INVESTIMENTI IN SCORTE

Impieghi di mezzi finanziari per costituire giacenze di materie prime, semilavorati, prodotti finiti o merci. Le giacenze di materie prime e di semilavorati assumono ordinariamente carattere di immobilizzazioni funzionali più o meno vincolate alla durata del ciclo produttivo. Le giacenze di prodotti finiti o di merci, pur costituendo delle disponibilità per la loro destinazione alla vendita, possono richiedere un tempo più o meno lungo di permanenza nel magazzino del venditore (marketing period), sia in relazione alla natura dei beni che alle particolari condizioni del mercato di sbocco. Possono quindi assumere, a volte, un carattere più o meno accentuato di immobilizzo finanziario. Nei bilanci presentati alle banche dalle imprese richiedenti fido occorre esaminare con attenzione come sono state valutate le scorte (può essere che siano stati adottati criteri di valutazione non ortodossi al fine di migliorare artatamente la situazione patrimoniale dell’azienda). Occorre, perciò, accertare che, in relazione alla struttura del capitale di funzionamento, gli investimenti in scorte siano proporzionati agli altri tipi di impieghi produttivi, tenuto conto del ramo operativo e delle concrete condizioni d’impresa e di mercato. Gli investimenti in scorte risentono, in particolare, dell’eventuale carattere di stagionalità della domanda di prodotti, dell’andamento congiunturale, dell’inflazione, delle restrizioni creditizie e di altri importanti fenomeni economici generali. In periodi di costi crescenti e di scarsa disponibilità di beni, le imprese sono indotte ad attuare ampi approvvigionamenti di materie per garantirsi la produzione futura e, talvolta, per speculare al rialzo. Le scorte di prodotti tendono a lievitare nei periodi di scarsa domanda. Il fatto è normale nelle imprese manifatturiere a domanda stagionale che, nei mesi di bassa richiesta, accumulano la scorta di prodotti necessaria a far fronte al “supero” di domanda, rispetto alla capacità produttiva, propria dei mesi di alta stagione. Eccezionalmente una politica di accumulo delle scorte di prodotti può consentire all’impresa di mantenere la produzione su livelli normali, nei periodi di congiuntura sfavorevole, puntando sulla maggiore capacità di smercio revedibile per la ripresa. Ciò comporta, tuttavia, notevoli immobilizzi finanziari, oltre che i rischi connessi con la difficoltà di previsione.