INTEREST RATE SWAP

Strumento finanziario derivato (ex art. 1.3 TUF) basato su un contratto per cui due controparti si accordano per scambiarsi due serie di pagamenti periodici di interesse determinati dall’applicazione di due diverse modalità di calcolo a un medesimo capitale figurativo di riferimento (notional). Lo scambio dei pagamenti per interesse può avvenire negoziando un tasso fisso contro un tasso variabile oppure due tassi variabili legati a parametri diversi. Il notional rappresenta soltanto la base su cui vengono calcolati gli interessi e non è, salvo rare eccezioni, oggetto di transazione. Nella sua struttura più semplice, definita da una serie di elementi standardizzati, l’interest rate svap è definito generic svap o plain vanilla svap. Si parla, al contrario, di non generic svap quando taluni degli elementi del contratto vengono appositamente “confezionati” per le parti. Entrambe queste due tipologie di svap sono definite par svap in quanto le parti fanno riferimento al medesimo notional ed effettuano pagamenti solo per i flussi relativi ai tassi d’interesse. Si tratta invece di non par svap quando uno dei contraenti è tenuto ad effettuare un pagamento iniziale in cambio di condizioni di tasso a lui più favorevoli rispetto a quelle applicate per i non generic svaps.

1. Elementi. Gli elementi che caratterizzano un interest rate svap, oltre al notional, sono i seguenti: la data di negoziazione, cioè la datadi stipula del contratto; la data effettiva, cioè la data dalla quale decorre il calcolo degli interessi, che in alcuni casi può differire dalla data di negoziazione; la data di scadenza; la data di settlement, ovvero la data di liquidazione periodica degli interessi, che nel caso sia unica è contestuale alla data di scadenza del contratto; il day count, ossia la modalità di calcolo dei giorni, che nello svap generico è costituita dalla stessa base prevista per il tasso variabile prescelto e che configura un particolare rilevante per esprimere su basi equivalenti i tassi scambiati.

2. Fixed rate payer e floating rate payer. Le parti che concludono un contratto di svap possono essere distinte tra: fixed rate payer, che è colui che paga il tasso fisso ed è definito acquirente del contratto; floating rate payer, che è colui che paga il tasso variabile ed è definito venditore del contratto. Mentre il primo assume una posizione al rialzo nello svap, cioè manifesta aspettative di un andamento al rialzo dei tassi e a questo scopo intende fissare il costo di una passività o indicizzare il rendimento di una attività, il secondo assume una posizione opposta, ha cioè aspettative al ribasso dei tassi e intende indicizzare il costo di una passività o fissare il rendimento di una attività. La durata di un interest rate svap può variare dai 3-6 mesi fino ai 5-7 anni. Nel primo caso è probabile che il pagamento periodico previsto sia unico, e che avvenga in coincidenza con la scadenza del contratto. Nel caso si tratti di un contratto a medio-lungo termine, invece, si presume che vi siano più scambi periodici di interessi, con cadenze prefissate, generalmente trimestrali o semestrali. In coincidenza con le singole date di settlement, si determinano i flussi d’interesse di pertinenza dei fixed rate payer e del floating rate payer e viene poi liquidata solo la differenza tra i due flussi. Se il tasso fisso è superiore al tasso variabile, sarà il primo a dover versare l’eccedenza al secondo; se il tasso fisso è inferiore al tasso variabile le posizioni si invertiranno; se i due tassi sono equivalenti non vi sarà alcuna transazione.

