INVENTARIO DEI VALORI

Valutazione dei singoli beni costituenti le attività di un’impresa, fatta in base ad un comune metro monetario. La valutazione è una fase che segue necessariamente quelle di elencazione e di descrizione, cioè le fasi in cui si identificano le qualità e quantità dei beni che si intendono misurare in termini monetari. In via generale, rispetto al contenuto, gli inventari si distinguono in: inventario a quantità fisiche o non monetarie; inventario a valore, o dei valori, o estimativo, o a quantità monetarie. L’inventario dei valori rappresenta, come già accennato, una situazioneespressa in termini monetari e risponde allo scopo di misurare un patrimonio. Tuttavia, la trasformazione delle quantità in valore ha luogo in funzione di varie esigenze, a seconda delle quali i criteri di valutazione possono essere diversi. Nell’inventario a valore si possono distinguere valutazioni di stima e valutazioni di funzionamento. Con le prime il valore dei beni viene stimato come se il bene stesso dovesse essere ceduto urgentemente sul mercato, ricavando necessariamente un corrispettivo non adeguato ai prezzi correnti. La valutazione di funzionamento, invece, parte dal presupposto che i beni sono necessari all’azienda per il suo normale esercizio e concorrono alla futura produzione del reddito. Quest’ultima interpretazione è quella normalmente adottata, perché, a meno di difficoltà finanziarie che costringano alla liquidazione dell’impresa, è certo che tutti i beni che compongono il patrimonio aziendale sono intimamente legati al processo di produzione del reddito. Nel linguaggio bancario, l’inventario dei valori indica spesso la rilevazione delle disponibilità di contanti, di titoli ad esso assimilati, di titoli obbligazionari, azionari ecc. la cui custodia avviene nei caveaux della banca.