INTERMEDIAZIONE ASSICURATIVA

. Il 20.9.2000 la Commissione europea ha adottato una nuova proposta di direttiva per la riforma dell’intermediazione assicurativa e del- la vendita di prodotti assicurativi. L’obiettivo della disciplina consiste nel garantire un elevato livello di professionalità e competenza degli intermediari che operano nel settore, perseguendo in tal modo una maggiore tutela degli interessi degli assicurandi in considerazione dei principi comunitari in tema di libertà stabilimento e di libera prestazione di servizi. Da tempo, la Commissione avvertiva la necessità di creare un mercato del settore che fosse realmente integrato e nel quale i consumatori ed i prestatori dei servizi fossero adeguatamente tutelati, dato che il settore dell’intermediazione assicurativa era ritenuto fra quelli più bisognosi di interventi che garantissero sia la libera prestazione transfrontaliera sia un’efficace tutela dell’assicurando. Contrariamente alla disciplina delle imprese assicurative, contenuta nelle direttive n. 92/96/CEE in GUCE, L360 del 9.12.1992 e n. 92/49/CEE in GUCE, L228 del 11.8.1992 che ha concretizzato la libera prestazione transfrontaliera di servizi in ambito comunitario, mediante una sorta di passaporto europeo, in materia di intermediari le disposizioni applicabili rendono diffi- cilmente soddisfabili le esigenze di clienti che vogliano assicurare un determinato rischio in uno Stato membro diverso dal proprio. Ciò emerge chiaramente dall’attuale direttiva n. 77/92/CEE che contiene disposizioni in materia esercizio della professione di intermediario assicurativo, senza determinare un’armonizzazione del sistema europea ma lasciando ai singoli Stati membri la facoltà di adottare specifiche norme sull’accesso e sull’esercizio di tali attività, limitandosi ad indicare una serie di misure transitorie per agevolare la libera circolazione di tali lavoratori nella Comunità. Nonostante la successiva raccomandazione n. 92/48/CEE del 28.1.1992, diretta a sollecitare gli Stati per l’adozione di misure più incisive in materia, le normative nazionali continuano ad essere significativamente divergenti. Con la nuova direttiva, nel testo contenuto nella proposta, qualsiasi soggetto che voglia accedere all’attività di intermediazione assicurativa o riassicurativa sarà obbligato a registrarsi presso le competenti autorità indicate da ogni Stato membro, potendo operare nella U.E. in regime di libera circolazione e stabilimento. Le imprese, d’altra parte, dovranno avvalersi solo dei servizi di intermediazione forniti dai professionisti regolarmente iscritti (art. 3 proposta direttiva). La registrazione sarà subordinata al possesso di determinati requisiti professionali minimi indicati dall’art. 4 ed ulteriormente integrabili da ogni Stato membro. In particolare sarà necessario il possesso delle necessarie cognizioni e attitudini, dei requisiti di onorabilità (certificato penale “pulito” ex art. 4), l’inesistenza di dichiarazioni di fallimento a proprio carico, il possesso di un’assicurazione per la responsabilità professionale per un importo non inferiore a un milione di euro per ogni sinistro (salvo che la garanzia sia già fornita dall’impresa assicuratrice), il possesso di una capacità finanziaria pari all’8% del reddito attuale netto e comunque non inferiore a 15.000 euro per coloro che gestiscono fondi appartenenti a clienti. L’art. 7 della proposta indica le sanzioni, la cui applicazione è demandata ad ogni Stato membro, nei confronti dei soggetti che esercitano l’attività privi dell’iscrizione. Inoltre, l’art. 10 impone all’intermediario di fornire al consumatore tutte le necessarie informazioni, personali o professionali rilevanti ai fini della conclusione dell’operazione. La direttiva, che gli Stati dovranno recepire entro il 2003, si sostituirà a tutta la disciplina comunitaria attualmente in vigore.