senso lato, essa comprende l’accesso, le verifiche, le ispezioni documentali, le ricerche e le perquisizioni; in senso stretto, invece, l’ispezione è un esame di documenti del contribuente ed ha per scopo il controllo della regolarità formale dei bilanci, dei libri, dei registri, delle scritture e delle dichiarazioni, o la verifi ca della corrispondenza, ed ogni altro riscontro documentale attinente a fatti fiscalmente rilevanti. I poteri di cui sono investiti i pubblici funzionari impongono al soggetto passivo obblighi di fare (invito di comparizione), di dare (esibizione e trasmissione di atti, invio di questionari) o di subire (accesso, ispezioni, ricerche e perquisizioni). Tali obblighi sono previsti sia dalle norme relative all’accertamento delle imposte sui redditi, sia da quelle che regolano l’IVA, che dettano disposizioni analoghe in ordine agli strumenti (accessi, ispezioni, ricerche e perquisizioni) posti a disposizione degli uffici finanziari e della polizia tributaria per l’accertamento delle evasioni e la repressione delle violazioni, per l’espresso richiamo all’art. 52 del d.p.r. 26.10.1972 n. 633 contenuto nell’art. 33 del d.p.r. 29.9.1973 n. 600. In base a tale norma gli Uffici IVA e la Guardia di Finanza, previa autorizzazione del capo dell’Ufficio, dalla quale risulti lo scopo dell’intervento, possono disporre l’accesso nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, agricole, artistiche o professionali, per procedere a ispezioni documentali, verifiche e ricerche e a ogni rilevazione ritenuta utile. In caso di accesso, invece, in locali destinati esclusivamente all’esercizio di arti o professioni oppure nei locali che sono adibiti anche ad abitazione o a circoli privati o a Uffici pubblici, per motivi di tutela della libertà di domicilio, occorre l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica. È comunque necessaria l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica o dell’autorità giudiziaria più vicina per procedere, durante l’accesso, a perquisizioni personali o all’apertura coattiva di pieghi sigillati, borse, casseforti, mobili e ripostigli. In relazione ai poteri di indagine riconosciuti agli Uffici dell’amministrazione finanziaria con riferimento alle risultanze dei conti bancari e postali del contribuente si segnala che gli stessi risultano particolarmente incisivi e penetranti considerata l’avvenuta eliminazione del c.d. segreto bancario. L’accesso ha carattere strumentale rispetto all’ampia attività ispettiva che spazia dall’ispezione alle ricerche e perquisizioni. L’ispezione ha per scopo l’accertamento dell’esatta corrispondenza fra quanto esposto nel bilancio e nelle scritture contabili ed i risultati di gestione, ai fini della determinazione del reddito fiscale e dell’imponibile con riferimento all’IVA e alle altre imposte. Le verifiche consistono in controlli e riscontri extracontabili ed extraziendali, aventi per oggetto principalmente il personale, gli impianti e le merci, mentre la ricerca si esplica col materiale reperimento di libri, registri e documenti e può eseguirsi anche contro la volontà del contribuente. Per quanto attiene alla perquisizione in materia tributaria gli Ufficiali della polizia tributaria (ossia Ufficiali e sottoufficiali della Guardia di Finanza) hanno la potestà di procedere autonomamente a perquisizioni domiciliari, qualora abbiano notizia o fondato sospetto di violazioni costituenti reato in materia di imposte doganali, e di altre imposte (come quelle di fabbricazione: su spiriti, zuccheri, oli minerali, oli di semi).