INVALIDITÀ DEL NEGOZIO GIURIDICO

Anomalia che impedisce al negozio di produrre i propri effetti o che gli consente di produrli solo in modo precario. Può assumere l’aspetto della nullità, dell’annullabilità e, per il contratto,anche quello della rescindibilità.

1. Nullità. La nullità sorge in presenza di determinate cause, quali la contrarietà del negozio a norme imperativa, la mancanza o l’illiceità dei suoi requisiti, ed in altre ipotesi espressamente previste da norme specfiche (p.e., in caso di inserimento nel contratto di una condizione sospensiva impossibile). Di regola, la nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e può essere rilevata d’ufficio dal giudice. Essa, inoltre, è per sua natura insanabile: le parti, infatti,non possono convalidare o ratificare il negozio nullo (se non quando, in tema di disposizionitestamentarie o di donazioni, pur conoscendo la causa della loro nullità, esse ne abbiano data volontaria esecuzione o le abbiano confermate). Unica soluzione, pertanto, rimane la rinnovazione: con essa i contraenti pongono in essere un nuovo negozio, identico al primo, eliminando però il vizio che ne aveva causato la nullità. Il principio secondo il quale il negozio nullo non produce alcun effetto subisce a volte delle eccezioni. Così, in materia di società per azioni, la nullità non impedisce che il contratto costitutivo produca i propri effetti fino all’accertamento della nullità stessa (che opera quindi ex nunc anziché ex tunc). Inoltre, il negozio nullo, se non può produrre gli effetti tipici ai quali è rivolto,può però produrre quelli di un contratto diverso, del quale contenga tutti i requisiti di sostanza e di forma, allorché possa presumersi che le parti avrebbero voluto quest’ultimo se avessero conosciuto la nullità del primo (c.d. conversione del negozio nullo). L’azione diretta a far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione (sono salvi, però, gli effetti della usucapione e quelli della prescrizione dell’azione di ripetizione).

2. Annullabilità. L’annullabilità costituisce un’anomalia meno grave della nullità. In genere, essa deriva dall’inosservanza di regole che mirano a proteggere uno dei soggetti del rapporto giuridico (l’incapace, chi è caduto in errore, chi è stato vittima di violenza o di dolo): onde, salvo diversa disposizione, legittimata a richiederla è soltanto la parte nel cui interesse l’annullabilità è stata stabilita dal legislatore. A differenza del negozio nullo, quello annullabile produce tutti gli effetti di cui è capace: questi, però, sono destinati a cadere (con effetto retroattivo) se viene proposta e accolta l’azione di annullamento. L’annullabilità è sempre sanabile attraverso la prescrizione dell’azione di annullamentoo tramite convalida: questa, che può essere manifestata espressamente o tacitamente, deve però promanare dal soggetto cui compete l’azione di annullamento (il quale, inoltre, deve essere a conoscenza del vizio che aveva inficiato il negozio). L’azione di annullamento è soggetta a prescrizione quinquennale. Dalle due figure di invalidità appena esaminate va distinta l’inesistenza: mentre le prime, infatti, sono qualifiche che ineriscono al negozio (nel senso che presuppongono un negozio esistente), la seconda, invece, sostanzia un’anomalia di tale portata da impedire a identificazione del negozio stesso.

3. Rescindibilità del contratto. Per la rescindibilità del contratto v. rescissione del contratto.