3. Asset swap e liability swap. I contratti di svaps sono suddivisibili, in relazione alle diverse finalità perseguite dagli operatori, in asset svaps e liability svaps. I primi consentono di mutare la struttura dei rendimenti del proprio attivo, allo scopo sia di assecondare i cambiamenti di aspettative del soggetto economico sui movimenti futuri dei tassi di riferimento, aprendo margini di maggior ricavo, sia di pareggiare, secondo una logica di asset liability management (v. gestione attivo-passivo), la struttura dell’esposizione al rischio di variazioni nei tassi d’interesse dell’attivo e del passivo (v. mismatching). Sempre con un asset swap, inoltre, si possono effettuare arbitraggi tra il mercato del credito ed il mercato obbligazionario, qualora fra essi sussistano delle inefficienze che comportino l’attribuzione di differenti premi al rischio al singolo operatore. Infine, con un asset svap è possibile creare titoli sintetici, non direttamente disponibilisul mercato. I liability svaps, per contro, consentono di ridefinire la struttura dei costi del passivo o di pareggiare la posizione con l’attivo al variare delle aspettative. Essi si comportano, quindi, come gli asset svaps, ponendosi però l’obiettivo di intervenire sul passivo. Attraverso un liability svap, inoltre, è possibile ridurre il costo dell’indebitamento nel caso in cui le controparti abbiano uno standing creditizio differente e a condizioni che vi siano delle imperfezioni nel mercato finanziario tali da determinare differenziali difformi nell’ambito dei segmenti a tasso fisso e a tasso variabile. Si creano, in questo caso, i presupposti per un arbitraggio sul divario esistente tra i due differenziali, il cui margine di guadagno viene generalmente suddiviso fra i contraenti in funzione della reciprocaforza contrattuale.

4. Coupon svaps, basis rate svaps e crosscurrency interest rate svaps. Gli svaps di tassi d’interesse possono essere anche classificati in base alle caratteristiche dei flussi di interessi che costituiscono l’oggetto del contratto. In questo senso si distinguono tre fondamentali tipologie di contratti: i coupon svaps, i basis rate svaps ed i cross-currency interest rate svaps.

4.a) Coupon swap. Sono contratti che comportano lo scambio fra un flusso di interessi a tasso fisso ed un flusso a tasso variabile, entrambi denominati nella stessa moneta. Questo tipo di contratto coincide con il plain vanilla svap.

4.b) Basic swap. I basic svaps sono invece contratti che prevedono lo scambio di due serie di pagamenti periodici, denominati nella stessa valuta, calcolati applicando due diversi saggi d’interesse variabili al capitale figurativo di riferimento. Essi hanno come scopo, quindi, quello di mutare il parametro cui è indicizzata una certa posta di bilancio, attiva o passiva.

4.c) Cross-currency interest rate swap. I cross-currency interest rate svaps, infine, prevedono lo scambio di due flussi di tassi d’interessedenominati in due diverse valute, calcolati utilizzando due parametri, fissi o variabili, rappresentanti le condizioni relative ad operazioni di credito in valute diverse. Tali contratti differiscono dagli svaps di valuta (v. currency swap), in cui vengono scambiate due serie di pagamenti denominati in due valute diverse e che includono il capitale di riferimento, per il fatto di contemplare esclusivamente uno scambio di interessi, quantunque calcolati su capitali equivalenti denominati in due differenti unità monetarie.

5. Non generic swap. Quanto ai non generic svaps, essi si discostano dalla struttura base specificatamente nei seguenti aspetti: esistenza di uno spread sul tasso variabile puro; mancata coincidenza fra data di scadenza dell’indice cui è agganciato il tasso variabile e scadenza periodica dello svap: esistenza di un mismatching tra data di ridefinizione del tasso variabile e data di scadenza dello stesso; inconsistenza del day-count dello svap rispetto a quello del tasso variabile. In genere le negoziazioni di interest rate svaps avvengono con l’ausilio di un intermediario, il quale può intervenire nella transazione non solo per facilitarel’incontro delle controparti e per curare l’attività di clearing nei periodici pagamenti degli interessi maturati, ma anche ponendosi come controparte diretta dello svap nel ruolo di venditore o acquirente del contratto a seconda delle circostanze.

6. Negoziazione. La negoziazione degli interest rate swap è riservata, come quella degli altri strumenti derivati, alle imprese di investimento (SIM ecc.; v. impresa di investimento), alle banche, agli agenti di cambio e agli intermediari iscritti nell’elenco dell’art. 107 TUBC.